Hanno collaborato:
Mara Beltramoli, Marialuisa Corsa Elena De Mattia, Damiano De Odemira, Maria Chiara Mazzariol, Marica Michieli, Tiziana Plebani, Silvia Pugliese, Maurizio Vittoria, Marino Zorzi.

Traduzioni: Gregory Downling

Edizione a stampa (su carta ecologica, biodegradabile e riciclabile):
progetto grafico: Massimo Grandese
stampa: Grafiche Liberalato s.n.c. Mestre-Venezia

Edizione on line: Maurizio Vittoria

"Chisciotte"

Riscritture e traduzioni sono le due espressioni della tradizione di un "classico" documentate dalla mostra (in occasione del IV centenario della pubblicazione della prima parte del Don Chisciotte di Cervantes) che si è inaugurata a Venezia il 18 novembre 2005: "Quixote/Chisciotte. 1605-2005". Edizioni rare e di pregio, traduzioni italiane e straniere conservate nelle biblioteche veneziane, presso le Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana (Libreria Sansoviniana).

La proposta fa seguito al tanto ristretto quanto significativo saggio di edizioni presentate a Verona (I libri di Don Chisciotte, "Sedicesimi", 19, 2005, Biblioteca Civica di Verona) e alla grande esposizione di Madrid (El Quijote. Biografía de un libro 1605-2005, Madrid, Biblioteca Nacional, 2005). Tra minimum e maximum, come osserva Donatella Ferro, curatrice del catalogo (pubblicato da "Biblion" - Centro studi sul Libro Antico di Venezia): "La ricchezza dei fondi marciani è nota, ma è sempre sorprendente. Per quel che riguarda l'opera cervantina non può certo, e non deve, rivaleggiare con la collezione della Biblioteca Nacional di Madrid (circa 18.000 volumi oltre a un consistente numero di disegni, stampe e altro materiale anche audiovisivo), ma le presenze sono più che significative".

Il catalogo contiene saggi e approfondimenti di Anthony Close, di Donatella Pini, di Giampiero Bellingeri et alii sulla ricezione del Chisciotte, in un orizzonte in cui primizie bibliografiche (assenti a Madrid), edizioni illustrate importanti ed edizioni economiche, come quella albanese della traduzione di Fan Noli degli anni Trenta vanno poste sullo stesso piano di dignità.

Nella sezione dedicata alla prima traduzione italiana, i saggi di Piero Scapecchi e di Stefano Trovato illuminano rispettivamente la figura del primo traduttore italiano e le motivazioni culturali ed editoriali della stampa di Andrea Baba dell' "autocensurata" traduzione Franciosini del 1622-1625. Completano la mostra le edizioni ungherese, finlandese e turca (e per l'oriente, anche in hindi), indicando uno spostamento proficuo del punto di vista della ricerca dai centri editoriali europei alle aree più remote. L'iniziativa sembra quasi esprimere il duplice versante, bibliografico e letterario, dell'attività del coor-dinatore, Alessandro Scarsella, bibliotecario alla Marciana dall'83 e dal 2005 ricercatore a Ca' Foscari.

Damiano De Odemira

 

La mostra mette in rilievo i due momenti in cui Cervantes viene in contatto con dei Veneziani (non con Venezia, dato che non sembra esservi mai venuto).
Il primo è la grande battaglia di Lepanto (7 ottobre 1571). Cervantes è imbarcato sulla nave Marquesa, appartenente alla squadra di Giannandrea Doria, ma collocata nell'ala dello schieramento cristiano comandata da un ammiraglio veneziano, Agostino Barbarigo, che cadrà in battaglia. Cervantes si batte con temerario coraggio, fianco a fianco con i Veneziani.

Il secondo incontro è in una circostanza anche più terribile: fatto prigioniero dai corsari barbareschi, viene venduto nel 1575 al governatore di Algeri, Hasan. Questi altri non è che il veneziano Andrea Celeste, di buona famiglia di cittadini originari, rapito in giovanissima età dal corsaro Dragut. Andrea, fattosi mussulmano, fa una grande carriera al servizio del Sultano.
Con Cervantes si mostra umano, e lo risparmia nonostante quattro tentativi di fuga; lo libererà nel 1580, avendo incassato il riscatto.

Marino Zorzi

Mostra "Il Teatro dei corpi"

La Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia ha organizzato dal 17 dicembre 2004 all'8 maggio 2005, nelle sale della Libreria Sansoviniana, una mostra dal titolo "Il teatro dei corpi. Le pitture colorate d'anatomia di Girolamo Fabrici d'Acquapendente", a cura di Maurizio Rippa Bonati.
Nella mostra sono state esposte per la prima volta le grandi tavole a colori, dipinte a olio, che illustrano l'anatomia umana e animale, ideate e fatte eseguire dal grande medico Girolamo Fabrici (1533 ca - 1619) che tenne la cattedra di anatomia all'Università di Padova per circa cinquant'anni.

Il Fabrici donò le sue tavole anatomiche alla Libreria di San Marco, ove sono tutt'ora conservate. Le oltre duecento Pitture costituiscono il più cospicuo atlante anatomico rinascimentale giunto sino a noi; in occasione della mostra è stata scelta un'ampia selezione delle più significative dal punto di vista scientifico e artistico.
Soltanto ora è stato possibile esporle al pubblico, grazie ad un radicale restauro recentemente compiuto sotto la direzione dell'Ufficio Conservazione e Restauro della Biblioteca, guidato da Tiziana Plebani; il materiale, prima di questo intervento, era inconsultabile in quanto su carta, divenuta nei secoli fragilissima e in più punti lacerata.

La mostra ha inserito le tavole nella storia dell'illustrazione anatomica, accostandole ad altre rare opere di analogo soggetto, sia conservate dalla Biblioteca, sia concesse in prestito da altre istituzioni italiane.
Il catalogo, curato da Maurizio Rippa Bonati e da José Pardo-Tomás ed edito da Mediamed Edizioni Scientifiche (Milano), pubblica saggi di specialisti internazionali in storia della medicina, della scienza e dell'arte e presenta una vasta selezione delle pitture colorate e numerosi esempi delle illustrazioni anatomiche pre o post-fabriciane.

A.B.

Modigliani a Venezia

Ragazza con colletto alla marinaraLa Biblioteca Marciana, dal 20 maggio al 5 luglio 2005 ha ospitato nelle sale della Libreria Sansoviniana la mostra "Modigliani a Venezia, tra Livorno e Parigi" (mostra collaterale della 51a Esposizione Internazionale d'Arte - Biennale di Venezia) che ha illustrato il percorso creativo e personale del famoso pittore con la presentazione di opere, documenti e foto d'epoca, dalle prime esperienze livornesi a quelle fiorentine e veneziane, sino al suo arrivo a Parigi.

Particolare risalto è stato dato al periodo veneziano e all'atmosfera artistica, culturale e sociale che Modigliani visse dal 1903 al 1905 nella città lagunare. Sono state esposte alcune opere realizzate in quegli anni, insieme ad una scelta di opere di pittori che hanno lavorato ed esposto a Venezia tra la fine dell'800 e i primi anni del '900. Si è così presentata l'occasione per esporre cinque dipinti inediti (Giacomo Favretto, Vecchia popolana, Guglielmo Ciardi, Chiesetta tra gli alberi, Beppe Ciardi, Luci nella notte, Pietro Fragiacomo, La pesca e Alberi che si specchiano) appartenenti alla raccolta di Argiro Licudis, donata alla Marciana nel 1926.

Il percorso si è avvalso inoltre di opere degli amici toscani e francesi di Modigliani. La mostra, animata da vivaci polemiche, ha registrato un lusinghiero successo di critica (sulla stampa anche specialistica) e di pubblico (44.165 visitatori).
L'esposizione, curata da Christian Parisot e dedicata alla memoria di Alessandro Bettagno, è stata corredata da un ricco catalogo edito da Carlo Delfino.

A.B.

Maurizio Pellegrin: Isole

Dal 3 settembre al 6 novembre l'Antisala o Vestibolo della Libreria Sansoviniana ha ospitato una delle sette installazioni artistiche di Maurizio Pellegrin, dal titolo complessivo Isole, organizzate dai Civici Musei Veneziani anche a Palazzo Ducale, Museo Correr, Ca' Pesaro, Ca' Rezzonico, Museo di Palazzo Mocenigo e Museo Storico Navale.

Alla Marciana Pellegrin ha riservato due sezioni: la prima intitolata Tracce dell'Essere, la seconda, dal titolo Trasformazione, tra decadimento e nuovo stato.

 A.B.

In Memoriam: Giuliano Lenotti

Il 18 settembre 2005 è scomparso il collega Giuliano Lenotti, bibliotecario da oltre 25 anni della Biblioteca Nazionale Marciana.

Di lui vogliamo ricordare la sensibilità, la competenza, la cultura di ampio raggio e la garbata disponibilità verso il pubblico della Sala di Lettura degli Stampati. La riservatezza coniugata alla costante passione per la lettura, assieme ad una innata gentilezza, erano la sua ricchezza, che solo un ascolto attento rivelava.

Concluso il progetto di conservazione del fondo giornali

Nel numero dell'autunno 2002 della Newsletter avevo comunicato l'inizio di un complesso e gravoso lavoro di conservazione, consolidamento, restauro e ricondizionamento del fondo giornali della Biblioteca di cui, in questa sede, ho il piacere di annunciare la conclusione.

Più di 200 testate, talune di vita lunghissima, molte delle quali si presentavano stoccate a pacchi, sono state oggetto di trattamenti conservativi. Se tutti i giornali sono stati distesi, spolverati, inseriti in cartelle e scatole di conservazione, solo ai giornali veneziani, specialmente quelli conservati solo o prevalentemente da questa Biblioteca, è stato riservato l'intervento di restauro totale, che ha comportato un rilevante impegno di spesa.

Una scelta che, in collaborazione con il progetto di censimento della stampa veneziana dal 1866 al 1969 curato dall'Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società contemporanea, ha voluto valorizzare le collezioni marciane e avviare un processo di conservazione differenziata tra gli istituti locali, al fine di giungere a una razionale e pertinente divisione dei compiti nel gravoso impegno della conservazione dei materiali contemporanei.

Una quarantina di giornali sono stati totalmente "restituiti" grazie all'attività del Laboratorio Frati & Livi di Bologna, altri minori interventi di consolidamento e piccolo restauro sono stati eseguiti dai laboratori Morra e Libra, mentre gran parte degli interventi conservativi sono stati ideati e realizzati dalla scrivente. Il progetto complessivo ha comportato una ristrutturazione anche degli spazi fisici, soprattutto per consentire lo stoccaggio su piani orizzontali, tale da permettere la distensione dei giornali ed evitare piegature e cattivi allineamenti.

Si è provveduto inoltre ad organizzare, di concerto con la responsabile dei periodici, Marica Michieli, l'arredo di un ulteriore deposito, in locali recentemente restaurati, destinato alla sola conservazione, per i giornali microfilmati e restaurati.

La gran parte dei materiali è ora inserita in scatole di conservazione di varia tipologia che non solo proteggeranno il materiale nello stoccaggio, al riparo dall'azione della luce, della polvere e delle condizioni ambientali ma rallenteranno il degrado chimico e consentiranno una migliore cura anche nelle operazioni di prelievo e di trasporto.

Tiziana Plebani

Restauri di legature "povere": legature alla rustica del '700

Nel biennio 2003-2004 è stato condotto un impegnativo progetto di restauro su alcune collane di periodici settecenteschi legati alla rustica, di consultazione particolarmente frequente. Si tratta del Giornale Enciclopedico e del Nuovo Giornale Enciclopedico (Vicenza, annate 1774-1782 e 1783-1789), Il Genio Letterario d'Europa (Venezia, 1793-1794) e l'Anno Poetico ossia raccolta annuale di poesie inedite di autori viventi (Venezia, 1793-1800), per un complesso di 56 volumi di piccolo formato.

La loro tipica legatura, leggera ed economica, consente un'apertura molto agevole ed è pienamente smontabile: i fascicoli venivano cuciti, due alla volta per risparmiare tempo, su sottili nervi in pelle allumata, le cui estremità venivano infilate direttamente nella copertina. Questa era costituita da un semplice rettangolo in cartoncino chiaro, con i lembi ripiegati all'interno, su cui aderivano le controguardie.
In alcuni casi la copertina veniva rivestita di carte decorate a motivi vivaci, alla colla o marmorizzate, che donano una bellezza caratteristica a queste collezioni. Negli anni si sono purtroppo verificati gravi danni, concentrati in lacerazioni e ampie lacune nella coperta e soprattutto nel cedimento della cucitura. L'obiettivo dell'intervento di "restauro non invasivo" è stato quello di rispettare la storicità e maneggevolezza della legatura, integrandone le debolezze strutturali.

Nel Laboratorio di Restauro della Biblioteca sono state sperimentate e messe a punto alcune metodologie di intervento che prevedono adesivi reversibili e un materiale di elevata qualità, il cartoncino a mano Barrett, prodotto con tecniche artigianali - fibre di lino battute, collatura alla gelatina - e dotato delle stesse caratteristiche di robustezza e flessibilità del cartoncino antico.
Tali metodiche sono state quindi proposte al laboratorio trentino della restauratrice Lilia Gianotti, che ne ha sviluppato opportune varianti, in particolare la precisa reintegrazione delle lacune con polpa di fibre.
La cucitura è stata rinforzata oppure rieseguita a tutto punto, e all'interno della copertina si è inserito un cartoncino di sostegno. In fine, per proteggere e al contempo "valorizzare" i restauri con una veste elegante, i volumi si presentano ora rivestiti con sovraccoperte rimovibili in carta colorata o marmorizzata suminagashi, creata dal veneziano Alberto Valese.

Attualmente il Laboratorio, in collaborazione con una restauratrice veneziana, è impegnato in un progetto analogo per il ricco fondo di Miscellanee Legate cartonate, di cui si darà notizia prossimamente.

Silvia Pugliese

Giornali

Il Settore Giornali è ora pienamente fruibile. Il deposito marciano dei giornali è dotato di una struttura lignea soppalcata, costruita nei primi anni del '900, che è stata recentemente modificata seguendo i più moderni criteri di conservazione (vedi in questa Newsletter l'articolo di Tiziana Plebani). Nel contempo sono stati microfilmati, trasportati in un apposito magazzino ed esclusi dalla lettura tutti i giornali veneziani dell'800 ed anche alcuni usciti nel periodo delle due guerre, specialmente quelli che erano notevolmente rovinati.

Sono state prodotte 415 bobine positive ed altrettante negative di circa quaranta titoli, oltre a tutti i Numeri Unici, osservando le più recenti norme ISO. Il microfilm della "Gazzetta di Venezia", ora completo, è stato anche digitalizzato.

Verrà messo a disposizione del pubblico un fascicolo contenente l'elenco dei giornali conservati dalla Marciana. Ad ogni titolo sarà affiancata la rispettiva segnatura, l'eventuale collocazione del microfilm e la conseguente esclusione dalla lettura dei volumi cartacei.

È iniziata inoltre la schedatura della pubblicistica che perviene in Biblioteca in osservanza della legge sul deposito legale (segnatura: PER. DDS.) ed è stata poi creata anche una nuova collocazione per i periodici di grande formato (PER. G.).

Marica Michieli

Libro sul Codice Cumanico

Giovedì 10 novembre 2005 nella Libreria Sansoviniana è stato presentato il volume, curato da Felicitas Schmieder e Peter Schreiner, dedicato al Codice Cumanico (Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 2005).

Il manoscritto, che è stato esposto per l'occasione, è un documento storico, linguistico, culturale assolutamente unico. Composto, sembra, attorno al 1340, esso è probabilmente la copia di altri analoghi manoscritti, oggi perduti, risalenti forse a qualche decennio prima.
Esso contiene un dizionario trilingue (latino, persiano, cumanico) che è anche una grammatica e un manuale di conversazione. Le parole sono raggruppate per argomento: vi si tratta delle cose più comuni, degli elementi, delle merci, dei mestieri e così via, il tutto in tre lingue.
Una seconda parte, di altra mano, contiene preghiere, poesie, indovinelli (in cumanico e anche in tedesco), e persino inni con notazioni musicali. Si pensa sia stato composto in una colonia veneziana o più probabilmente genovese sul Mar Nero, in parte per finalità commerciali, in parte ad uso dei missionari, francescani e domenicani, attivi nel mondo mongolico.

Il codice rappresenta quindi una miniera di informazioni sull'immenso territorio dominato dai successori di Gengis Khan, e in particolare sulle aree (dall'Ungheria all'Uzbekistan) in cui erano presenti i nomadi chiamati Cumani o Kipchack, la cui lingua, di ceppo turco, era, assieme al persiano, la "lingua franca" dell'impero mongolico.

Il volume contiene saggi dei maggiori esperti mondiali: vi si studia il codice, con gli infiniti problemi che esso suscita, e l'ambiente che lo ha prodotto: quello stesso mondo in cui operavano i mercanti genovesi e veneziani, a cominciare da Marco Polo.

Il manoscritto fu rinvenuto nel 1632 in un deposito al piano superiore della chiesa di San Marco, e fu ritenuto dall'abate Fortunato Olmo un residuo della donazione del Petrarca; ma non sembra che ciò sia possibile. Passò alla Marciana nel 1739.

Marino Zorzi

Ponti e frontiere

"Di tutto ciò che l'uomo, spinto dal suo istinto vitale, costruisce ed erige, nulla, secondo me, è più bello e più prezioso dei ponti", scriveva Ivo Andriç. Molti ponti, concreti e simbolici, sono stati eretti in vista dell'Unione Europea e della globalizzazione mondiale, ma non tutte le frontiere sono state abbattute, prime fra tutte quelle causate da ogni fondamentalismo e da ogni odio etnico-religioso.

Artan Shabani,
Il ponte al tramonto

Questo tema è centrale in Ponti e frontiere, volume curato da Andrea Bonifacio, per le edizioni Editgraf, che raccoglie gli atti dell'omonimo convegno promosso dalla Biblioteca Marciana (saggi di M. Zorzi, P. Matvejeviç, A. Scarsella, S. Pelusi, F. Secchieri et alii) e tenutosi il 20 ottobre 2004 all'Ateneo Veneto, a Venezia, città che, con i suoi innumerevoli ponti, costituisce metonimicamente il luogo-ponte per eccellenza, quel ponte, cioè, che da sempre unisce l'Italia e i Balcani, l'Occidente e l'Oriente, aprendosi alla convivenza e al dialogo.

Proprio nel confronto con il diverso, però, inevitabilmente sono sorti nei secoli incomprensioni e dissidi, tanto che, anche sui ponti, talvolta avvertiamo il sorgere di barriere immobilizzanti, allo stesso modo in cui Edward Munch avvertì il vuoto e la fredda indifferenza tra i simili su quel ponte affacciato sul fiordo che lo rese famoso.

Da qui L'urlo: prima e primitiva reazione alla vertigine e a ciò che spezza la fratellanza e la solidarietà tra gli uomini: un grido che perfora la tela giungendo sino a noi. Quali ponti possono quindi veramente unire, pacificare ed essere superamento di ostacoli, contrasti e separazioni? Forse, poiché "ogni cosa esprima questa nostra vita - pensieri, parole, sospiri - tende verso l'altra sponda, come verso una meta che sola dia alla vita stessa un senso" ( 1 ).

Tali ponti sono quelli che la cultura sa stendere sopra ogni frontiera, cercando, nella differenza, ciò che unisce e tentando di dare risposte che possano attutire la comune fragilità umana. La letteratura diviene allora quasi esistenziale o meglio, come scrive Italo Calvino, "un fragile ponte di fortuna gettato sul vuoto" ( 2 ): è ciò che anche il volume, curato da Andrea Bonifacio, si propone di essere, pur nella eterogeneità dei contributi che lo costituiscono.

Mara Beltramolli

  1. I. Andriç, I ponti, 1933, in I. Andriç, Romanzi e racconti, trad. it. di D. Badnjeviç, Milano Mondadori, 2001, p. 1182-1184
  2. I. Calvino, Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio, 1988, Milano, Mondadori, 2002, p. 85
L'autore e l'editoria italiana nel Settecento

Giovedì 17 febbraio, alle ore 17.00, nell'Antisala della Libreria Sansoviniana, Marco Paoli, direttore dell'ICCU (Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche Italiane) ha presentato il suo ultimo libro, dal titolo: L'appannato specchio.
L'autore e l'editoria italiana nel Settecento (Lucca, Maria Pacini Fazzi editore, 2004). Dopo un'introduzione di Marino Zorzi, l'opera è stata commentata da Mario Infelise, Tiziana Plebani, Dorit Raines.

Il volume di Paoli segue l'autore settecentesco sin dal momento dell'ideazione dell'opera, della raccolta del materiale e della stesura del testo manoscritto, per giungere alla meta finale, la stampa. Si illustra con ricchezza di esempi la prassi consolidata dell'anticipo delle spese tipografiche, da recuperarsi a stampa conclusa grazie al sistema delle dediche.

L'intervento di mecenati e committenti (questi ultimi interessati alla produzione di uno specifico testo) permette a letterati e uomini di scienza di dedicarsi alla redazione delle proprie opere con sufficiente tranquillità, certi dell'esito editoriale, pur nei limiti economici e sociali del patronage italiano.
L'autore dovrà tutelarsi dalle ristampe abusive, che rischiano di taglieggiare i pochi profitti della vendita delle copie di sua spettanza; tuttavia per chi subisce la pirateria editoriale vi è la conferma della fortuna dei suoi scritti e del credito goduto.

Il volume si conclude con l'analisi del tema del successo e della percezione che di esso si aveva nella comunità dei letterati, fino a tratteggiare i confini del più profondo obbiettivo dell'autore, vale a dire il conseguimento della gloria. L'opera di Paoli si avvale di una mole imponente di fonti d'epoca, edite e inedite, attingendo in particolare ai carteggi di letterati ed eruditi, come Jacopo Morelli, Angelo Maria Querini, Francesco Algarotti, Alessandro Pompeo Berti, Anton Francesco Gori.

Annalisa Bruni

Almanacco del Bibliofilo 2005

Il 14 gennaio 2005, alle ore 18.00, nella Libreria Sansoviniana della Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, Giacomo de Antonellis ha presentato il quindicesimo numero dell'Almanacco del Bibliofilo. Antologia di Racconti e Saggi di Bibliofilia (Milano, Edizioni Rovello, 2004), edito dall'Aldus Club, Associazione Internazionale di Bibliofilia. L'incontro è stato introdotto da Mario Scognamiglio, direttore de "L'Esopo", rivista trimestrale di bibliofilia ed editore del volume.

L'Almanacco, decorato da un'arguta e suggestiva iconografia che esprime, in significativi "quadretti", la saggezza e i principi morali dei popoli antichi, presenta quest'anno una gradevole raccolta di racconti e altri scritti di bibliofilia, avvalendosi del generoso apporto di Umberto Eco e di altri collaboratori (Paolo Albani, Giulio Andreotti, Annalisa Bruni, Gianni Cervetti, Matteo Collura, Giannandrea de Antonellis, Oliviero Diliberto, Gianfranco Dioguardi, Curzia Ferrari, Mauro Giancaspro, Giuseppe Mercenaro, Elio Palombi, Mario Scognamiglio, Armando Torno).

A.B.

Le attività del "Progetto CABI"

Gli ultimi due anni hanno visto il Progetto CABI vivere un'intensa attività, che ha fatto riconoscere alla Biblioteca Nazionale Marciana un importante ruolo nel delicato settore dell'abbattimento del "digital divide".

Iniziato nel 2002 con la "Campagna per l'Accessibilità delle Biblioteche in rete" , il Progetto della Biblioteca Marciana, volto ad incrementare l'accessibilità del Web nell'ambito culturale, ha ampliato le proprie attività.
Il programma si è esteso anche sotto la spinta di molti soggetti che gravitano attorno al problema accessibilità: biblioteche (ovviamente), istituti culturali, istituzioni pubbliche, gruppi di sviluppatori, associazioni di disabili, ecc. Si è creata, da sola, una rete non ufficiale con centinaia di contatti tra funzionari, tecnici e studiosi, tutti relativi all'accessibilità delle biblioteche e della cultura nel Web.

Oltre all'organizzazione di corsi rivolti a bibliotecari, il Progetto ha dato il suo supporto alle iniziative sfociate poi nell'emanazione della nuova normativa italiana in materia di accessibilità degli strumenti e dei servizi informatici (Legge 9 gennaio 2004, n. 4, chiamata "Legge Stanca"). Il Progetto CABI è stato finora presente in molti convegni e seminari di promozione all'accessibilità, in Italia e all'estero; ha inoltre organizzato e supportato vari convegni e seminari, gli ultimi dei quali imperniati sulla promozione e disamina della nuova normativa.

Vi è stata una collaborazione ad alcuni Progetti Europei, quali "Progetto Minerva" e "Rinascimento Virtuale" , e il supporto ad attività internazionali, come il "International Meeting of the W3C WCAG Working Group" . Oltre a smistare la fitta corrispondenza, la Segreteria del Progetto provvede ad inviare la "CABI Newsletter", che arriva ormai a più di 4000 indirizzi. Su richiesta vengono anche effettuate delle consulenze tecniche a biblioteche ed istituti, oltre al monitoraggio per l'accessibilità dei siti.

Attualmente molte biblioteche stanno adeguando i propri siti Web, segno questo che la presenza di una voce stimolante "dall'interno" si è rivelata positiva; l'obiettivo del Progetto si sta dunque realizzando.

Maurizio Vittoria

  1. <http://www.minervaeurope.org/>
  2. <http://palin.iccu.sbn.it/>
Censimento nazionale delle edizioni italiane del XVI secolo

Giunge notizia dall'Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche di Roma (ICCU) che entro la fine dell'anno in corso verrà pubblicato il volume relativo alle edizioni cinquecentine degli autori con la lettera D.

Tale catalogo comprenderà la descrizione di circa 1600 esemplari marciani segnalati in precedenza nell'ambito della collaborazione tra questa Biblioteca e l'ICCU. Attualmente l'Ufficio cinquecentine della Marciana sta controllando i tabulati relativi alle lettere I-J-K con conseguente aggiornamento del Catalogo cronologico a schede.

Marialuisa Corsa

Visite guidate: itinerari tematici per le scuole

A partire da settembre 2004 il sevizio di visite guidate gratuite alla Libreria Sansoviniana si è arricchito di una nuova proposta: sono stati attivati, a cura di chi scrive, quattro itinerari tematici rivolti in particolare agli studenti delle scuole superiori.
L'iniziativa ha suscitato un notevole interesse, ricevendo adesioni da parte di numerose scuole sia della città di Venezia che della regione. Dato il notevole apprezzamento riscontrato, il servizio verrà riproposto anche per l'anno scolastico 2005-06, con i seguenti itinerari:

  • Il sogno di disegnare il mondo: il mappamondo di Fra' Mauro. L'itinerario si propone di esaminare l'opera dal punto di vista sia della storia della cartografia che delle conoscenze geografiche del periodo.
  • Tre artisti a confronto: Tiziano, Veronese, Tintoretto alla Libreria Sansoviniana. Il percorso intende approfondire l'attività di queste tre straordinarie personalità artistiche.
  • La veduta di Venezia di Jacopo de' Barbari: la rappresentazione dello spazio urbano nel cinquecento. L'itinerario si propone di esaminare l'esemplare conservato presso la Biblioteca, ripercorrendo le tappe della sua ideazione e creazione.
  • La pietra e l'oro: la raffigurazione della "Sapienza" nella Libreria Sansoviniana. Il percorso si propone di analizzare alcune delle sfaccettature che questo tema assume nella struttura architettonica e nella decorazione della Libreria.

Per prenotare: telefonare allo 041/2407223 il sabato dalle ore 9.00 alle 15.00 o inviare una e-mail all'indirizzo: atm_marciana@libero.it o un fax al n.: 041.5238803.

Elena De Mattia, Maria Chiara Mazzario