A cura di Annalisa Bruni

Hanno collaborato:
Federica Benedetti, Saida Bullo, Paola Cadelano, Chiara Callegari, Carlo Campana, Piero Falchetta, Stefano Frassetto, Patricia H. Labalme, Maurizio Messina, Maria Grazia Negri, Stefania Rossi Minutelli, Tiziana Plebani, Marino Zorzi.

Traduzioni: Gregory Downling
Edizione a stampa (su carta ecologica, biodegradabile e riciclabile):
progetto grafico: Massimo Grandese
stampa: Grafiche Liberalato s.n.c. Mestre-Venezia

Edizione on line: Maurizio Vittoria

Ricordo di Giorgio E. Ferrari

exlibris1919-1999
Direttore della Marciana dal 1969 al 1973

Amava ricordare, commentando con autoironia la propria apparente dispersività, di essere entrato nella professione bibliotecaria, giovanissimo e non ancora laureato, con la qualifica di "ordinatore in prova"; e certo un qualche rapporto necessario si pone tra la sua passione bibliografica e un'intima esigenza di porre ordine tra le sue conoscenze, già vastissime, che ogni giorno si ampliavano per nuove curiosità, nuovi stimoli.

Dall'assunto espresso nei lavori teoretici dei primi anni '50 sul ruolo della bibliografia come scienza ausiliaria per gli studi, contributi tra i più originali nella realtà italiana del tempo (L'ufficio della bibliografia di fronte ai requisiti degli studi moderni; La metodologia bibliografica, verso la definizione del suo svolgimento; La bibliografia documentatrice) discende il filone principale dei suoi scritti, che esemplificano al meglio il concetto di "bibliografia ragionata": ogni notizia, descritta con analisi estrema che sempre si rivela necessaria, è contestualizzata e spesso oggetto di un vero e proprio saggio; e i contenuti spaziano dall'arte alla storia, dalla biblioteconomia alla storia delle biblioteche, dalla storia dell'editoria alla descrizione e allo studio dei manoscritti, nel solco della tradizione dei grandi bibliotecari veneti cui tanto si sentiva legato, come appare dal suo articolo Bibliotecari veneti per le lettere venete nella parabola dell'Ottocento.
Allo stesso modo, l'impegno profuso con costante dedizione nelle recensioni, di interesse dapprima prevalentemente storico, poi letterario e bibliografico/bibliologico, produce strumenti piccoli ma affilati, per la conoscenza e per l'uso.

Uso dei libri, senza il quale non si può parlare di biblioteche ma, secondo una sua suggestiva espressione, di "bibliotafi"; uso delle informazioni, da partecipare più che generosamente agli studiosi, con i quali intratteneva ampi rapporti epistolari, e da trasmettere come viatico ai colleghi più giovani: la Marciana era per lui un "crocicchio", un luogo di incontro e di scambio, culturale e spirituale, la cui eco era destinata a durare nel tempo.
La bibliografia dei suoi scritti, in corso di redazione, supera già le centocinquanta unità; non si possono non ricordare qui almeno i contributi più corposi, dal Saggio di catalogo storico-descrittivo dalla pubblicistica veneziana del Sessantasei all'indagine su manoscritti concernenti Pola in biblioteche veneziane, dal catalogo La raccolta palladiana e collaterale di Guglielmo Cappelletti alle opere dedicate alla Marciana ed ai suoi bibliotecari: I criteri e le fonti per la storia della Biblioteca Nicena in Venezia nella Rinascenza, Profilo ed eredità bibliografica di Giuseppe Valentinelli, Arnaldo Segarizzi come bibliotecario e bibliografo, sino allo studio su L'editoria trevigiana sullo sfondo dell'età di Giorgione, in corso di pubblicazione nella "Miscellanea Marciana".

Ma di dimensioni ancora più vaste è la serie di appunti e di schede, raccolti nel corso della sua vita di studio e organizzati secondo uno schema ricco ed articolato che copre tutti i campi della cultura veneta, in continuazione della bibliografia veneziana di Cicogna e Soranzo, di Fulin e Segarizzi, rimasti inediti: un'eredità che tutti siamo invitati a raccogliere e a rendere pienamente efficace.

Stefania Rossi Minutelli

Spazi sacri

La Sala RiservataSala di lettura stampati Gli spazi che il lettore vive alla Biblioteca Marciana sembrano, allo studioso che vi sosta, in qualche modo sacri. A pochi passi soltanto dal rumore e dalla confusione della città al di fuori, dalla musica delle orchestrine, dalle folle in perenne movimento, qui si trovano una pace e un silenzio ricchi di storia e la compagnia amabile dei libri.
La Sala di lettura, colma di opere di consultazione del secolo passato, consunte da tante mani, sembra accogliere ancora gli spiriti benevoli del Molmenti, del Cicogna, del Cessi, del Romanin, di Giovanni degli Agostini.

Il busto severo del Petrarca ci ricorda che condividiamo la sua fede nel perdurare in noi del passato. Il soffitto di vetro ci annunzia che questo era un tempo un cortile, che il cielo veneziano, con tutto ciò ch'esso ricopre, è appena al di sopra, e che questo spazio fu fatto perché fosse da noi usato con saggezza.

Altrettanto ci dice la Sala Riservata, collocata in disparte perché vi si odano le voci degli antichi manoscritti; ma nella quale si sentono anche le grida dei venditori all'esterno, che vantano le loro merci, Sala Riservata e si avverte il soffio freddo del vento del Bacino, a ricordarci che siamo solo temporaneamente al riparo dagli umori e dai modi di vivere della città, dalle sue strade e dal suo clima.

Ma mentre siamo qui, questi spazi sono come un santuario in cui si può sentire il sussurro delle vite passate e il confortante contatto con gli studiosi che ci hanno preceduti nel tempo.
I nomi scritti sullo schedone che devo firmare per poter leggere un manoscritto evocano coloro che con la loro opera hanno dato forma alla mia fatica. Il fatto che, decenni prima di me, essi hanno toccato le stesse carte di pergamena, mi parla della magica comunione del sapere e dell'ospitalità di questa grande biblioteca, che nutre i nostri sforzi e i nostri progetti e ci dà conferma della nostra civiltà.

Patricia H. Labalme

Progetto Seicentine

La Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia ha dato avvio il 20 settembre 1999 al progetto Seicentine. Il progetto, finanziato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali ai sensi della Legge n. 662/96, prevede la catalogazione completa in modalità SBN di 5000 volumi editi tra il 1601 e il 1700, attualmente descritti solo nel catalogo manoscritto a volumi dei Fondi antichi di questa Biblioteca. La conclusione dell'intervento è prevista per il 31 dicembre del 2002.

L'incarico è stato affidato, a seguito di gara a trattativa privata, ad una ditta competente nel trattamento del libro antico, la quale ha proposto per l'esecuzione del lavoro due operatrici con esperienza di catalogazione di materiale bibliografico antico in SBN.

Il servizio richiesto da questo Istituto comprende i seguenti lavori:

  • catalogazione in modalità SBN/SQL: di 5000 volumi editi nel XVII secolo;
  • controllo delle edizioni e della forma delle intestazioni in Indice SBN e nei principali repertori bibliografici;
  • inserimento dei dati di collocazione e inventariazione già presenti nel volume, delle note dell'esemplare e di eventuali legami con possessori e provenienze;
  • stampa delle schede catalografiche e loro inserimento nei cataloghi della Biblioteca (catalogo per autori, topografico e cronologico).

Questo progetto permette il recupero di dati bibliografici relativi a fondi di particolare rilevanza e valore che andranno ad incrementare l'archivio in linea del Servizio Bibliotecario Nazionale. La disponibilità dei dati in linea per le biblioteche SBNconsentirà il riutilizzo da parte di tutta la cooperazione dei record prodotti, una ricognizione del patrimonio librario nazionale ed una sua immediata fruizione pubblica.

Saida Bullo

Golem e i documenti ufficiali delle magistrature veneziane

Il Progetto Golem, del quale si è data notizia nel numero precedente di questo notiziario, sta per concludere la sua prima fase. La riconversione on line dei dati del Catalogo cartaceo per autori sta per arrivare alla lettera Z. (Non tutti i dati, a quel punto, risulteranno tuttavia definitivamente convertiti, dovendo essere ricontrollata la riconversione di tutte le schede manoscritte risultate illeggibili o parzialmente leggibili). Durante le operazioni di controllo e sistemazione delle voci d'intestazione delle ultime lettere dell'alfabeto ci si è imbattuti in un problema di non secondaria importanza.

La Marciana conserva tra le proprie collezioni un patrimonio di grande valore storico rappresentato da centinaia di documenti ufficiali a stampa emessi dalle magistrature veneziane fino alla caduta della Repubblica (Senato, Maggior Consiglio, Consiglio dei Dieci e decine di altri organi giudiziari, finanziari ed amministrativi) e dagli organi delle autorità politico-territoriali succedutesi in tempi più recenti (Municipalità Provvisoria del 1797, Regno Italico, Lombardo-Veneto, Municipalità Provvisoria del 1848-1849, Dominazione austriaca fino al 1866).

Un buon numero di schede catalografiche, relative a questa tipologia di materiale e prodotte dalla fine dell'Ottocento fino agli inizi del Novecento, sono manoscritte e accomunano molti documenti in un'unica descrizione sommaria spesso intestata ad una voce formale quale "Raccolta, Terminazione, Parte presa, Ordine, etc.". Tali documenti, emanati da fonti diverse e stampati da diverse officine tipografiche, legati insieme per affinità di contenuto in poderosi volumi miscellanei, rappresentano ognuno un'edizione a sé stante.

Per la riconversione di questi dati è stato quindi impossibile prescindere da un oneroso impegno di ricatalogazione di ogni singolo documento, che ha portato alla produzione di circa tremila nuove registrazioni bibliografiche. I criteri adottati per tale operazione si sono basati in gran parte su quelli suggeriti dal manuale Guida alla catalogazione di bandi, manifesti e fogli volanti. [A cura dell'] Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle biblioteche italiane e per le Informazioni Bibliografiche, Roma 1999. Concetti basilari in questa normativa sono quello di autorità politico territoriale (accesso principale alla notizia bibliografica) e quello di organo (accesso secondario alla notizia).

Si è deciso di non fornire ulteriori accessi normalizzati ai nomi di persona, neanche quando essi compaiono sul frontespizio: le modalità di ricerca nell'OPAC della base dati Golem consentono infatti il recupero di queste informazioni digitando il nome cercato nel campo del Titolo o delle Parole chiave. Si è invece rilevata sempre l'impronta delle edizioni del XVI secolo, e talvolta di quelle del XVII, per facilitare il confronto a distanza con altri esemplari.

Maria Grazia Negri

Il progetto di Archivio Digitale della Musica Veneta (ADMV)

Il progetto ADMV si propone di sperimentare e di mettere a regime un modello di servizio integrato per la ricerca, la consultazione e l'accesso a documenti che contengono musica notata, con possibilità di navigazione dal record bibliografico relativo ad una partitura alla sua immagine digitalizzata, e all'eventuale documento sonoro digitalizzato corrispondente, attraverso tecnologie di distribuzione in rete di immagini e suoni. Si intende in tal modo rispondere alle esigenze di consultazione e ricerca di un'utenza differenziata, non solamente specialistica, che va dall'appassionato di musica, allo studente di conservatorio, al musicologo.

Inizialmente si procederà all'integrazione funzionale di alcune basi di dati locali: quelle della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, che procederà alla catalogazione ed alla scansione digitale del proprio fondo di partiture autografe e non di Antonio Vivaldi, la più ricca ed organica esistente (27 volumi per un totale di 7786 carte); della Biblioteca Nazionale Marciana, che tratterà in maniera analoga le partiture manoscritte di Alessandro e Benedetto Marcello (65 volumi); della Discoteca di Stato, che procederà alla digitalizzazione e renderà disponibili in rete un certo numero di esecuzioni delle musiche degli autori citati.
Ovviamente si tratta di una parte piccola ma significativa dell'universo della musica veneta, di cui il progetto intende costituire solo un primo nucleo, in vista di ulteriori sviluppi e dell'adesione di nuovi partner.

L'utente, locale o remoto, accederà tramite un normale browser di rete con protocollo http al web server ADMV, che implementerà il sito ADMV, con tutte le informazioni sui servizi previsti, e di qui potrà navigare verso gli OPAC locali (Biblioteca Nazionale Marciana, Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, Discoteca di Stato) contenenti i dati di bibliografia musicale, o condurre la ricerca simultanea sugli OPAC locali tramite un client z39.50.
Avrà le stesse possibilità anche accedendo direttamente agli OPAC locali, o, in base ad accordi da formalizzare con l'Istituto Centrale per il Catalogo Unico, all'OPAC indice SBN, senza passare per il web server ADMV.

Non esisterà, quindi, una base dati ADMV, se non come insieme virtuale di archivi locali, secondo un modello distribuito. L'esito della ricerca sarà un record bibliografico, ad es. la descrizione di una partitura musicale, a partire dal quale sarà possibile visualizzare l'immagine della partitura e delle sue parti componenti.

Qualora si voglia accedere al documento sonoro la navigazione porterà comunque alla visualizzazione dei record bibliografici relativi ai dischi o nastri che contengono le esecuzioni musicali e di qui, individuata l'esecuzione di interesse, all'ascolto del documento sonoro digitalizzato. E' prevista anche una ricerca per incipit musicale, suonato su una tastiera MIDI, che porterà comunque all'individuazione del record bibliografico del documento sonoro e poi all'ascolto.

Al fine di implementare un'architettura aperta anche ad altri partner e ad altri sistemi si intendono sperimentare per quanto possibile soluzioni tecnologiche ed applicative diverse: in particolare potranno essere diversi gli applicativi di catalogazione (il fondo vivaldiano, contrariamente ai fondi marciani, non è stato ancora oggetto di catalogazione informatizzata) e il sistema e le modalità di scansione digitale, da originale o da microfilm, a seconda delle specifiche esigenze locali.
Per quanto riguarda la digitalizzazione del suono il modello di riferimento è costituito dal progetto di audiovideoteca digitale della RAI, particolarmente interessante sia per gli standard adottati che per le procedure organizzative molto rigorose usate nelle linee di riversamento.
Comuni invece saranno l'interfaccia web, il gateway z39.50 e la struttura z39.50 degli OPAC.

Maurizio Messina

Mostre 1995-1999

Le attività di studio e di promozione culturale della Biblioteca Nazionale Marciana non si limitano esclusivamente alle pubblicazioni (cataloghi, "Miscellanea Marciana") e all'ideazione in proprio di convegni, incontri e mostre, che vengono periodicamente segnalati in questa "Newsletter".
Vi è anche un'attività forse meno nota, ma non meno importante: la partecipazione a mostre esterne con prestiti di opere preziose. Attività che è via via cresciuta nel corso degli ultimi anni, alla quale si sono dedicati molto tempo e molte energie, nell'intento di valorizzare il patrimonio della Biblioteca tenendo al tempo stesso presenti la tutela e la conservazione del materiale medesimo.

Nel quinquennio 1995-1999 sono giunte annualmente in media richieste di prestito per una ventina di mostre sia in Italia che all'estero (24 nel 1995, 16 nel 1996 e nel 1997, 26 nel 1998, 25 nel 1999) per un totale di 228 volumi a stampa antichi, 122 manoscritti e 9 oggetti. Non tutte le richieste sono state accolte, per ragioni di conservazione e di tutela del materiale.
In qualche occasione si è preferito suggerire di utilizzare la riproduzione fotografica delle pagine desiderate oppure un'edizione facsimilare, al fine di non sottoporre allo stress di una prolungata esposizione codici e libri antichi troppo delicati o in stato di conservazione non ottimale.

Per questa ragione, nei cinque anni considerati da questa breve statistica, le opere concesse sono state ridotte a: 157 volumi a stampa antichi (il 69%), 63 manoscritti (il 52%) e 5 oggetti (il 55%). Importanti legature bizantine, codici e libri antichi marciani - nel rispetto delle norme che regolamentano il prestito per esposizioni - hanno partecipato a importanti mostre ad Atene, Melbourne, New York, Münster, Aranjuez, Segovia, Burgos, per citare soltanto alcuni tra i luoghi più lontani. Spesso la descrizione delle opere prestate è stata curata dalla Marciana, con schede talvolta assai ampie e approfondite.

Al fine di facilitare i contatti con gli Enti Organizzatori, recentemente è stata creata nel sito internet della Biblioteca una pagina che fornisce tutte le informazioni necessarie per inoltrare la richiesta di prestito per mostre, nella quale si possono scaricare direttamente i testi delle "condizioni di prestito per esposizioni" valevoli come contratto e della "scheda di movimento bene culturale".

A.B.

Le civiltà del Libro e la stampa a Venezia

Testi sacri ebraici, cristiani, islamici dal Quattrocento al Settecento

La Biblioteca Marciana ha accolto con piena adesione la proposta di Sante Graciotti - realizzatore dell'Incontro Internazionale di Studi "Which God for Which Humanity? Religions question themselves" - di ospitare nelle proprie sale la mostra di libri sacri a stampa delle tre religioni abramitiche, ebraica, cristiana, islamica, editi a Venezia nei primi secoli della tipografia.

Le tre religioni argomento del convegno trovano infatti ciascuna in un libro, che racchiude la rilevazione divina, il loro fondamento. Nulla quindi di più appropriato, a suggello dell'Incontro, di una mostra avente ad oggetto quei libri da cui si attinge la parola della divinità. D'altro canto Venezia, sede dell'incontro, è stata per secoli il punto di convergenza di genti d'ogni stirpe, cultura e fede: il convegno si è posto quindi nel solco di un'antica tradizione di apertura culturale e religiosa.Le civiltà del Libro e la stampa a Venezia

Proprio nel campo specifico della storia della stampa Venezia celebra al più alto grado la sua vocazione cosmopolita: nei primi decenni successivi all'introduzione della nuova arte nelle lagune (1469) Venezia fu il maggior centro di produzione di libri a stampa del mondo, e dai cento/centocinquanta torchi allora attivi contemporaneamente nella città uscivano non solo libri in latino e in italiano, ma anche in greco, ebraico, armeno, arabo, ceco, croato, serbo.

Una simile fioritura era dovuta alla presenza in Venezia di numerose e prospere comunità straniere, all'ampiezza dei canali commerciali di cui la città disponeva, ai rapporti commerciali e diplomatici che intratteneva con tutto il mondo mediterraneo e con i maggiori paesi europei; ma anche all'ampia libertà di cui gli stampatori godevano, riflesso della tolleranza e dell'apertura della società veneziana.

Oggetto principale di questa straordinaria produzione era il libro religioso: i testi sacri nelle varie lingue e quelli destinati al culto. Grazie a questo fiume di libri sacri che uscivano dalla città verso i più vari paesi, Venezia si affermò non solo come massimo centro librario, ma anche come la vera capitale culturale di alcune comunità nazionali: il mondo greco, il mondo adriatico, la diaspora armena. Venezia svolse per secoli questo compito, sino alla caduta della Repubblica, e anche oltre.

La mostra, tenutasi nelle sale della Libreria Sansoviniana dal 27 maggio al 29 luglio 2000 e curata da Simonetta Pelusi, ha offerto un'efficace immagine della straordinaria vitalità e ricchezza della stampa veneziana di argomento religioso, e quindi della stampa veneziana in assoluto, dato che i testi sacri e liturgici ne costituivano, come si è detto, la parte più rilevante.
Il visitatore vi ha potuto trovare libri nelle più varie lingue e caratteri e ha avuto l'occasione, difficilmente ripetibile, di vedere raccolte insieme opere di straordinaria rarità, o addirittura uniche.

Un unicum è il corano arabo di S. Michele in Isola; né sono note altre copie, oltre a quelle esposte, di alcune raccolte di preghiere in armeno; né si conosce altra copia completa del messale stampato nel 1494 da Johannes Hamman per la chiesa inglese di Salisbury, oggi conservato a S. Giorgio ed esposto nella mostra, o del breviario glagolitico stampato nel 1491 per le comunità cattoliche di lingua croata, conservato alla Marciana.

Altri pezzi sono gli unici esistenti in Italia, come le cinquecentine in cirillico o la bibbia utraquista in ceco, uscita a Venezia nel 1506. Sono conservate alla Marciana, ed esposte, quattro delle cinque bibbie rabbiniche uscite a stampa: edizioni monumentali, da quella del 1524-25 del Bomberg a quella del 1617-19, in quattro volumi ciascuna, che è raro trovare nella stessa raccolta.
I volumi esposti nella mostra provenivano dalle raccolte della Marciana e della Fondazione Cini, cui l'intelligenza del senatore Vittorio Cini assicurò parte della straordinaria collezione di incunabuli del principe di Essling; i conventi di S. Michele in Isola e di S. Francesco della Vigna, il monastero della Congregazione Mechitarista di S. Lazzaro degli Armeni, la Biblioteca Estense di Modena e due collezionisti privati hanno consentito, grazie ai prestiti concessi, di offrire un quadro più completo.

Marino Zorzi

Nuova mostra

C'è carta e carta...

Questo numero di "Biblioteca Marciana Newsletter" è stato stampato su carta Alga Favini, una carta prodotta in buona parte con alghe raccolte nella laguna di Venezia che, oltre a essere ecologica, biodegradabile e perfettamente riciclabile ha il merito di liberare le acque lagunari dall'eccesso di alghe, contribuendo alla salvaguardia ambientale.

La carta Alga, a pH neutro e acid-free per una buona conservazione, è solo una delle proposte che la produzione delle cartiere italiane e straniere sta offrendo, rispondendo alle esigenze sia di durata dei materiali librari e documentari sia di risparmio nel consumo di alberi e di minore inquinamento ambientale. E' opportuno ricordare infatti che per produrre carte riciclate spesso vengono usati potenti sbiancanti altamente inquinanti, che si depositano nelle fibre rendendole acide e non durevoli; dietro la facile etichetta di "carta ecologica" dunque bisogna conoscere il processo che l'ha prodotta.

Una speranza nel futuro del libro si intravede proprio in questa vasta gamma di carte non acide, wood-free, chlorine free, che consente oggi all'editoria di indirizzarsi verso una maggiore conservazione libraria attraverso l'utilizzo di carte permanenti, con una maggiore consapevolezza e responsabilità verso i temi della durata e della trasmissione della memoria.

È proprio il caso di dire che c'è carta e carta...!

Tiziana Plebani

C'è carta e carta...

Jorge Luis Borges 1899-199931 marzo - 30 aprile 1999
Nell'ambito dei rapporti di cooperazione culturale tra l'Italia e l'Argentina, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Ufficio Centrale per i Beni Librari, le Istituzioni Culturali e l'Editoria) ha promosso, d'intesa con la Presidenza della Repubblica Argentina (Segreteria della Cultura) e la Fondazione Internazionale Borges, la mostra "Jorge Luis Borges 1899 - 1999", in occasione del centenario della nascita del grande scrittore. Jorge Luis Borges Alla cerimonia inaugurale, il 31 marzo (Sala del Piovego di Palazzo Ducale) sono intervenuti il Presidente della Repubblica Argentina, Carlos Menem, l'on. Giovanna Melandri, Ministro per i Beni e le Attività Culturali, il prof. Francesco Sicilia, Direttore Generale per i Beni Librari, le Istituzioni Culturali e l'Editoria, il Sindaco di Venezia, prof. Massimo Cacciari e Maria Kodama de Borges, Presidente della Fondazione Internazionale Jorge Luis Borges e vedova dello scrittore.

In mostra sono stati esposti i libri e le riviste appartenute a Borges ed a cui collaborò, prime edizioni delle sue opere, oggetti personali, premi, onorificenze, diplomi, manoscritti autografi, tra cui quello del Manuale di zoologia fantastica. La mostra, ideata per essere itinerante, dopo Venezia sarà allestita, nel 1999, a Parigi, Madrid, Buenos Aires e Berlino; nel 2000, a Barcellona, Valencia, Ginevra, Palma di Majorca, Città del Messico e New York.
L'originale struttura espositiva, un labirinto su due piani, è stata realizzata grazie alla collaborazione tra gli architetti argentini Fornari e Bobrowicki e la Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici di Venezia (arch. Stefano Filippi).

Il catalogo della mostra, curata da Irma Zangara, è stato pubblicato dall'editore Franco Maria Ricci.

A.B.

Nuova luce in biblioteca

C'è chi vi vede dei serpentelli, chi dei rami dell'albero della sapienza, chi apprezza la loro struttura estetica, chi rimpiange l'immagine del recente passato. Di che cosa si sta parlando? E' presto detto: del nuovo impianto di illuminazione della sala manoscritti. Il progetto ha realizzato in un primo tempo la trasformazione e il potenziamento delle luce d'ambiente, poi in secondo luogo si sono sgomberati i tavoli di studio dalle lampade a incandescenza, le cui basi occupavano molto spazio, e al loro posto sono state inserite delle fibre ottiche, schermate da ogni radiazione, in guaine mobili e, di conseguenza, avvicinabili allo spazio di lettura secondo le necessità del lettore.

Le finalità del progetto di rinnovo dell'illuminazione nelle sale, che ha coinvolto in parte anche la grande sale di lettura, miravano sia a una migliore conservazione, evitando i danni che la luce provoca sui materiali librari, sia a creare un maggiore agio ai lettori, sgombrando i tavoli di studio ottenendo più spazio e offrendo una luce mobile, seppure di intensità calibrata per i materiali più fragili (cfr. IFLA, Principles for the Care and Handling of Library Material, IFLA, 1998, pp.27-8).

Le pratiche di lettura in biblioteca si sono infatti trasformate e la maggioranza degli studiosi ha sostituito al blocco di appunti o alle schede il pc portatile con la conseguente necessità di una postazione di lettura più ampia rispetto al passato ove accogliere, oltre al pc, i testi di consultazione e il resto dei sussidi dello studio.

D'altra parte intervenire sulla qualità della luce era necessario: la luce è infatti la causa principale del degrado dei materiali librari e il danno da essa prodotto è di tipo cumulativo, dato che ogni giorno carta, pergamena, pelli ecc. assorbono sia le radiazioni ultraviolette, responsabili della fotoossidazione della carta, dell'indebolimento delle fibre, che i raggi infrarossi, causa dell'effetto termico, ed infine la luce visibile che accelera il degrado chimico. I danni, è ovvio, sono assai più gravi nel caso di materiali con pigmenti o inchiostri, in cui le radiazioni luminose possono agire alterando e indebolendo i colori, incidendo inoltre sui leganti, con il pericolo di distacco.

Le fibre ottiche, durevoli, di facile installazione e infrangibili, costituiscono una risposta ai problemi del degrado della luce, permettendo una schermatura pressoché totale delle componenti UV e IR (cfr. Francesco Bianchi - Giorgio Pulcini, Manuale di illuminotecnica, Roma, La Nuova Italia Scientifica, 1995)

T.P.

Amor di libro

Forse più di qualche lettore si sarà accorto che i libri di recente acquisizione presso questa Biblioteca, sia sugli scaffali delle sale di consultazione sia nei depositi, sono avvolti da una copertina trasparente.
Si tratta di una scelta di conservazione preventiva che ha alcuni obiettivi primari: proteggere il libro d'oggi, così fragile nelle sue strutture, soprattutto per la poca consistenza delle copertine, realizzate talvolta con cartoncini esili inadatti a sostenere un volume di media o grande dimensione, salvando al contempo la "leggibilità" del bello del libro contemporaneo (cfr. Tiziana Plebani, Vestire gli ignudi: la protezione del libro d'oggi, "Cabnewsletter", 6 novembre-dicembre 1999, pp.4-6).Divina Commedia

Oggi infatti la dimensione estetica del libro, la ricerca del bello applicata all'editoria sono concentrate soprattutto nelle scelte grafiche e illustrative della coperta e ancor più della sovracoperta. È un patrimonio di bellezza che esprime l'evoluzione del gusto, che anticipa il contenuto del volume, riallacciando i nessi tra supporti e messaggi da essi veicolati, in continuità con la storia del libro.

Purtroppo vi è poca coscienza sia di quanto il libro d'oggi, quando entra in un Istituto di conservazione, perdendo conseguentemente le sue caratteristiche di oggetto d'uso, possegga il valore di bene culturale, da manipolare con la stessa attenzione di un libro antico, sia di quanto esso comunichi, pur nella dimensione seriale, peraltro peculiare della nostra civiltà, anche l'arte contemporanea.

Val dunque la pena di proteggerlo, valorizzarlo, questo nostro libro d'oggi, cercando di non occultare e non disperdere il bello che trasmette. Purtroppo in tante biblioteche la sovracoperta, che inoltre conserva parti paratestuali assai interessanti, spesso viene gettata perché è ritenuta d'ingombro e di rapido deterioramento.

La scelta di queste copertine senza adesivo, in materiale atossico, traspirante, chimicamente stabile e parzialmente filtrante i raggi UV e, fortunatamente, di facile realizzazione, è uno dei percorsi di prevenzione del degrado dei libri contemporanei che sembra fornire una buona risposta agli obiettivi sopra menzionati.
Un'altra strada che permette la conservazione, e dunque la trasmissione della memoria storica, è una buona pratica di lettura, attenta a manipolare il libro di biblioteca con il minimo di impatto sui materiali, senza lasciare tracce della propria lettura, evitando sottolineature, danni di vario genere, selezionando inoltre la quantità di fotocopie davvero indispensabili.

Con un po' d'amore e di rispetto per l'espressione della attuale civiltà del libro.

T.P.

Incunaboli, materiale antico, stora della lettura

Promosso dalla Fondazione Giorgio Cini in collaborazione con la Biblioteca Nazionale Marciana, il Convegno "Sorgenti della cultura tipografica nella penisola iberica" (Venezia, 22-23 ottobre 1999) ha ottenuto un bilancio positivo alla luce, soprattutto, delle conclusioni cui è pervenuto al termine delle due giornate.

L'iniziativa, nata dall'ambizioso progetto di fissare un appuntamento annuale di riflessione sullo stato degli studi aventi per oggetto la cultura libraria nei primi secoli di sviluppo della stampa, ha creato l'opportunità di riunire a Venezia, teatro di grandi imprese editoriali, esperti di incunaboli, storici del libro antico e del collezionismo librario, nonché i conservatori delle prestigiose Biblioteche di Madrid, Lisbona, Rio de Janeiro, Londra e Venezia.

Incunabolo Veneto 546, c 9rNel corso del dibattito è stato possibile individuare un costante parallelismo tra diffusione della stampa nella penisola iberica e influenze intercorse fra paesi, non solo geograficamente, ma anche culturalmente vicini quali Italia, Spagna e Portogallo.
Sono stati evidenziati, altresì, tra gli aspetti più rilevanti: il ruolo di mediazione svolto dalla cultura ebraica, la cui attività tipografica nella penisola iberica era iniziata nel 1476; la comparsa fra il 1489 e il 1552 di una letteratura cavalleresca e di fruitori del romanzo cavalleresco; la circolazione di edizioni pregiate e lo scambio di testi tra Italia e penisola iberica, intensificati soprattutto dalla presenza di commercianti, librai, committenti, attivi fra Quattrocento e Cinquecento. Un esempio per tutti, Antonio Martinez (editore della Celestina) che, da Salamanca, si trasferì a Roma.

Tutti questi elementi hanno permesso di delineare un quadro vivace e articolato dell'attività libraria che si svolgeva sulle due sponde del Mediterraneo occidentale e sulle rotte commerciali battute nel periodo preso in esame.
La mostra, curata da Alessandro Scarsella a corredo della manifestazione e ospitata presso la Biblioteca del Longhena a San Giorgio Maggiore, ha inteso raggiungere due obiettivi: da un lato offrire un aggiornamento bibliografico sul materiale iberistico, dall'altro rendere un doveroso omaggio a incunabolisti e bibliofili del passato (tra cui Sir Henry Thomas, Essling, Tammaro De Marinis, Odriozola, Mariutti).
Molto e eterogeneo il materiale esposto, sia in originale che in facsimile e organizzato in tre sezioni (lusitana, ispanica, italiana). Particolarmente meritorio in tal senso il progetto di collaborazione intrapreso dalle biblioteche spagnole con la casa editrice García di Valencia per la riproduzione in facsimile, a costi contenuti, di edizioni rare, favorendone in questo modo la lettura a un pubblico più vasto.

È scaricabile il catalogo completo della mostra in oggetto.

Federica Benedetti

Convegno "Luigi Carrer, scrittore veneziano"

Ritratto di Luigi CarrerLa Biblioteca Marciana, in collaborazione con l'Ateneo Veneto, ha continuato anche quest'anno la sua opera di conoscenza e approfondimento di scrittori veneti organizzando un convegno dedicato a Luigi Carrer (Venezia 1801 - 1850), tenutosi nei giorni 3 e 4 dicembre 1999.

Quattro sessioni - presiedute da Cesare De Michelis, Enrico Ghidetti, Gilberto Pizzamiglio e Pietro Gibellini - hanno affrontato i molteplici aspetti della vita e dell'opera di un importante scrittore veneziano della prima metà dell'Ottocento, tipica figura dell'intellettuale moderno sulle orme di Gasparo Gozzi. Gli studiosi invitati (tra gli altri ricordiamo Ilaria Crotti, Sergio Barizza, Ennio Sandal, Bruno Rosada, Alessandro Scarsella, Tiziana Agostini, Monica Farnetti, Matilde Caponi) hanno messo in luce il Carrer scrittore di romanzi, poeta, autore di teatro, giornalista, editore, insegnante dell'Istituto Tecnico che più tardi venne intitolato a Paolo Sarpi, nonché erudito e fine critico letterario.

A.B.

Libro antico in Internet

Nell'ambito della ricerca bibliografica in Internet sul libro antico si era evidenziata da tempo, da parte di utenti e bibliotecari, la mancanza di uno strumento che facilitasse la ricerca nel settore.

Mancava infatti, nella rete, una risorsa che indicasse quali basi dati rendevano disponibili notizie sul libro antico e che fornisse anche una analisi del materiale posseduto (numero dei record per valutare le basi dati più fornite, estremi temporali del materiale, etc.).

Per risolvere questo problema è stato creata, tra le risorse di rete del sito della Biblioteca Marciana, una sezione "Libro antico".
La sezione, realizzata e periodicamente aggiornata da Stefano Frassetto e Maurizio Vittoria, comprende una lista di basi dati nazionali e internazionali con significativi fondi di pubblicazioni anteriori al 1831.
La consultazione di ogni base dati può essere effettuata direttamente dalla lista (tranne per quelle del Consortium of European Research Libraries, consultabili solo presso la Biblioteca Marciana o presso le altre biblioteche aderenti al consorzio), e ognuna è seguita da una breve descrizione che ne illustra tipologia e contenuto.

La sezione "Libro antico", oltre a servire come strumento di ricerca per il servizio di Reference in biblioteca, è liberamente consultabile in rete, 24 ore su 24.

Stefano Frassetto

Incremento della base dati europea del libro antico

Sul solco tracciato dalla Bibliotheca Universalis, compilata da Conrad Gesner nel 1545 per diffondere la conoscenza del patrimonio librario a stampa del tempo e favorirne la conservazione, nel 1992 si è costituito il CERL (Consortium of European Research Libraries) sulla base di un programma di cooperazione fra le grandi biblioteche europee al fine di creare, come primo obiettivo, un'unica banca dati in linea per il materiale pubblicato dal 1450 al 1830, denominata HPB (Hand Press Book database).

Partecipano al momento al Consorzio 35 membri a pieno titolo e 21 membri associati di 26 paesi europei cui si sono aggiunte, fra i membri speciali e soprattutto fra gli utenti di HPB, numerose istituzioni statunitensi. Il database, in funzione dal 1996, è infatti ospitato presso il Research Libraries Group, Inc., di Mountain View, California, l'organismo che gestisce il sistema RLIN (Research Libraries Information Network), una delle due più importanti basi dati bibliografiche degli Stati Uniti.

Formato dagli archivi separati delle collezioni delle singole biblioteche, HPB funziona però come un unico sistema consultabile attraverso un'unica sessione di ricerca con finalità sia di bibliografia che di catalogo collettivo. La consistenza attuale degli 11 file sinora caricati supera gli 820.000 record, utilizzabili oltre che a fini informativi anche per operazioni di retroconversione. Al riversamento del primo archivio della Bayerische Staatsbibliothek di Monaco con oltre 525.000 record ha fatto seguito il caricamento parziale ma progressivo delle registrazioni della British Library (Seicentine tedesche), delle biblioteche italiane tramite l'ICCU, che funge da coordinatore della catalogazione SBN in linea, delle Biblioteche Nazionali di Francia (Catalogo degli "Anonimi"), Scozia, Spagna, Croazia e Slovenia, delle Biblioteche Reali di Olanda e Svezia (Settecentine svedesi).

È stato completato anche il caricamento dell'archivio computerizzato ISTC (Incunable Short-Title Catalogue), lo strumento di ricerca più completo e aggiornato per l'individuazione e la localizzazione a livello mondiale di circa 28.000 edizioni del sec. XV, in passato accessibile solo previo abbonamento alla BLAISELINE della British Library o acquisto del CD-ROM IISTC (Illustrated ISTC) con relativi aggiornamenti.

Attualmente la Biblioteca Nazionale Marciana, che ha aderito al CERL nel 1994, è collegata con la base dati HPBin Internet via Telnet e gli utenti possono accedervi tramite l'Ufficio Reference.

Paola Cadelano

GeoWeb

GeoWeb, il catalogo on line per la consultazione dei materiali cartografici e grafici della Biblioteca Marciana. 

GeoWeb continuerà ad essere sviluppato, sia con l'arricchimento dell'archivio di notizie e immagini, sia con l'evoluzione e il miglioramento delle funzionalità. L'accesso a GeoWeb è attivo senza interruzioni 24 ore al giorno, 7 giorni la settimana.

Questo è soltanto il primo stadio di sviluppo di GeoWeb, e numerosi miglioramenti e messe a punto sono già in programma. Sarà possibile incontrare alcuni errori e imperfezioni, giustificati dal carattere ancora sperimentale del servizio. Piero Falchetta

Prestito Interbibliotecario. Nuove procedure

La Biblioteca Marciana è parte attiva nell'organizzazione e nell'attuazione dei progetti ILL SBN e OPAC 99, coordinati dall'ICCU (Istituto Centrale per il Catalogo Unico), aventi come obiettivo l'attivazione in via sperimentale di nuovi servizi SBN di prestito interbibliotecario e di informazione on-line. Tali procedure potranno consentire ai lettori e ai bibliotecari italiani e di altri paesi l'effettuazione di ricerche bibliografiche e documentarie semplici e integrate, e di richieste di localizzazione di documenti e di riproduzione degli stessi; sarà inoltre possibile richiedere e ottenere prestiti interbibliotecari nazionali e internazionali in originale o in riproduzione, preventivi di spesa, informazioni su natura e costi dei servizi offerti.

Tutti gli utenti Internet titolari di un indirizzo di posta elettronica avranno la possibilità di usufruire del sistema, anche individualmente, dopo essersi registrati presso una biblioteca italiana o straniera; alcune prestazioni saranno accessibili senza necessità di registrazione.

Nella fase sperimentale il progetto coinvolge un numero limitato, seppur quantitativamente e qualitativamente significativo e in continua crescita, di biblioteche italiane. Tali istituti sono ovviamente principali e privilegiati tramiti del servizio, che è integrato con il progetto europeo ONE-2 (OPAC network in Europe), il cui fine è la costituzione di una rete europea di sistemi bibliografici.

Carlo Campana

1° Corso propedeutico di catalogazione delle stampe

31 maggio - 1/2 giugno 1999

Organizzato in collaborazione con la Provincia di Venezia e il Centro Studi "Biblion" il corso (modulo di 18 ore) ha inteso introdurre la problematica delle stampe sul duplice piano della catalogazione e della ricerca, in un orizzonte in cui si intersecano istanze bibliografiche da una parte, museografiche dall'altra.
Alla presentazione e apertura dei lavori (che hanno avuto luogo nella suggestiva cornice della Sala Consiliare di Ca' Corner) a cura del direttore del Corso Alessandro Scarsella, ha fatto seguito la prolusione del Prof. Feliciano Benvenuti, dal titolo "La formazione del conoscitore di stampe".
Si è trattato dell'ultimo intervento pubblico del Prof. Benvenuti (scomparso il 17 luglio 1999), equivalente a un vero e proprio testamento spirituale sui temi della conservazione, del collezionismo pubblico e privato, della missione dei conservatori di stampe e di materiale antico.

Il seminario di Giuseppina Benassati (Soprintendenza Beni Librari - Bologna), massima esperta nazionale in materia di catalogazione di stampe, si è avviato quindi nel clima di intensa partecipazione del pubblico degli iscritti (proveniente prevalentemente da biblioteche, musei e collezioni private), svolgendosi nelle tre giornate, con la collaborazione del coordinatore i singoli punti previsti dal programma:

  • L'individuazione del materiale incisorio - tecniche e tipologie (prima e seconda parte)
  • Modelli di catalogazione delle stampe (prima e seconda parte)
  • Esperienze specifiche ed esemplificazioni di catalogazione delle stampe (prima e seconda parte).

Le visite alla Scuola Internazionale di Grafica di Venezia e le dimostrazioni pratiche a cura di insegnanti e di artisti, hanno attirato l'attenzione dei corsisti sulle tecniche incisorie che, pur fungendo da principio di classificazione dei materiali grafici, sono ignorati dai catalogatori normalmente sprovvisti dell'opportuno bagaglio informativo.

La presentazione infine, nel quadro del corso, di pubblicazioni professionali, a cura di Dino Casagrande (Musei Civici - San Donà), Giancarlo Borellini (Soprintendenza Beni Artistici e Storici - Milano) e Silvia Urbini (Univ. di Bologna), non solo hanno arricchito l'offerta didattica dell'iniziativa, ma sottolineato ulteriormente il carattere interdisciplinare e trasversale delle stampe: un bene conservato sia presso musei che biblioteche, quindi consono gli orientamenti perseguiti dalla Provincia di Venezia nel settore dell'amministrazione della cultura e connaturato alla politica culturale di un grande istituto come la Biblioteca Marciana, che ha aderito dal 1999 al Circuito Museale di Piazza San Marco.

La relazione del Prof. Feliciano Benvenuti sarà pubblicata nel prossimo volume del periodico della Biblioteca, "Miscellanea Marciana", che sarà dedicato alla memoria di lui.

Ch.C.

Seminario e Corso Regionale sul Libro Antico

Anche nel biennio 1999-2000 è proseguita l'attività didattica sul Libro Antico, articolata nel Seminario (serie di conferenze monografiche organizzata in collaborazione con la Società Dante Alighieri, il Centro Studi "Biblion" e l'Ateneo Veneto) e nei moduli del secondo ciclo del Corso Regionale sul Libro Antico.
Tale attività risponde ad una crescente domanda di occasioni di formazione e di aggiornamento professionale nel vasto campo compreso tra l'incunabolistica e il libro moderno, in particolare il cosiddetto libro "raro e di pregio" che non esaurisce la sua esistenza con la data convenzionale del 1830.

Il Seminario ha presentato, tra gli altri interventi, al suo interno la giornata di studi del 30 aprile 1999, diretta da Stefania Rossi e dedicata alle problematiche della Conversione Retrospettiva in corso nelle maggiori biblioteche italiane.
Ad essa hanno partecipato Luigi Crocetti, Fabio Venuda e Gloria Ammannati, autrice quest'ultima di un contributo La conversione retrospettiva del CUBI presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, in c.s. nel vol. n. XV, 2000 della "Miscellanea Marciana". Venerdì 9 giugno 2000 ha avuto invece luogo la conferenza di Edoardo Barbieri su L'editoria biblica a Venezia e la nascita della Bibbia volgare, che ha previsto una visita guidata alla mostra "Le civiltà del libro e la stampa a Venezia".

Particolarmente impegnativo il profilo formativo proposto dal programma del Corso Regionale sul Libro Antico, promosso dalla Regione Veneto (Direzione Cultura, Informazione e Flussi Migratori) e realizzato dal Centro Studi "Biblion".
Coordinati da Alessandro Scarsella, i moduli a frequenza obbligatoria, per un numero rigorosamente chiuso di iscritti, si sono valsi dell'apporto qualificato dei funzionari della Biblioteca Marciana, non solo nelle discipline professionali "classiche", bensì nell'insegnamento di materie relativamente nuove nel curiculum formativo, come Cartografia (Falchetta), Applicazioni informatiche (Vittoria e Frassetto), Legislazione bibliotecaria (Colasanti).
Al corso hanno poi dato il loro importante e qualificante apporto i professori Valentino Romani, Giorgio Montecchi e Marco Santoro.

Ch.C.

Scuole di lettura in Biblioteca 1999-2000

Scuole di lettura Gli italiani leggono poco, pochissimo, praticamente niente. Le statistiche dicono infatti che solo il 38,5% dei nostri connazionali legge almeno un libro all'anno. Questo dato allarmante non è certo una novità: periodicamente, infatti, sui giornali compaiono articoli, inchieste, interviste che denunciano il grave stato di prostrazione in cui langue la lettura nel nostro paese.
Nuovo, invece, è l'impegno di Giovanna Melandri, Ministro per i Beni e le Attività Culturali, intervenuta nel dibattito sorto attorno all'argomento con un articolo pubblicato il 10 settembre 1999 sul quotidiano "Il Corriere della sera", con il quale ha invitato gli scrittori e i poeti italiani a scendere in campo personalmente per "salvare il libro".

Per la verità da tempo le biblioteche pubbliche degli enti locali hanno attivato iniziative analoghe, organizzando incontri con l'autore, pubbliche letture, animazioni, mentre le biblioteche nazionali e statali, che si configurano maggiormente come luoghi di studio "avanzato", non si erano ancora inoltrate su questo terreno, più prettamente divulgativo e promozionale. Una svolta che non è stata esente da polemiche, anche aspre, da parte della stampa e di alcuni intellettuali.
Tuttavia, se è vero che il piacere di leggere è, come tutte le passioni, contagioso, chi meglio degli scrittori - che prima di tutto sono lettori forti e impenitenti - può partecipare a pieno titolo ad una crociata in favore della lettura? Roberto Denti ha affermato che la lettura ad alta voce, quindi condivisa e partecipata, è la più generosa forma d'amore che si possa immaginare.

I bambini, si sa, amano molto ascoltare qualcuno che legge per loro un libro a voce alta. Questa forma di condivisione, però, termina troppo spesso con l'alfabetizzazione: quando i bambini sono in grado di leggere da soli, gli adulti smettono di leggere per loro (ma sarebbe meglio dire: insieme a loro). La lettura a voce alta e collettiva, invece, normale nell'antichità e ormai quasi abbandonata, può essere una grande risorsa nella battaglia per la diffusione della lettura; l'ha ben sottolineato Daniel Pennac nel suo libro Come un romanzo: spesso, è proprio dall'ascoltare qualche pagina letta da altri, o nel sentir parlare di un romanzo con passione, che nasce il desiderio di saperne di più, di andare a sperimentare di persona quel sottile piacere che è la lettura di un buon libro.

Partendo da quest'idea sono nate le "Scuole di lettura in Biblioteca ", un progetto ministeriale che ha coinvolto 20 biblioteche in 17 città italiane. Per tre mesi, dal 5 ottobre al 21 dicembre 1999, tutti i martedì pomeriggio, le sale delle maggiori biblioteche statali e nazionali, in tutt'Italia, sono state aperte ad un pubblico più vasto e abbastanza diverso dall'usuale, hanno proposto incontri con autori che leggevano pagine tratte dai propri libri, discutendone poi con gli intervenuti.

La Biblioteca Marciana ha aderito al progetto, inserendo il ciclo di incontri nell'ambito del percorso museale integrato dei Musei di Piazza S. Marco: gli appuntamenti letterari si sono svolti infatti nell'Antisala della Libreria Sansoviniana. Dodici gli scrittori e i poeti invitati: Pier Maria Pasinetti, Paolo Barbaro, Pia Fontana, Daniele Del Giudice, Giulio Mozzi, Riccardo Held, Tiziano Scarpa, Pasquale Di Palmo, Andrea Zanzotto, Marilia Mazzeo, Bianca Tarozzi, Gilberto Sacerdoti.
Sono stati chiamati per questa iniziativa a favore della diffusione della lettura, dunque, autori affermati ma anche emergenti o esordienti, per dare un panorama il più possibile esauriente e stimolante (anche se, per il momento, parziale) nel panorama variegato della produzione letteraria contemporanea, privilegiando quella in qualche modo legata alla realtà veneta. Intenzione del Ministro era infatti, in questo primo ciclo far conoscere quegli autori che avevano relazione con il territorio cui la biblioteca fa riferimento.

Il pubblico veneziano (ma non solo: molti sono venuti dalla terraferma e da altre città del Veneto) ha dimostrato di gradire molto la proposta: ha partecipato numeroso con una media di 100 persone circa ad ogni incontro.
Si è riscontrata una presenza costante di studenti degli istituti superiori (liceo classico, scientifico, istituto navale) e universitari. Vivaci i dibattiti, che spesso hanno prolungato l'incontro oltre l'ora e mezza programmata. Ogni autore ha dato una diversa impronta al suo intervento, dando magistrale esempio di come la lettura, e l'approccio ad essa, possa e debba essere personale, diversificato e vario.

Dato il successo dell'iniziativa, il Ministero ha voluto ripetere l'esperienza per altri tre mesi, da marzo a maggio 2000.
Il secondo ciclo ha portato altre novità ed ha evidenziato nuovi percorsi di lettura, che hanno preso in considerazione il libro non solo come veicolo letterario, ma anche come strumento di diffusione del pensiero scientifico mettendo in luce, ove possibile, la contaminazione dei linguaggi che caratterizza la contemporaneità. Undici gli ospiti di questa seconda serie di incontri, non tutti scrittori in senso stretto.
Infatti, accanto a narratori come Luigi Meneghello, Enrico Palandri, Ernesto Rubin de Cervin e Mario Rigoni Stern e a poeti quali Paolo Ruffilli, Fernando Bandini e Silvio Ramat, a presentare la loro opera e a divulgarla sono stati chiamati un drammaturgo (Paolo Puppa), uno storico della letteratura (Vittore Branca), una giornalista (Liliana Madeo), uno scienziato (l'etologo Danilo Mainardi) nell'intento di coinvolgere tipologie diverse di lettori.
Anche questo secondo ciclo ha ottenuto il favore del pubblico, sempre vivace e interessato, tanto che spesso si è dovuto ricorrere alla ripresa televisiva a circuito chiuso per permettere ai numerosi intervenuti di assistere all'incontro anche dal Salone della Libreria, attiguo all'Antisala.

Annalisa Bruni

Miscellanea Marciana: Omaggio a Dennis Rhodes

Il volume X-XI (1995-1996) della "Miscellanea Marciana" raccoglie, sotto il titolo unitario di "Metodologia bibliografica e storia del libro", gli Atti del Seminario sul Libro Antico, prodotti nel corso degli ultimi anni, dedicandoli a uno dei suoi maggiori docenti, Dennis E.Rhodes. Non si tratta di un festschrift vero e proprio, ma di un seminario appunto, per contributi scritti, in cui a sua volta il dedicatario ha diritto di parola, anche se significativamente Scarsella, curatore della lodevole iniziativa, licenzia il volume alla data del settantacinquesimo compleanno "dell'illustre incunabolista e antichista della sede storica di Great Russell Street".

Come accennato, lo stesso Rhodes collabora al volume con due importanti saggi, felicemente a metà strada tra catalogo e bibliografia: il primo di ben 63 pagine, su La battaglia di Lepanto e la stampa popolare a Venezia, ricchissimo di indicazioni nuove, su un argomento già diversamente indagato da Gollner e da Dionisotti, ma riaperto da Rhodes. Come riaperto risulta l'intero settore delle stampe popolari (che ancora attende, per Venezia, un secondo tomo di continuazione dell'opera di Segarizzi). L'altro intervento è una più piana riflessione sul Seicento, che a ben vedere però risulta tuttora attuale, alla luce altresì del ritardo persistente presso il secolo nevralgico del fondo antico nazionale considerato nel suo complesso, e non ristretto alla casistica locale (che tuttavia solo per Napoli sembra poter vantare un catalogo esaustivo).

Gli altri contributi si possono suddividere in una sezione teorica e in una storica, rivolta questa essenzialmente al Cinquecento veneto, con particolare attenzione alla produzione terrafermiera, nonché ai suoi complessi riscontri archivistici (Magliani e Callegari per Padova, Contò per Treviso, Zironda e Simeone per Vicenza, Carpané per Verona ecc.).

La parte metodologica si caratterizza a sua volta per il raffronto delle voci di Valentino Romani (Bibliologia: istruzioni per l'uso), di Lorenzo Baldacchini (Dal manoscritto all'incunabolo: continuità o rottura?) e soprattutto di Alfredo Serrai (La specificità della bibliografia), mettendo in sequenza tendenze tra le più vivaci della ricerca sull'oggetto-soggetto libro in direzione storica e bibliografica. Lo stesso dicasi dell'ampio studio inserito dal curatore, Bibliografia e sociologia del testo, incentrato sui concetti di produzione, ricezione e conservazione.

In effetti l'intero concerto del volume denuncia l'aspirazione ad un ritorno allo studio del testo attraverso i passaggi concentrici delle varie discipline del libro. Chiudono il fascicolo un ampio articolo di Tiziana Plebani sulla presenza femminile nella storia del manoscritto e del libro a stampa (dal titolo Ci sono le donne nella storia del libro?), una bibliografia ragionata di Alessia Giachery sulla Metodologia del libro antico nelle riviste italiane (1995-1996) e un fitto indice dei nomi a conferma del notevole impegno della pubblicazione.

Il volume è stato presentato da Antonia Ida Fontana, Marino Zorzi, Piero Scapecchi e Dino Casagrande presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze il 21 aprile 1999.

Chiara Callegari

Nuovo numero della "Miscellanea Marciana"

Ugo Facco De LagardaIl volume XIV (1999) della "Miscellanea Marciana" ospita gli Atti del Convegno che l'Ateneo Veneto, in collaborazione con la Biblioteca Nazionale Marciana e con il Comune di Venezia, dedicava nel 1997 allo scrittore veneziano Ugo Facco De Lagarda.

Curato da Alessandro Scarsella, il volume ricco di contributi (ben 31) ed eterogeneo quanto ad angolazione tematica, contiene alcuni saggi che intendono analizzare le tappe salienti della biografia intellettuale di Ugo Facco De Lagarda (1896-1982), come quello di Enrico Ghidetti, dal titolo Appunti per una biografia letteraria Per un ritratto di Ugo Facco De Lagarda.

Un solo aspetto della sua attività letteraria viene messo in luce da altri articoli dedicati di volta in volta al narratore, poeta, autore di teatro, storiografo, scrittore di prosa morale e collaboratore di alcuni importanti quotidiani, "intellettuale d'azione" come amava definirsi, capace di passare da un genere letterario all'altro con grande disinvoltura. L'impossibilità di classificare l'Autore all'interno di una corrente letteraria ben precisa emerge nondimeno dal complesso dei contributi.

Se Facco recuperò spesso elementi dalle varie correnti Otto-Novecentesche, egli fu d'altro canto in quanto sempre animato da un atteggiamento provocatorio nei confronti delle mode culturali del suo tempo e che lo induceva a un incessante sperimentalismo. Al contesto politico e culturale in cui visse e operò, alla sua partecipazione alla Resistenza facendo parte del gruppo d'azione partigiana con il nome di Sardo, ai travagliati e spesso conflittuali rapporti che intrattenne con i contemporanei, con gli editori (in particolare con Neri Pozza), alle sue collaborazioni con il "Il Mondo" e "Il Gazzettino", dedicano un'attenta indagine, condotta attraverso materiale d'archivio spesso inedito o raro, gli studi di Maurizio Reberschak, Giovanni Capecchi, Giorgio Franceschini, Renato Zironda, Maurizio Vittoria e Silvia Fogolin.

Va segnalata inoltre la presenza di un'accurata bibliografia degli scritti di e su Ugo Facco stilata da Alessia Giachery e del catalogo della mostra fotografica e documentaria dell'archivio di Facco, che Marica Michieli ha potuto realizzare grazie alla disponibilità dei familiari che hanno concesso il deposito temporaneo dell'archivio dello scrittore presso la Marciana.

Federica Benedetti

Manoscritti italiani - Aggiunte e correzioni al catalogo della classe VII

Il professor Zorzanello è figura ben nota ai frequentatori della Marciana e, in generale, a tutti coloro che si occupano seriamente di storia veneta. Figlio di Pietro (bibliotecario negli anni del fascismo, figura ammirevole di dignità e coraggio civile, poi direttore della Marciana nel dopoguerra, infaticabile catalogatore di codici), Giulio è autore dei cataloghi dei manoscritti marciani della classe VII (storia veneta), strumento indispensabile agli studiosi.

Egli ha ora concluso una nuova opera: un denso volumetto di 44 pagine, contenente le Aggiunte e correzioni al catalogo della classe VII (storia veneziana) dei manoscritti italiani della Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia.

L'opera, non a stampa, ma realizzata col computer a cura della Biblioteca, fornisce i necessari aggiornamenti ai cataloghi precedenti, usciti negli anni 1956-1979 per i tipi di Olschki. Alcune voci, come quella dedicata alla Cronaca Zancaruola (o meglio Pseudo-Zancaruola) mettono a punto con acume e precisione complesse questioni storiche.

M.Z.

Percorso integrato dei Musei di Piazza S. Marco

Ad un anno dall'inaugurazione del Percorso integrato dei Musei di Piazza S. Marco (giugno 1999) - che per la prima volta ha sperimentato la collaborazione tra Musei civici e Musei statali nell'intento di proporre al pubblico un'offerta museale ricca e omogenea - credo si possa tentare un primo bilancio dell'esperienza, per quanto riguarda la parte relativa alla Biblioteca Marciana, uno dei quattro partners (ricordo, come già anticipato nel precedente numero della Newsletter, che il percorso riunisce in un unico biglietto Palazzo Ducale, Museo Correr, Museo Archeologico Nazionale e Libreria Sansoviniana). Molti gli aspetti positivi: innanzitutto la possibilità di aprire stabilmente al pubblico le sale monumentali sansoviniane, che prima erano visitabili soltanto in occasioni di mostre temporanee (il numero dei visitatori è aumentato sensibilmente; da 30.000 del 1998 si è arrivati, per il periodo 3 giugno 1999 - 31maggio 2000, a 92.806, più che triplicando, quindi, le presenze).
Vestibolo del salone Sansoviano
Non da trascurare poi l'aspetto economico dell'innovazione: gli introiti derivanti dalla quota parte del biglietto destinata alla Biblioteca Marciana hanno permesso di versare nelle casse dello Stato 356.500.500 lire (più di un milione al giorno) nel medesimo periodo, contro le poche decine di milioni che le stesse sale permettevano di raccogliere in occasione delle esposizioni. A partire dal novembre '99, poi, grazie all'assunzione di due unità tramite il Concorso per 1000 posti di assistente tecnico a tempo parziale (11 ore alla settimana), la Biblioteca ha potuto attivare un servizio di visite guidate gratuite - sia in italiano che in inglese - nei giorni di sabato e domenica (prenotazioni al n. 041.2407223, dalle 9.00 alle 17.00, sab. e dom.: Elena De Mattia, Mariachiara Mazzariol).

Un'offerta, questa, che ha riscosso un lusinghiero successo non solo da parte dei turisti stranieri e italiani, ma anche da parte della cittadinanza veneziana, curiosa di riscoprire un luogo significativo ma poco conosciuto proprio perché, prima, difficilmente accessibile. Tali visite, a partire dal mese di luglio 2000, verranno proposte anche in lingua francese (solo su prenotazione), grazie all'assunzione di un ulteriore assistente tecnico proveniente dal medesimo concorso.

Se da una parte, dunque, tangibili beneficî (sia per l'utenza che per l'amministrazione) sono giunti dall'attivazione di questo progetto innovativo, bisogna tuttavia riconoscere che si sono incontrate non poche difficoltà nella sua gestione quotidiana. Il personale di custodia ha dovuto affrontare problematiche diverse da quelle a cui era preparato: un museo non ha le stesse caratteristiche né le esigenze di una biblioteca, diverso è il pubblico, diversi sono gli orari di apertura, diverse le mansioni. Si è reso pertanto necessario un rodaggio che permettesse di modificare e di adattare comportamenti e competenze.

C'è poi da tenere presente anche il maggior carico di lavoro determinato dall'attivazione di un nuovo servizio: questo problema è stato in parte risolto con l'apporto di giovani chiamati al servizio militare di leva che hanno optato per il servizio civile, destinati da qualche anno a questa Biblioteca, e, ultimamente, con l'assunzione - in occasione del Giubileo - di personale con contratti a tempo determinato. Nonostante questo incremento, per coprire i turni di sorveglianza delle sale monumentali inserite nel percorso museale è tuttora necessario avvalersi anche della collaborazione di volontari, generosamente forniti dall'Associazione Nazionale Carabinieri in congedo.

Annalisa Bruni

American Friends of the Marciana Library, grazie!

L'uscita del terzo numero della "Newsletter" mi offre la gradita occasione di rivolgere un vivo, caloroso ringraziamento all'associazione "American Friends of the Marciana Library".
L'intervento dei nostri preziosi Amici si è indirizzato sinora principalmente all'arricchimento del sito Web della Biblioteca e al potenziamento dell'Ufficio "Reference": in tale ambito si è potuto realizzare l'ampliamento di informazione di cui si parla, in questa "Newsletter", negli articoli GeoWeb e Libro Antico in Internet.

Gli Amici hanno anche efficacemente sostenuto il progetto "Golem", diretto - come noto - a rendere disponibile in via informatica l'intero catalogo della Marciana: una meta che appare ormai sempre più vicina. Quasi tutte le schede sono ormai recuperate; mancano solo, in parte, quelle scritte a mano, che richiedono un intervento catalografico, preliminare al trasferimento su supporto elettronico.

Possiamo dire con qualche soddisfazione che la Marciana è la prima biblioteca statale in Italia a rendere accessibile in rete tutto il proprio catalogo: risultato che si deve anche ai generosi amici d'oltre Oceano.
Ad essi spetta la gratitudine della Biblioteca, ma anche - mi pare di poterlo affermare - quella degli studiosi di ogni Paese, che possono ormai consultare il nostro catalogo comodamente dalle loro case.

Marino Zorzi