A cura di Annalisa Bruni

Hanno collaborato:
Luigi Giorgio Berbenni, Paola Cadelano, Marialuisa Corsa, Elena De Mattia, Damiano De Odemira, Piero Falchetta, Giovanni Fazzini, Maria Chiara Mazzariol, Richard Rijnvos, Maurizio Vittoria, Marino Zorzi.

Traduzioni: Gregory Downling

Edizione a stampa (su carta ecologica, biodegradabile e riciclabile):
progetto grafico: Massimo Grandese
stampa: Grafiche Liberalato s.n.c. Mestre-Venezia

Edizione on line: Maurizio Vittoria

Per Patricia Labalme

Giovedì 6 febbraio 2003, alle ore 17.30, nell'Antisala della Libreria Sansoviniana, la Biblioteca Marciana ha voluto ricordare, con una commovente cerimonia, Patricia H. Labalme, studiosa della civiltà veneziana e grande amica di Venezia, fondatrice dell'Associazione "American Friends of the Marciana Library", scomparsa l'11 ottobre 2002.

Vittore Branca ha parlato della personalità scientifica di Patricia Labalme e del suo contributo agli studi sul Rinascimento. Angela Caracciolo Aricò ha illustrato il suo ultimo progetto: la scelta, edizione e traduzione delle pagine più importanti dei Diarii di Marin Sanudo: un lavoro che sarà presto portato a termine e pubblicato.
Francesca Cavazzana Romanelli si è soffermata invece sulla figura di Patricia nella sua qualità di amministratore della Gladys Delmas Foundation: grazie a lei e all'aiuto della Fondazione gli archivi della Curia Patriarcale di Venezia hanno potuto essere ordinati e gestiti in formato elettronico.

Nel corso della serata, alcune foto di Patricia, scattate da Francesca Romanelli, sono state proiettate su uno schermo, rendendo la sua presenza ancora più viva. Zorzi ha sottolineato la passione di Patricia per gli studi e per i libri, che l'hanno spinta a fondare gli "American Friends of Marciana Library", di cui questa stessa Newsletter è un'emanazione.
Nell'armoniosa "Antisala" della Libreria Sansoviniana, Patricia è rivissuta ancora di fronte ad un folto pubblico di studiosi e amici. Era presente anche la famiglia di Patricia: suo marito, il Dr. George Labalme e i suoi figli.

In un momento di intensa commozione George Labalme, e la sua famiglia hanno espresso il loro affetto verso gli amici di Patricia che erano presenti ed hanno assicurato che la sua eredità intellettuale non andrà perduta: continuerà nei suoi libri e nelle iniziative che la famiglia, e George Labalme in particolare, intraprenderanno in futuro.

Marino Zorzi

Progetto CABI per l'accessibilità

La Biblioteca Nazionale Marciana ha avviato un importante progetto: il "Progetto CABI": un motore di sensibilizzazione nel settore delle biblioteche riguardo l'accessibilità dei propri siti Web da parte di coloro che sono in possesso di tecnologie diverse dal consueto come, ad esempio, alcuni tipi di disabili. Si è constatato infatti che i siti Internet delle biblioteche italiane sono in forte ritardo in questo campo.

La "dichiarazione di intenti" del Progetto CABI è simile al Manifesto IFLA per Internet: auspica di "...superare gli ostacoli creati dalle differenze nelle risorse, nella tecnologia, e nella preparazione ...", in modo che, riguardo l'accesso pubblico all'informazione, "tale diritto possa essere goduto da tutti".
Le finalità generali del progetto:

  1. Promuovere l'accessibilità in Italia con l'informazione e la sensibilizzazione nel settore bibliotecario (e in generale nella Pubblica Amministrazione) sul problema dell'accessibilità e l'uso degli standard relativi;
  2. Supportare i gestori di siti web pubblici che vogliano avvicinarsi all'accessibilità e tutte quelle iniziative finalizzate ad una normativa italiana che imponga i siti web di pubblica utilità ad avere almeno i minimi requisiti di accessibilità;
  3. Organizzare eventi di promozione per promulgare l'accessibilità nel territorio e dei corsi di formazione sull'accessibilità per il personale delle biblioteche e della P. A.

Come prima attività, nel novembre 2002 è stata avviata la "Campagna per l'Accessibilità delle Biblioteche in rete", e un settore dedicato dove si possono trovare una serie di articoli di voci autorevoli, di professionisti e di appassionati, che spaziano dalla definizione di accessibilità fino agli aspetti più meramente tecnici. Una raccolta di risorse riguardanti l'accessibilità completa del sito che, ad agosto 2003, è arrivato ad avere circa 18.000 accessi. Le adesioni alla Campagna sono molte e più di 350 siti, non solo italiani, hanno al loro interno un link che punta al suo sito, segno che considerano importante l'iniziativa.

Le attività attualmente in corso sono molte: dalle richieste di verifica di accessibilità alla presenza in vari convegni e seminari, dalla collaborazione in progetti europei all'organizzazione di corsi di accessibilità per dipendenti pubblici.

Nel novembre 2003, con il contributo della Regione Veneto, inizieranno i primi corsi CABI per bibliotecari e funzionari delle biblioteche del Veneto.
È il primo esperimento del genere in Italia, e si auspica sia il primo di una lunga serie.

Maurizio Vittoria

Donazione Tessier

Nel 2003 una nuova donazione è giunta ad arricchire le collezioni della Biblioteca Marciana.

Giuliana Ravà Tessier ha voluto donare, assieme al figlio Stefano e in accordo con gli altri figli, un'importante collezione di libri d'argomento prevalentemente veneto, per onorare la memoria del marito, l'avvocato Carlo Tessier, di recente scomparso. Si tratta dei libri che egli aveva raccolto nel corso di una vita operosa, dedicata alla professione e agli studi: circa ottocento volumi, tra i quali spiccano opere del Cinquecento e Settecento, e alcune rare opere moderne di argomento storico-artistico.

La raccolta va ad aggiungersi ad un altro fondo Tessier: verso la fine dell'Ottocento, infatti, un avo di Carlo, Andrea - studioso di storia patria ed erudito collezionista - cedette alla Marciana la sua raccolta di rari opuscoli, una parte della quale però, dopo la sua morte, venne venduta all'asta dagli eredi nell'anno 1900.
I volumi saranno disponibili agli studiosi non appena sarà ultimata la catalogazione, attualmente in corso.

A.B.

Léon Pierre Quint

Di recente la Biblioteca Marciana ha messo a disposizione del pubblico, dopo un accurato lavoro di restauro e di catalogazione, un importante fondo librario ricevuto in dono alla fine del 1998 da Jean-Pierre Selz, nipote di Léopold Léon Steindecker (Parigi 1895-1958). Quest'ultimo, noto con lo pseudonimo di Léon Pierre-Quint, il raccoglitore dei volumi donati, segnò con intelligente discrezione la cultura francese della prima metà del Novecento.

Il fondo Selz annovera al suo interno la produzione di autori molto noti, tra i quali Proust e Gide. Proust in particolare fu al centro dei suoi studi. Con lui fu in amicizia e di lui scrisse la prima ed autorevole biografia. Molti altri letterati ed artisti di primissimo piano ebbero stretti rapporti con Léon Pierre-Quint.

Egli infatti era animatore culturale e scopritore di talenti, divulgatore appassionato e critico letterario acutissimo. "Consacrare la propria intelligenza e la propria sensibilità alle opere degli altri, lavorare infaticabilmente a farle conoscere ed apprezzare" (Georges Le Rider): questo fu lo spirito con cui visse e scrisse. Partecipò alla stagione del surrealismo con passione, corse incontro alla vita con fervore, profondamente coinvolto dalle trasformazioni del gusto dell'epoca.

Fu promotore di idee e di iniziative, rinnovò le Editions du Sagittaire dando ad esse nuovo vitale impulso. Nel 1923 scrisse: "Compresi che non avevo mai smesso, attraverso il piacere, la passione, gli affari, di cercare altro: l'arte".

Giovanni Fazzini

Censimento delle Cinquecentine

L'Ufficio Incunaboli e Cinquecentine che dal 1982 collabora al Censimento Nazionale delle Edizioni Italiane del XVI secolo, coordinato dall'Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche Italiane e per le Informazioni Bibliografiche di Roma (ICCU), a tutt'oggi ha eseguito l'esame diretto degli esemplari riguardanti gli Autori dalla lettera A alla lettera H. Contemporaneamente, ha continuato la compilazione del Catalogo Cronologico cartaceo, in ordine alfabetico di Autore e, all'interno, di anno di edizione, a disposizione degli utenti, affiancato al Catalogo Autori nella Sala Stampati.

Le schede descrittive delle edizioni censite finora, con relativa localizzazione nelle circa 1200 Biblioteche d'Italia che hanno aderito al progetto, sono consultabili anche nel sito curato dall'ICCU: http://edit16.iccu.sbn.it.

Attualmente è in corso il controllo delle lettere I-J-K.

Marialuisa Corsa

Nuova postazione Cerl

Nella zona dei cataloghi, a fianco del catalogo per soggetti di materia veneziana, è stata messa a disposizione del pubblico una nuova postazione per la consultazione diretta della base dati europea del libro antico HPB (Hand Press Book) creata dal Consortium of European Research Libraries (CERL) <http://www.cerl.org>, del quale la Biblioteca Nazionale Marciana è membro dal 1994.

L'Hand Press Book, in fase di costante crescita, contiene al momento 1.287.469 record catalografici di opere pubblicate dalle origini della stampa al 1830 circa possedute dalle principali biblioteche europee.

Tramite lo stesso collegamento è possibile accedere anche a ESTC (English Short-Title Catalogue), archivio messo a disposizione del CERL dalla British Library, comprendente 468.210 record di opere stampate in Gran Bretagna o nelle sue ex colonie in qualsiasi lingua fra il 1473 ed il 1800, e di opere in lingua inglese dello stesso periodo pubblicate ovunque nel mondo.

Le istruzioni sulle procedure d'interrogazione ed altre importanti informazioni sui due database sono fornite in linea. Nei prossimi mesi, in giorni ed orari da definire, la sottoscritta sarà a disposizione degli utenti che desiderino apprendere le modalità di consultazione dei due archivi, peraltro assai semplici.
Continuano ad essere attive anche le due postazioni presso l'Ufficio Reference ed il Prestito Interbibliotecario con l'assistenza di un informatore bibliografico.

Paola Cadelano

Visite guidate alla Libreria Sansoviniana: un bilancio

Nel giugno 1999 veniva inaugurato il Percorso integrato dei Musei di Piazza San Marco, che, da allora, offre al pubblico la possibilità di visitare, con l'acquisto di un solo biglietto, Palazzo Ducale, Museo Correr, Museo Archeologico Nazionale e Libreria Sansoviniana.

Nel novembre dello stesso anno la Biblioteca Nazionale Marciana metteva a disposizione del pubblico un servizio di visite guidate gratuite, in italiano e inglese, alla Libreria, reso possibile dall'assunzione, a tempo determinato e parziale, di alcune unità dal concorso nazionale per la nuova figura professionale di Assistente Tecnico Museale.
Negli anni il servizio ha conosciuto un progressivo incremento: ai visitatori italiani e stranieri, che sono divenuti ogni anno più numerosi, si sono affiancate le scuole e le associazioni culturali, che hanno accordato alle visite una frequenza regolare più volte l'anno.

L'apprezzamento crescente da parte del pubblico è stato motivato principalmente dalla flessibilità del servizio offerto, che, accanto alla spiegazione relativa alle Sale Monumentali della Libreria, ha fornito agli utenti anche delle visite specifiche sul materiale di volta in volta esposto in occasione di mostre temporanee.

Allo stato attuale delle cose, però, si teme che il servizio di visite abbia ad interrompersi il 31.12.2003, data della scadenza del contratto degli Assistenti Tecnici Museali. Tuttavia il Ministero ha manifestato la disponibilità a concedere un ulteriore rinnovo del rapporto di lavoro.
Alla stessa data, inoltre, la scadenza del contratto di un'altra categoria di lavoratori precari del Ministero, il personale giubilare, rischia di compromettere la continuità stessa dell'apertura al pubblico della Libreria, nonché di molti altri musei nazionali in tutt'Italia.

Elena De Mattia

Workshop "Fra' Mauro" allo IUAV

Il mappamondo di Fra' Mauro - il celebre documento quattrocentesco conservato presso la Biblioteca Marciana - è stato il tema del workshop tenutosi allo IUAV nel luglio 2003. Partendo dall'analisi storica e formale della mappa, il corso ha offerto a una trentina di studenti l'occasione per alcune elaborazioni concettuali che intendevano procedere dal macro-spazio bidimensionale della cartografia allo spazio quotidiano della progettazione.

Come ha scritto la direttrice del workshop Teresa Stoppani in occasione della presentazione del corso, "il lavoro ha inizio con uno studio investigativo delle molteplicità della mappa. La mappa documenta ciò che è stato scoperto, conquistato, ciò che è ormai familiare; ma è, anche, un progetto: costruisce e proietta possibilità su ciò che è ancora sconosciuto.
Nella storia della cartografia il disegno della mappa si è sviluppato come scrittura (testo) e descrizione, come inscrizione (la registrazione su una superficie, tracciato), come immagine - la mappa è disegno (pictura) non solo come raffigurazione di ciò che è noto, ma come rappresentazione/evocazione di qualcosa 'altro'.

Workshop Fra' Mauro allo IUAV

La mappa cioè combina conoscenza (o speculazione) con la distanza della rappresentazione che 'consente di vedere qualcosa che [è] altrimenti invisibile' (S. Alpers).
La costruzione della mappa diventa allora non solo descrizione e registrazione/narrazione di ciò che è noto, ma strumento speculativo di progetto.
"
Il workshop - al quale hanno collaborato Mariapia Bellis, Antoni Malinowsky e Piero Falchetta, ha potuto avvalersi dei materiali digitali messi a disposizione dalla Biblioteca Marciana nell'ambito dell'accordo quadro di collaborazione tecnica e scientifica già sottoscritto dalla stessa e dallo IUAV.

Piero Falchetta

Una musica per... Fra' Mauro

Capolavoro della cartografia rinascimentale, il planisfero di Fra' Mauro attrae ogni anno un gran numero di visitatori.
Tra loro, un giovane compositore inglese, Andrew Lovett, autore di Unknown Terrors, un pezzo di circa trenta minuti per violoncello, tastiera e musica elettronica, in cui ha tradotto musicalmente l'appassionante idea del viaggio mentale nella geografia dell'immaginazione.

A ispirarlo è stata la figura leggendaria di Fra' Mauro, così come viene delineata da James Cowan nel suo libro Mapmaker's dream.
Lo scrittore dà voce poetica ad un frate cartografo che immagina in età matura, di indole un po' pigra, ma attraversato da un'inquietudine che lo conduce a cimentarsi in un'impresa quanto mai difficile: tracciare una mappa definitiva del mondo senza mai abbandonare la sua cella, utilizzando i racconti di viaggiatori in terre lontane, che Cowan immagina alternarsi senza sosta alla soglia del convento lagunare.
Pellegrini, mercanti, esploratori, missionari, ambasciatori giungono a San Michele per riferire al monaco di avventure mirabolanti, di reami incantati, di personaggi fantastici. E Fra' Mauro è lì a registrare ogni minimo dettaglio.

Lovett ha saputo riproporre questo viaggio mentale nei luoghi più segreti dell'immaginario, riuscendo a comunicare lo sgomento che provò il cartografo di fronte all'incredibile vastità e varietà dell'universo. Questo terrore ne stimola l'ansia intellettuale: è possibile allora varcare i confini dell'acquisito, individuare nuovi itinerari di conoscenza.
La dimensione in cui veniamo immersi in questa mappa mundi tutta musicale, non è più terrena, ma metafisica.

Maria Chiara Mazzariol

Incontrare il cartografo Fra' Mauro

Fin dal 1993 mi sono dedicato alla realizzazione di composizioni che sono parti di serie più ampie. In questo momento sto componendo una serie di opere sul tema "la città di Venezia e le sue ombre".

L'opera acqua alta è stata la prima parte di questa serie ad essere completata. Arrangiata per arpa solista ed ensemble, è ambientata nella cornice notturna di Piazza San Marco. Attualmente sto lavorando alla mia seconda composizione "Veneziana". Il brano, intitolato mappamondo, è dedicato all'Isola di San Michele.

Una delle sezioni vitali della composizione si chiama The meditations of Fra' Mauro, nella quale un attore (che rappresenta il monaco vissuto nel quindicesimo secolo) recita brani tratti dalla novella A Mapmaker's Dream di James Cowan.

Più avanti nel brano si affronta un inaspettato salto nel tempo. Qui, il compositore veneziano del ventesimo secolo Luigi Nono arriva a San Michele. Vi approda per conversare con il cartografo Fra' Mauro. Tuttavia, i racconti delle sue peregrinazioni e scoperte non sono riferite al mondo geografico, ma al mondo della musica. Nono parla attraverso la tuba, Fra' Mauro ascolta in silenzio.

Richard Rijnvos

Richard Rijnvos è uno dei principali compositori della sua generazione nei Paesi Bassi. Ha studiato composizione con, tra gli altri, Jan van Vlijmen e Brian Ferneyhough. Nel periodo 1986-92 è venuto in contatto con i compositori americani Morton Feldman e John Cage, che sono stati motivo di cambiamenti decisivi nella sua crescita. Nei suoi lavori è stato influenzato da autori come William Burroughs, Samuel Beckett, Joseph Beuys e Italo Calvino.

Niccolò Tommaseo e il suo mondo

Niccolò TommaseoDal 20 dicembre 2002 al 31 gennaio 2003 si è tenuta, nelle Sale Museali della Biblioteca Marciana, la mostra "Niccolò Tommaseo e il suo mondo. Patrie e nazioni", organizzata insieme all'Università degli Studi di Ca' Foscari (Venezia), all'Istituto Ellenico di Studi Bizantini e Postbizantini di Venezia, al Museo Civico Correr di Venezia e al Museo Benaki di Atene.

L'iniziativa, curata dal prof. Francesco Bruni (Univ. di Venezia) e organizzata in occasione del secondo centenario della nascita, è stata dedicata alla figura del Tommaseo (Sebenico 1802 - Firenze 1874), ai suoi interessi culturali e linguistici, al mondo italiano, francese e adriatico con il quale egli è stato in relazione.
In questo importante personaggio della cultura italiana furono attive anche una componente culturale slavo meridionale e una neogreca, tre fili che non possono essere separati.
Tommaseo favorì dunque un mondo di rapporti, ora pacifici ora conflittuali, con le culture che si affacciavano sulle due sponde dell'Adriatico e dunque su quello spazio culturale che, aperto dalla Repubblica di Venezia, durava molto oltre la fine dello spazio politico segnata dal trattato di Campoformio (1798).

La mostra è stata suddivisa in tre parti, dedicate alla dimensione italiana, al mondo slavo meridionale, al mondo greco. In una sezione particolare si è voluto documentare il filellenismo, il movimento che simpatizzò attivamente, in Italia come in altri paesi europei, con i greci insorti, negli anni Venti del XIX secolo, alla dominazione turca: in tal modo, il risorgimento (o epanàstasis) greco anticipava di vari decenni il Risorgimento di altri paesi, nei Balcani, e nell'Europa mediterranea e continentale, dalla Polonia all'Italia.

Sono stati esposti volumi a stampa, carte geografiche, ritratti, incisioni, dipinti provenienti non soltanto dalla Biblioteca Marciana, dal Museo Civico Correr e dal Museo Benaki da Atene, ma anche da diversi prestatori italiani. Il catalogo, a cura di Francesco Bruni, è stato pubblicato da Edizioni della Laguna.

Annalisa Bruni

La vita nei libri

13 giugno - 30 settembre 2003

Giovedì 12 giugno 2003 alle ore 17.30 nella Sala dello Scrutinio di Palazzo Ducale si è tenuta la cerimonia inaugurale della mostra "La vita nei libri. Edizioni illustrate a stampa del Quattro e Cinquecento dalla Fondazione Giorgio Cini", organizzata dalla Biblioteca Nazionale Marciana e dalla Fondazione Giorgio Cini, con la collaborazione del Comune di Venezia (Musei Civici Veneziani). Erano presenti: Francesco Sicilia, Direttore Generale per i Beni Librari e gli Istituti Culturali, Armando Peres, Assessore alla Cultura del Comune di Venezia, Giovanni Bazoli, Presidente della Fondazione Cini e Marino Zorzi, Direttore della Biblioteca Marciana e curatore della mostra.

Il percorso espositivo, diviso in dieci sezioni, aveva per tema la vita di coloro che acquistavano, leggevano, usavano tali libri: l'educazione, la religione, l'amore, il divertimento, la medicina, il diritto, la politica e la guerra, il tempo, lo spazio, e infine l'arte del ben morire.

Sono stati esposti incunaboli e cinquecentine dalla collezione permanente della Fondazione Giorgio Cini, opere rarissime e di gran pregio, molte delle quali illustrate.
L'aspetto straordinario di questa collezione (in gran parte proveniente da quella di Victor Masséna, principe di Essling, grande studioso del libro veneziano illustrato dei primi secoli), è legato a due elementi: la presenza di molti libri illustrati e di pregio, ovvero ornati da incisioni in legno o in rame, atti a documentare l'evolversi dell'illustrazione libraria sin dalle origini della stampa, e la rarità di tali libri, che, a differenza dei classici, dei volumi costosi e di gran mole custoditi nelle biblioteche pubbliche e private, sono andati in gran parte perduti: preghiere, vite della Madonna e dei Santi, pie leggende, poemetti e racconti cavallereschi, raccolte di favole e motti spiritosi.

Opere legate alla quotidianità di un pubblico semplice, spesso popolare, che non si preoccupava della loro conservazione; da qui la loro rarità. Accanto a questi scritti destinati all'uso quotidiano comparivano anche opere di alto pregio e raffinata qualità, rivolte all'élite culturale del tempo: l'esposizione ha delineato in tal modo un ritratto accurato della società rinascimentale.
Ad arricchire ulteriormente la fruibilità della mostra sono state allestite due postazioni multimediali, che hanno consentito la lettura integrale di oltre settanta tra i rari libri esposti.

Il catalogo, a cura di Marino Zorzi, è stato pubblicato da Edizioni della Laguna.

A.B.

Venezia e la fotografia stereoscopica

Foto stereoscopica della PiazzettaLa Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia ha organizzato dal 31 ottobre al 30 novembre una mostra dal titolo "Venezia e la fotografia stereoscopica".

Foto stereoscopica della Piazzetta

L'esposizione, allestita nelle Sale Monumentali della Libreria Sansoviniana e curata dal Prof. Alberto Manodori Sagredo, ha presentato per la prima volta alla città una piccola ma significativa raccolta di fotografie stereoscopiche veneziane d'epoca, proveniente dall'Archivio Manodori Sagredo di Reggio Emilia.

Vedere Venezia in fotografia, quando essa è stereoscopica, dà la sensazione di entrarci per davvero: l'illusione ottica della tridimensionalità, della distanza tra le persone, tra le quinte delle architetture ed ogni altro elemento ritratto è totale.
Fu proprio questo piacere visivo ed emozionante a coinvolgere turisti e studiosi, appassionati di fotografia e curiosi dal 1850 al 1920, con un acme che si può collocare tra il 1880 e il 1915. Se mai la fotografia stereoscopica ha avuto dei soggetti privilegiati, tra questi è da considerare sicuramente Venezia come una protagonista, con i suoi luoghi più amati e famosi o con le calli e i rii più sconosciuti e nascosti.

Si è voluto esporre questa rara raccolta di fotografie stereoscopiche dedicate a Venezia per offrire l'occasione di presentare molti dei fotografi e delle ditte fotografiche che realizzarono questa particolare e affascinante tipologia d'immagini in cui sono stati messi in evidenza aspetti o elementi scomparsi della città, angoli ancora privi dei segni generati dal turismo di massa, ombre e luci, prospettive e scorci che ispirarono tanto i fotografi quanto i pittori.

A.B.

V Conferenza Nazionale degli Istituti Culturali

Nei giorni 7 e 8 novembre 2002 presso il Salone Sansoviniano della Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia si è svolta la V Conferenza Nazionale degli Istituti Culturali, promossa dalla Direzione Generale per i Beni librari e gli Istituti culturali, d'intesa con il Coordinamento degli Assessori alla Cultura delle Regioni Italiane e delle Province autonome di Trento e Bolzano, sul tema "Gli Istituti Culturali e le realtà del territorio: nuove prospettive per la ricerca".

I lavori della Conferenza, articolati in tre sessioni, sono state incentrate sui nuovi modelli di organizzazione e di funzionamento, sulla valorizzazione dei patrimoni nella società dell'informazione e della conoscenza e sul rapporto degli Istituti Culturali con il territorio.
Nel nostro Paese sono attive migliaia di associazioni, fondazioni, istituzioni nazionali, società scientifiche, accademie, che si confermano uno dei nuclei principali di produzione e di diffusione della cultura, nonché espressione del pluralismo delle idee che trova nella Carta Costituzionale il suo più saldo fondamento.

La V Conferenza, giunta in un momento di forte rilancio dell'intero "sistema culturale" italiano, si è collocata nell'ambito di un intenso sforzo progettuale e riorganizzativo del settore. In questo senso, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, attraverso la Direzione Generale per i Beni Librari e gli Istituti Culturali, svolge funzioni e compiti che vanno dall'erogazione dei contributi previsti dalla legge 534/1996, alla vigilanza sull'utilizzo degli stessi, nonché al rilascio del parere sulle richieste di riconoscimento giuridico.

Secondo i recenti indirizzi, gli Istituti Culturali, nel rispetto dell'autonomia costituzionalmente garantita, dovranno svolgere e fornire servizi di rilevante ed accertato valore culturale, promuovendo, in modo continuativo, attività di ricerca e di elaborazione documentata, nell'ottica di una sintesi fra mondo della cultura e della scienza, società civile e Stato.
Hanno partecipato, tra gli altri: Francesco Sicilia, direttore generale per i Beni Librari e gli Istituti Culturali del Ministero per i Beni e le Attività Culturali; Sergio Zoppi, presidente del Comitato di Settore per gli Istituti Culturali; Tullio Gregory, dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana; Ermanno Serrajotto, assessore regionale veneto alla cultura; Luigino Busatto, presidente della Provincia di Venezia.

A.B.

Il Codice Cumanico e il suo mondo

cumanicoPagina del Codice Cumanico

Nei giorni 6 e 7 dicembre 2002 si è svolto a Venezia il Colloquio Internazionale "Il codice cumanico e il suo mondo" organizzato da Peter Schreiner di Colonia, illustre bizantinista, e da Felicitas Schmieder di Francoforte sul Meno, insieme alla Biblioteca Nazionale Marciana e al Centro Tedesco di Studi Veneziani. Delle due giornate, la prima si è svolta presso l'Antisala della Biblioteca Marciana, mentre la seconda ha avuto luogo al Centro Tedesco di Studi Veneziani.

Il Codice Cumanico ( * ), trecentesco, conservato presso la Biblioteca Marciana, cui pervenne nel Settecento, è una sorta di dizionario in tre lingue: latino, persiano e appunto cumanico (lingua di ceppo turco parlata dalla popolazione mongolica dei Cumani, stanziati sin dall'XI secolo nelle terre a nord e a ovest del Mar Nero).
Esso è anche una grammatica e un manuale di conversazione. Le parole sono raggruppate per argomento: vi si tratta delle cose più comuni, delle merci, dei mestieri e così via, il tutto in tre lingue.

Il convegno ha sottolineato l'importanza del manoscritto, unico nel suo genere, dal punto di vista linguistico e culturale, e lo ha collocato nell'ambiente e nel momento storico che lo ha prodotto. Si è parlato dei Mongoli e delle loro migrazioni e conquiste, dell'Impero di Bisanzio, di Venezia e di Genova presenti anche sul Mar Nero, dei missionari e dei mercanti che si avventuravano nelle steppe dell'Europa orientale.
Gli studiosi che hanno affrontato i vari temi dibattuti nel convegno provenivano dalla Germania, dalla Francia, dall'Italia, da Sofia, Zurigo, Budapest, Teheran, dalla Russia, dall'Ucraina, dagli Stati Uniti, dalla Nuova Zelanda. L'organizzazione si è avvalsa del generoso contributo della Fondazione Gerda Henkel di Düsseldorf.

A.B.

(*) Cod. Marc. Lat. Z. 549 (=1597). Facsimile e trascrizione: Vladimir Drimba, Codex comanicus, édition diplomatique avec fac-similés, Bucarest, Editura enciclopedica, 2000.

Vanni Scheiwiller tre anni dopo: le Venezie, il libro d'artista

La Biblioteca Nazionale Marciana e la Città di San Donà di Piave hanno promosso il 16, 17 e 18 ottobre 2002 una manifestazione in memoria dell'editore Vanni Scheiwiller, nato a Milano l'8 febbraio 1934 e scomparso il 17 ottobre 1999.

Due le motivazioni che hanno spinto i due enti a mettere a punto un'iniziativa congiunta di valorizzazione della notevole eredità culturale costituita dal catalogo di Giovanni e Vanni Scheiwiller: l'evidenza e l'intensità dei contatti dell'editore con scrittori e artisti delle Venezie tra i più rappresentativi del Novecento, quindi la concezione altamente qualitativa del libro e dell'esperienza della lettura esplicitata dai progetti editoriali degli Scheiwiller.

A tal fine la manifestazione, alla quale hanno collaborano il Dipartimento di Italianistica dell'Università Ca' Foscari di Venezia (Dottorato di ricerca in Italianistica) e la Società Dante Alighieri - Comitato Veneziano, si è articolata in quattro giornate e in un'esposizione di libri d'artista e di tirature di pregio dal catalogo delle edizioni di Vanni Scheiwiller, che ha avuto luogo a San Donà di Piave, Galleria civica d'arte moderna e contemporanea.
Il catalogo della mostra e la pubblicazione in preprint di alcuni interventi che sarebbero stati letti durante il convegno, sono stati pubblicati nel volume Le Venezie di Vanni Scheiwiller, a cura di Alessandro Scarsella, Milano, Libri Scheiwiller, 2002.

A coronamento della stessa manifestazione, ha avuto luogo il 25 ottobre 2002 a Venezia un seminario di aggiornamento sul libro d'artista, sollecitato dalle problematiche suscitate dall'apprezzatissima mostra di San Donà di Piave (allestita da Dino Casagrande) e indirizzato principalmente a bibliotecari, bibliofili e librai.
All'incontro sono intervenuti, tra gli altri, Attilio Mauro Caproni, Giuliana Zagra ed Ennio Sandal, oltre che cultori della materia, collezionisti e gli artisti Alina Kalczyn´ska e Paolo Tessari. Le testimonianze e contributi relativi all'intensa attività di queste giornate scheiwilleriane saranno raccolti in un volume di atti per i "Quaderni veneti" (Edizioni Longo).

Damiano De Odemira

Terzo Corso di storia e Cultura del Veneta Orientale

Mais oú sont les neiges d'antan? Il verso di Villon può porsi come epigrafe del terzo corso di storia e cultura del Veneto Orientale, organizzato congiuntamente dalla Marciana e dal Comune di Jesolo, sede ospitante.

L'arte, la storia, la lingua, le tradizioni ci consentono di meglio comprendere l'oggi. I temi svolti in quattro giornate, dall'11 febbraio al 25 marzo 2003, tracciano, nel loro quadro complessivo, una sorta di carta d'identità del presente. Le iscrizioni romane di Jesolo e l'analisi del suo patrimonio epigrafico sono state oggetto del primo seminario a cura di Cresci e Da Villa, riguardante alcuni particolari poco conosciuti della monumentale chiesa di Santa Maria Maggiore di Jesolo (scavi e rilievi effettuati il 1985 e il 1990).

Il tema del sistema difensivo messo in atto a salvaguardia della città lagunare, con le fortificazioni della bocca di porto di S. Nicolò, oggetto dell'intervento di Colasanti, è stato integrato da Clerici per le opere campali costiere, costruite tra le due guerre.

Alla struttura della gondola e delle altre storiche imbarcazioni veneziane, ha reso omaggio Vittoria, mentre Almansi ha insistito sulla storia sociale delle regate.
Marino Zorzi ha infine rievocato gli episodi più rilevanti nella storia del dominio veneziano sul mare, dai lontani tempi delle guerre contro Arabi, Slavi, Normanni sino a Lepanto e alle guerre di Candia e Morea.

Ma a tanta grandezza passata, Venezia ed il Veneto di oggi che cosa contrappongono? Quale è stato l'impatto del mutamento a confronto delle tradizioni e delle certezze consolidate e profondamente radicate nell'animo della gente? A questi interrogativi ha cercato di rispondere Ulderico Bernardi con un'attenta disamina degli effetti della secolarizzazione nel Veneto.

Giorgio Berbenni