A cura di Annalisa Bruni

Hanno collaborato:
Marcello Brusegan, Elena De Mattia, Damiano De Odemira, Susy Marcon, Sandra Martin, Maria Chiara Mazzariol, Maria Michieli, Barbara Pizzo, Marino Zorzi.

Traduzioni: Gregory Downling

Edizione a stampa (su carta ecologica, biodegradabile e riciclabile):
progetto grafico: Massimo Grandese
stampa: Grafiche Liberalato s.n.c. Mestre-Venezia

Edizione on line: Maurizio Vittoria

"Gondola Days"

Per secoli dimora di una illustre famiglia veneziana, palazzo Barbaro (il nobile edificio che sorge sul Canal Grande, vicino al Ponte dell'Accademia) - come tanti altri in quell'epoca - fu venduto nell'Ottocento a speculatori e passò di mano in mano, spogliato di parte dei quadri famosi che lo ornavano.
Chi salvò il palazzo dalla rovina fu una coppia di Boston, Daniel Sargent Curtis e Ariana Wormeley Curtis che, il 3 dicembre 1885, lo acquistarono dopo avervi abitato come inquilini dal 1881.

Insieme al figlio Ralph, pittore, essi ne fecero un centro di vita artistica e intellettuale: lo frequentavano artisti e scrittori americani ed europei tra i quali John Singer Sargent, James McNeill Whistler, Anders Zorn, Henry James, Robert Browning e più tardi Claude Monet. John Singer Sargent dipingeva nello studio dell'amico Ralph Curtis e vi eseguì il dipinto A Venetian Interior che ritrae i proprietari. Henry James fu spesso ospite a Palazzo Barbaro e vi ambientò il romanzo The Wings of the Dove.
Gondola Days è il titolo di un libretto di saggi su Venezia del pittore F. Hopkinson Smith, anch'egli parte del gruppo.

Dal 1884, Isabella Stewart Gardner animò questa vivace cerchia di artisti, scrittori, mecenati e musicisti europei e americani che lì si riunivano. La sontuosa eleganza degli interni e la raffinata architettura del palazzo ebbero grande influenza su Isabella, che assieme al marito - Jack Gardner - lo prendeva in affitto durante le frequenti visite a Venezia e che al palazzo si ispirò, un secolo fa, per la creazione del suo personale museo, il palazzo in stile veneziano di Boston, noto come Fenway Court.

Palazzo Barbaro è la fonte d'ispirazione per la mostra marciana: "Gondola Days". Isabella Stewart Gardner e il suo mondo a Palazzo Barbaro-Curtis, curata da Alan Chong, Richard Lingner, Anne McCauley, Rosella Mamoli Zorzi e organizzata dalla Biblioteca Nazionale Marciana insieme all'Isabella Stewart Gardner Museum di Boston, aperta al pubblico dall'8 ottobre all'8 dicembre nelle sale della Libreria Sansoviniana, inserite nel percorso integrato dei Musei di Piazza San Marco.

La mostra mette in luce l'intensa vita artistica ed intellettuale della cerchia di Palazzo Barbaro e l'influenza da essa esercitata, alla fine dell'Ottocento, sull'arte, la letteratura, l'architettura del tempo. A questo scopo riunisce una significativa scelta di dipinti, acquerelli, pastelli, stampe e disegni, fotografie, lettere ed altre testimonianze di visitatori e ospiti.

La mostra è stata inaugurata il 7 ottobre 2004 nella sala dello Scrutinio di Palazzo Ducale, con interventi di Giandomenico Romanelli, direttore dei Musei civici Veneziani, Marino Zorzi, Ann Hawley, direttore dell'Isabella Stewart Gardner Museum (ISGM) di Boston, e dei curatori della mostra Alan Chong (ISGM) e Rosella Mamoli Zorzi dell'Università degli Studi di Venezia.
All'inaugurazione, affollatissima di personalità e cittadini veneziani, erano presenti molti benefattori dell'ISGM. Una mostra analoga era stata organizzata a Boston dall'ISGM questa primavera; in questa della Marciana sono stati esposti oggetti in parte diversi ed è stato pubblicato un diverso catalogo, per le Edizioni della Laguna, a cura di R. Mamoli Zorzi.

I Musei Civici Veneziani e il Dipartimento di Studi Angloamericani e Iberoamericani dell'Università di Ca' Foscari di Venezia hanno fornito la loro collaborazione.
La realizzazione della mostra è stata possibile grazie al contributo di Save Venice Inc., con The Gladys Krieble Delmas Foundation, The Samuel H. Kress Foundation, The Andrew W. Mellon Foundation nel quadro del programma UNESCO-Comitati Privati per la Salvaguardia di Venezia, a cui va la nostra gratitudine.

Un grazie specialmente cordiale è dovuto a Bea Guthrie per il suo spontaneo e generoso contributo e a George Labalme Jr., che si è affettuosamente prodigato per ottenere alla Biblioteca tali indispensabili aiuti, continuando l'attività in favore della Biblioteca Marciana che la consorte, Patricia H. Labalme, ha svolto con amore e intelligenza, anche fondando l'Associazione "American Friends of the Marciana Library".

Marino Zorzi

Gondola

Disegno di J. Lindon Smith,
dal Libro degli ospiti di Isabella Stewart Gardner, 1894

Venezia e i lazzaretti mediterranei

Il 31 marzo 2004, alle ore 17.00, nella sala dello Scrutinio di Palazzo Ducale è stato presentato da Vincenzo Martines, Paolo Preto e la curatrice il libro Rotte mediterranee e baluardi di sanità . Venezia e i lazzaretti mediterranei (a cura di Nelli Elena Vanzan Marchini, edito da Skira).
È seguita l'inaugurazione della mostra "Venezia e i lazzaretti mediterranei", curata sempre dalla prof.ssa Vanzan Marchini e allestita nelle Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana (Libreria Sansoviniana).

L'invenzione dei lazzaretti, il primo per isolare gli appestati (1423), il secondo per organizzare le quarantene (1468), fu la risposta veneziana alla sfida della peste e degli altri morbi epidemici che venivano soprattuto dalle terre del Levante, con cui Venezia intratteneva costanti relazioni commerciali.
Nella cultura del viaggio e dello scambio la Serenissima introdusse il concetto di prevenzione con la creazione di strutture portuali di isolamento e di espurgo che rappresentarono un modello per l'Occidente e vennero adottate negli altri porti mediterranei che vollero diventare concorrenziali con Venezia.

La mostra, che per il buon successo di pubblico (oltre 56.000 i visitatori) e di critica doveva chiudere il 13 giugno ed è stata invece prorogata fino all'11 luglio, ha proposto la lettura delle testimonianze monumentali del territorio veneziano (i due lazzaretti) con un approccio non solo storiografico, ma anche storico-sociale, sanitario e storico-economico.
Il visitatore è stato condotto lungo le rotte mediterranee a visitare quei baluardi di sanità che, come dei grandi fondaci, ospitarono per oltre quattro secoli merci, mercanti, soldati, pellegrini, intellettuali, artisti e viaggiatori. Portolani ed erbari, libri di moda e tariffe dei mercanti, piante di lazzaretti, immagini di navi e di porti hanno ricreato la scena e i protagonisti della civiltà mercantile che ha consentito l'incontro e lo sviluppo delle civiltà.

La mostra ha voluto restituire alla memoria europea una pagina importante della sua storia che, molti secoli prima della nascita di organismi internazionali come la CEE o l'OMS, ha visto grandi e piccoli stati condividere la lotta contro un comune nemico.
A Genova come ad Ancona, a Malta come a Marsiglia, a Napoli come a Cagliari e Trieste si investì per prevenire le epidemie secondo una strategia operativa di cui Venezia era stata ideatrice. L'iniziativa si è inserita nel programma di celebrazioni del primo lazzaretto della storia.

A.B.

Rinascimento Virtuale. Un progetto per la ricognizione e lo studio dei palinsesti greci

La catalogazione di base dei manoscritti greci, ambito specialistico affidato nel secolo scorso - ma si potrebbe dire a partire dall'Umanesimo - a studiosi numerosi ed appassionati, si può considerare quasi conclusa, o perlomeno giunta a un livello di completezza impensabile rispetto all'inventariazione dei manoscritti latini, orientali, e ancor più rispetto a quella dei codici in lingue volgari di datazione più recente.
È tempo dunque di raccogliere sistematicamente il frutto degli studi più approfonditi, che vanno coprendo ambiti parzialmente trascurati dalla letteratura precedente, con rinnovata attenzione ai molteplici aspetti materiali e storici, e servendosi, nel caso dei palinsesti, di mezzi di indagine più svelti ed efficaci.
Esemplari sono le catalogazioni specifiche di fondi palinsesti greci redatte nel 1980-81 da Maria Rosa Formentin riguardanti la Biblioteca Marciana e la Capitolare di Verona (in "Diptycha" 2), e il rilevamento di dati relativi a Grottaferrata da parte di Edoardo Cresci (1990).

Da un lato la lettura facilitata attraverso la luce dalle gamme modificate e il trattamento digitale delle immagini (eredi teorici, molto meno invasivi, della chimica del cardinale filologo Angelo Mai e del filologo biblico Konstantin von Tischendorf), dall'altro la disponibilità di banche dati e raccolte testuali facilmente consultabili, ha reso ora possibile progettare una raccolta sistematica di dati riguardanti i palinsesti greci.
Il progetto europeo "Rinascimento Virtuale" (2001-2004), diretto presso l'Università di Amburgo da Dieter Harlfinger, si applica all'individuazione dei manoscritti palinsesti greci e al loro studio (informazioni in: http://www.rrz.uni-hamburg.de/RV/).

Partners coorganizzatori in Europa si trovano, oltre che in Germania, in Grecia, Spagna, Italia, Olanda, Austria e Finlandia; hanno inoltre aderito altri enti ed istituti in Belgio, Germania, Danimarca, Francia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Portogallo, Svezia, Inghilterra, con ulteriori collaboratori in Europa e nei Paesi dell'Europa Orientale, mentre l'interesse si va allargando ad indagini nelle biblioteche americane.
Per l'Italia partecipano alcune biblioteche nazionali e storiche, coordinate dalla Biblioteca Medicea Laurenziana, e in particolare la Biblioteca del Monumento Nazionale di Grottaferrata, la Nazionale di Napoli, la Nazionale Universitaria di Torino, la Nazionale Marciana di Venezia, e cooperano inoltre la Biblioteca Ambrosiana di Milano, il Dipartimento di Lingue e Letterature neolatine dell'Università di Bergamo, il Dipartimento di Storie e Metodi per la Conservazione dei Beni Culturali dell'Università di Bologna, e il Dipartimento di Antichità e tradizione classica dell'Università di Roma Tor Vergata.
Sin da ora si può prevedere che nel corso della ricognizione sistematica emergeranno diverse centinaia di unità palinseste, in codici interamente riscritti o costituiti da singoli fogli di pergamena riusata.

Dopo l'esame iniziale dei manoscritti, destinato all'individuazione, i dati descrittivi sono in corso di immissione entro una procedura informatica, Manus 4, appositamente implementata rispetto a Manus 3 (in uso per la catalogazione dei manoscritti in lingua latina presso le biblioteche italiane) per accogliere la descrizione codicologica e del testo contenuto in sezioni riscritte una o più volte.
Il programma informatico è stato curato dal polo italiano, dall'Istituto Centrale per il Catalogo Unico e le Informazioni Bibliografiche.

L'indagine è volta all'identificazione di testi che si ritenevano perduti o di lezioni testuali non conosciute, che saranno editi, e al riconoscimento di fogli provenienti da uno stesso codice, mentre la formulazione omogenea dei dati consentirà anche confronti metrici e statistici, nonché valutazioni storiche e di storia dei codici, e permetterà confronti paleografici e stilistici.
Si avrà modo di verificare, su una base ampia, se siano corrette le attuali cognizioni riguardanti le fasi cronologiche di riscrittura, il genere di testi - liturgici, storici, giuridici, scientifici, documentari, e così via - che si ritennero non più utili nelle diverse aree geografiche e che poterono quindi venire lavati o erasi dalle pergamene, e le tecniche di riuso adottate dai diversi scriptoria.

Lo studio successivo sarà favorito dalla messa in rete sia dei dati, sia di una vasta serie di immagini realizzate a luce normale e a luce modificata utilizzando in particolare gamme di ultravioletti. I primi risultati del progetto sono stati esposti nell'ambito di incontri in diverse sedi europee (cfr. a stampa: Rinascimento Virtuale. Digitale Palinpsestforschung. Rediscovering written records of a hidden European cultural heritage, Bratislava 2002).

La Biblioteca Marciana (l'Ufficio manoscritti è affiancato da Maria Rosa Formentin, Margherita Losacco e Niccolò Zorzi) partecipa al progetto con il trattamento dei suoi dieci manoscritti palinsesti greci, che datano in inferior dal nono all'undecimo secolo e nell'attuale composizione dall'undecimo al quattordicesimo secolo, con una prevalenza di codici duecenteschi, per lo più di area meridionale italiana.

Susy Marcon

In Memoriam: Vittore Branca

Si è spento il 28 maggio scorso Vittore Branca, personalità di grande rilievo nella cultura italiana, legato alla Biblioteca Marciana da un'antica amicizia. La sua scomparsa è per tutti noi una grave perdita.
Lo ricorderemo sempre con affetto, ammirazione e rimpianto.

Visite guidate

Isabella Stewart GardnerDal mese di luglio 2003 il servizio di visite guidate gratuite alle Sale monumentali della Biblioteca Marciana (Libreria Sansoviniana), già attivo nei fine settimana a partire dal novembre 1999, è stato esteso anche a due giorni infrasettimanali grazie all'ampliamento dell'orario di lavoro degli Assistenti Tecnici Museali da 11 o 18 ore settimanali.
Hanno così potuto accedere a questo servizio molte più scolaresche ed associazioni rispetto agli anni precedenti: numerose sono state infatti le visite prenotate dalle scuole medie inferiori e superiori di Venezia e della regione, nonché da associazioni culturali provenienti da tutto il Triveneto.

A partire da settembre 2004 è prevista l'attivazione di alcuni percorsi tematici, rivolti in particolare agli studenti delle scuole medie inferiori e superiori, dedicati all'approfondimento di alcuni temi legati alla vita artistica e culturale del Rinascimento, alla storia del libro e alla storia della cartografia.

Si ricorda che le visite si prenotano contattando direttamente le due assistenti tecniche incaricate del servizio, Dott.sse Elena De Mattia e Maria Chiara Mazzariol, telefonando al n. 0412407223 il sabato e la domenica dalle ore 9.00 alle ore 17.00, oppure scrivendo a: atm_marciana@libero.it.

L'ingresso è subordinato all'acquisizione del biglietto unico del percorso integrato dei Musei di Piazza San Marco (comprendente l'accesso a: Museo Correr, Museo Archeologico Nazionale e Palazzo Ducale), che tuttavia per i residenti nel Comune di Venezia è gratuito.

Elena De Mattia, Maria Chiara Mazzariol

Ultimissime: Servizio Civile

Sono stati inviati al Ministero tre progetti per l'impiego di volontari in servizio civile; se verranno approvati, saranno selezionati e entreranno a far parte della nostra organizzazione 24 giovani, dai 18 ai 28 anni, che per 12 mesi, a partire dal primo semestre 2005, svolgeranno mansioni di informazione, sorveglianza, distribuzione del materiale librario, segreteria, catalogazione e correzione di dati al computer.

Marcello Brusegan

Nuova collana di studi

Con il volume Bibliotheca Graeca manuscripta cardinalis Dominici Grimani (1461-1523), Mariano del Friuli, Edizioni della Laguna, 2003, si è aperta la nuova collana di studi della Biblioteca. L'opera è dovuta principalmente a Henri Saffrey, che ha condotto felicemente a termine l'impresa incominciata da Aubrey Diller e Leendert G. Westerink.

Della biblioteca greca del Cardinale, dispersa e in gran parte perduta, è stato ricostruito il catalogo completo, sulla scorta di quattro compilazioni manoscritte cinquecentesche, tre delle quali conservate alla Biblioteca Vaticana e una acquistata di recente dalla Marciana.
I codici identificati sono 392, di cui 43 rinvenuti in varie biblioteche europee.

Prossima mostra

De anatomia muscolorumDal 17 dicembre 2004 all'8 maggio 2005 le Sale monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana (Libreria Sansoviniana) ospiteranno la mostra: "Il teatro dei corpi. Le pitture colorate d'anatomia di Girolamo Fabrici d'Acquapendente", a cura di Maurizio Rippa Bonati (catalogo edito da Mediamed Edizioni Scientifiche, Milano).

Nella mostra saranno esposte per la prima volta le grandi tavole a colori dipinte a olio, che illustrano l'anatomia umana e animale, ideate e fatte eseguire dal grande medico Girolamo Fabrici (1533 ca - 1619) che tenne la cattedra di anatomia all'Università di Padova per circa 50 anni.

Soltanto ora è stato possibile esporle al pubblico, grazie ad un radicale restauro recentemente compiuto sotto la direzione dell'Ufficio conservazione e restauro della Biblioteca, guidato da Tiziana Plebani.

A.B.

Per Giovanni e Vanni Scheiwiller

Ugo Facco De LagardaIl volume 37 dei "Quaderni Veneti" (Ravenna, Longo, 2004) ospita le relazioni e le comunicazioni delle giornate marciane dedicate, nel 2002, a Le Venezie di Vanni Scheiwiller. Della manifestazione era stato già pubblicato il catalogo relativo alla mostra di libri d'artista tenuta a San Donà (Milano, Libri Scheiwiller, 2002); sempre a cura di Alessandro Scarsella, i presenti atti raccolti sotto il titolo unitario Venezia per Giovanni e Vanni Scheiwiller

Libro d'artista e poesia del Novecento rinnovano con ricerche di prima mano e testimonianze (come quella di Bino Rebellato, scomparso il 18 luglio scorso), l'interesse perdurante per l'opera della piccola casa editrice milanese che, dal padre al figlio, seppe improntare il Novecento "all'insegna del pesce d'oro".

Nei saggi pubblicati tuttavia è dato riscontrare una forte preoccupazione metodologica, relativa alla conservazione di un patrimonio unico di esperienze editoriali, legato a una concezione del libro di qualità, caratterizzata da basse tirature, piccoli formati e aspirante alla dimensione del libro d'artista, sulla base non solo di uno spontaneo talento grafico, ma anche di un principio affettivo di cooperazione tra arte e letteratura.

In sommario: Alessandro Scarsella, Introduzione: Il Novecento di Giovanni e Vanni Scheiwiller; Ilaria Crotti, Tra il libro e la vita: note a margine del volume Per Vanni Scheiwiller; Laura Novati, L'eredità di un editore "inutile"; Alessandro Scarsella, Postille alle Venezie di Vanni Scheiwiller; Attilio Mauro Caproni, Il libro d'artista: definizione, strutture, modelli; Simone Volpato, Contrappunti novecenteschi: la collana Arte Moderna Italiana di Giovanni Scheiwiller; Giuliana Zagra, Piccolo formato e libro d'artista; Ennio Sandal, Il libro d'artista a Verona; Mary de Rachewiltz, Ezra Pound e Vanni Scheiwiller; Filippo Secchieri, Per Rimbaud in Rebora.
Su una traccia scheiwilleriana di Diego Valeri
; Gianni Mussini, Testimonianza per Vanni Scheiwiller; Renato Zironda, Scheiwiller e la fertilità della letteratura veneta; Gian Mario Villalta, Il contagio della poesia nell'opera di Vanni Scheiwiller; Cesare Galimberti, Istantanea; Bino Rebellato, Lettera da Cittadella; Graziana Pentich, Lettera da Roma; Carlo Carena, Gli incontri di Scheiwiller; Raffaella Zannato, Vanni Scheiwiller - Diego Valeri; Francesco Bordin, Cronologia di Vanni Scheiwiller e Marcello Mascherini; Paola Mola, I gessi di Wildt a Ca' Pesaro: l'impresa della donazione.

Damiano De Odemira

Ancora sul Fondo Tursi

Palazzo BarbaroNel proseguire i lavori di riordino e catalogazione del Fondo Tursi, è stata resa consultabile al pubblico una raccolta di articoli relativi a viaggiatori in Italia che non era stata ancora ordinata e soggettata.
I vari scritti sono organizzati in 4636 schede (26 scatole numerate "Misc. Tursi A 39-64") contenenti articoli di giornali, recensioni da riviste specialistiche, fotografie, dépliants e tutto ciò che possa documentare - attraverso descrizioni letterarie, pittoriche o pareri - l'attenzione posta da letterati, artisti, personaggi politici verso luoghi, personaggi e usanze italiane.

Il materiale proviene da quotidiani e riviste internazionali (come "Le Figaro", "The Times", "Il Lavoro fascista", "Nuova Antologia", "The Times Literary Supplement", "Gringoire", "Le Temps") ed è relativo agli anni 1900-1965, con particolare concentrazione tra gli anni 1925-1950.
È stato ora curato l'indice alfabetico a stampa dei nomi dei personaggi che "descrivono" l'Italia, contenente i riferimenti numerici di collocazione, estrapolato da un database che potrà avere anche altri utilizzi.

Si può ricordare in particolare il cospicuo numero di schede su D. H. Lawrence, che, partendo dagli anni '30, culmina negli anni '60 con un'ampia rassegna stampa europea sul processo postumo svoltosi a Londra relativo al romanzo L'amante di Lady Chatterley, in occasione della stampa integrale del 1960 e delle successive, discusse versioni teatrali.
È interessante poter confrontare le voci dei vari giornali europei, che affrontano diversamente l'essenza del racconto dal punto di vista morale (ad es. la Germania protestante risultava meno intransigente della cattolica Italia e dell'Inghilterra puritana).

Un articolo de "Il Giornale d'Italia" del 1928 narra di una vicenda che ha coinvolto a Roma Giulio Verne, del quale si parla come di un ebreo polacco cattolicizzato e stabilito in Francia. L'articolo è ricco di particolari molto precisi, persino il nome in polacco, che però non trovano riscontro in nessuna biografia dello scrittore, che tutte le fonti danno nato a Nantes nel 1828; la tesi viene peraltro smontata da Eugenio Giovannetti.

"Il Corriere della Sera" del 1932 descrive un'ardita esplorazione dello scienziato Arpad Kirner nel cratere dello Stromboli con dettagliata descrizione dell'attrezzatura in uso all'epoca: tuta di amianto, scarpe incombustibili, casco e apparecchio respiratorio.
Sul fondo del cono, "di tanto in tanto dai pozzi si formavano grosse polle che si spezzavano poi con grande fragore, proiettando verso l'alto grosse pietre e dardi incandescenti. Calcolando il tempo che passava da un'esplosione all'altra, ebbi modo di affacciarmi sui pozzi ..."

Biografi, geografi, viaggiatori, studiosi di arte e letteratura, storici del "Ventennio" avranno ora, con rapido accesso, a disposizione materiale di studio altrimenti difficilmente rintracciabile.

Sandra Martin

Convegno su Rawdon Brown

Il 7 e l'8 novembre 2003 si è tenuto il Convegno Internazionale di studi dedicato a Rawdon Brown, dal titolo "Venetian Sources and Historians of Venice in the Nineteenth and Early Twentieth Centuries" (Comitato scientifico: Frances Clarke, Michela Dal Borgo, John E. Law, Claudio Povolo). L'iniziativa è stata promossa da: Archivio di Stato di Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, Gladys Krieble Delmas Foundation, Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, Università di Venezia, University of Wales (Swansea, UK), Venice in Peril.

Rawdon Brown (1803-1883) è conosciuto prevalentemente per le sue ricerche negli archivi veneziani. Intorno al 1833, durante una vacanza, Brown fece una prima visita a Venezia: la città esercitò su di lui un fascino così forte che non riuscì più a lasciarla e qui rimase fino alla sua morte, cinquant'anni più tardi.
Acquisì una straordinaria conoscenza della sua storia e delle sue antichità, e trascorse la maggior parte della vita a studiarne gli archivi. Fu il primo ad apprezzare l'importanza delle relazioni dei dispacci che gli ambasciatori veneziani a Londra inviavano alla Repubblica durante il sedicesimo e diciassettesimo secolo.

Dopo aver completato alcune originali ricerche sulla vita e le opere dello storico veneziano Marin Sanudo, scrisse un resoconto su "Quattro anni alla corte di Enrico VIII" (1854), tratto dai dispacci di Sebastiano Giustiniani, l'ambasciatore veneziano a Londra all'inizio del regno di Enrico VIII.
La nuova luce che questo libro gettò sul rapporto tra gli archivi veneziani e la storia inglese indusse Lord Palmerston, su richiesta dei più importanti intellettuali inglesi, ad affidare a Brown, nel 1862, il compito di recensire quei documenti di Stato veneziani che trattavano di storia inglese.

Questo lavoro impegnò tutta l'attenzione di Brown per il resto della sua vita. Si calcola che abbia esaminato migliaia di faldoni di documenti, la maggior parte a Venezia, ma alcuni in altre città del Nord Italia. Brown fu sempre pronto ad aiutare gli studiosi che si rivolgevano a lui. Era popolare presso tutte le classi sociali a Venezia e molto ospitale verso i visitatori inglesi. Morì a Venezia il 25 agosto del 1883.

Annalisa Bruni

Giornata di studi su Aldo Capasso

Elpidio Bertoli,
Ritratto di Aldo Capasso

Quello di Aldo Capasso appare oggi un nome poco noto, nonostante una produzione particolarmente prolifica che lo vede affermarsi potentemente nel quadro letterario degli anni Trenta nella molteplice veste di critico, poeta, traduttore. Un nome oggi quasi scomparso, ma recentemente recuperato e riscoperto grazie a un'accurata indagine storico-letteraria, culminata con un'intera giornata di studi dedicata al suo contributo.

Il convegno intitolato "... nato a Venezia" e ospitato da quella stessa Venezia che nel 1909 ha visto nascere l'intellettuale, si è svolto nella giornata dell'11 dicembre 2003 per iniziativa della Biblioteca Nazionale Marciana, dell'Ateneo Veneto e dell'Università Ca' Foscari di Venezia allo scopo di ridefinire la posizione di quel "fattore K" che, dall'esordio segnato dalla raccolta poetica Il passo del cigno (Torino, Buratti, 1931) fino a oltre la seconda guerra mondiale, agisce in Italia sul piano letterario come su quello editoriale con una tale forza da provocare (come ha ricordato anche Cesare De Michelis nel dibattito conclusivo) l'avversione e la reazione ora polemica ora affettuosa in poeti dello spessore di Montale e Quasimodo.

E proprio di quell'opera prima, che conferiva ad un Capasso appena ventiduenne il premio Umberto Fracchia e immediata notorietà, è stato inoltre presentato, in chiusura dei lavori, al Teatro di Villa Leoni a Mira da Pietro Gibellini il reprint per i tipi delle Edizioni Novacharta di Verona (con letture di M. P. Colonnello e musiche di D. Visentin).

Nel corso del convegno, i relatori hanno voluto restituire un profilo il più possibile esaustivo di questo grande intellettuale, tentando di risolvere le difficoltà che inevitabilmente si legano all'esigenza di collocarlo nell'ambito del coevo panorama letterario, in primo luogo restituendo il rapporto dialettico intercorso tra la sua poetica e le estetiche del neoidealismo allora dominanti.

Barbara Pizzo

Evento per la conclusione del Semestre di Presidenza Italiana dell'Unione Europea

ISciroccol 31 gennaio 2004 la Biblioteca Nazionale Marciana ha organizzato, su invito del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, un evento culturale per celebrare la conclusione del semestre di Presidenza italiana dell'Unione Europea.
Si è ritenuto di abbinare la presentazione di un libro ad un concerto. Il libro prescelto è stato il primo volume della nuova collana di studi della Biblioteca, dedicato alla Biblioteca greca del cardinale Domenico Grimani (+1523) pubblicato per i tipi delle Ed. della Laguna, Monfalcone / Venezia, 2003.

Il cardinale, raccoglitore di marmi greci e romani, di opere d'arte fiamminga, di manoscritti in latino, greco, ebraico, aramaico, slavo, in relazione con dotti di ogni nazione, personaggio di rilievo europeo. È sembrato più che opportuno ricordarlo in tale occasione.

Alla presentazione è seguito un concerto di musiche rinascimentali e barocche, eseguito dall'ensemble "Accademia di San Rocco" di Venezia (Elisabetta de Mircovich: soprano; Luca Mares, Giuseppe Cabrio: violini; Francesco Galligioni: violoncello, viola da gamba; Ivano Zanenghi: liuto; Alessandro Sbrogiò: violone). L'iniziativa ha ottenuto grande successo tra il folto pubblico intervenuto, anche per la qualità dell'esecuzione musicale.

A.B.

Dizionario dei commentatori danteschi

La Divina CommediaVenerdì 11 giugno 2004, alle ore 17.00, nell'Antisala della Libreria Sansoviniana Manlio Pastore Stocchi, Paolo Trovato, Claudia Villa hanno presentato il volume di Saverio Bellomo, Dizionario dei commentatori danteschi. L'esegesi della "Commedia" da Iacopo Alighieri a Nidobeato, (Firenze, Leo S. Olschki, 2004).

L'iniziativa è stata organizzata dall'Università Ca' Foscari di Venezia (Dipartimento di Italianistica e Filologia Romanza, Dottorato di Italianistica e Filologia Classico-medievale) e dalla Biblioteca Nazionale Marciana, con il patrocinio del Centro "E. A. Cicogna" di Venezia.

Il Dizionario comprende una sessantina di "voci" dedicate ciascuna a un commentatore della Commedia o a un apparato di chiose anonimo.

Sono forniti tutti i dati ad oggi disponibili: dal profilo biografico dell'esegeta, alla tradizione manoscritta e a stampa della sua opera, alla bibliografia completa. Particolare attenzione è dedicata ai problemi filologici che questi testi presentano, caratterizzati come sono da una tradizione oltremodo attiva.

Saverio Bellomo ha curato l'edizione critica dei commenti alla Commedia di Jacopo, figlio del poeta, di Guglielmo Maramauro, nobile napoletano amico di Petrarca e Boccaccio, e di Filippo Villani, nipote del più famoso Giovanni. Ha pubblicato, tra l'altro, un volume sulla tradizione manoscritta della Fiorita del trecentista Guido da Pisa.

A.B.