A cura di Annalisa Bruni

Hanno collaborato:
Patrizia Bravetti, Chiara Callegari, Marialuisa Corsa, Piero Falchetta, Stefano Frassetto, Patricia Labalme, Susy Marcon, Marica Michieli, Stefania Rossi Minutelli, Maurizio Vittoria, Marino Zorzi.

Traduzioni: Gregory Downling

Edizione a stampa (su carta ecologica, biodegradabile e riciclabile):
progetto grafico: Massimo Grandese
stampa: Grafiche Liberalato s.n.c. Mestre-Venezia

Edizione on line: Maurizio Vittoria

La Libreria di san Marco

La Libreria di san Marco, patrono e simbolo dello Stato Veneto, deve la sua origine al mecenatismo del cardinale Bessarione. Nato nella città greca di Trebisonda, sul Mar Nero, al principio del Quattrocento, Basilio si fece monaco basiliano prendendo il nome di Bessarione.
Dal 1430 al 1436 fu alla scuola del maggior filosofo greco del tempo, Giorgio Gemisto detto Pletone, divenendo conoscitore eccellente della filosofia platonica e aristotelica, della matematica, dell'astronomia, della cultura classica in generale.

Jacopo de' Barbari, particolare della Pianta di Venezia Nel 1438 fu fatto arcivescovo di Nicea. In tale veste partecipò al Concilio di Ferrara-Firenze, convocato dal papa Eugenio IV in accordo con l'imperatore di Bisanzio Giovanni VIII per realizzare l'unione fra i cristiani d'Occidente e d'Oriente.
Qui si distinse come la personalità di maggior rilievo e fu soprattutto per merito suo se l'Unione fu proclamata il 6 luglio 1439 a Firenze. Ma i Greci respinsero l'Unione, che apparve loro una nuova sopraffazione occidentale, sicchè gli sforzi del Concilio furono vani. Bessarione invece fu tra i pochi che rimasero fedeli all'Unione, e accettò il cappello cardinalizio, persuaso di poter così egli giovare alla causa dei Greci.

Divenuto cardinale, si dedicò soprattutto a due scopi: come diplomatico, alla difesa delle terre greche attaccate dal Turco; come uomo di cultura, alla diffusione del pensiero greco, soprattutto neoplatonico, e al salvataggio delle testimonianze scritte della civiltà greca antica, di cui egli temeva la completa distruzione per l'avanzata distruttiva dei Turchi. Riuscì così ad acquistare, o a far copiare, la maggior parte dei capolavori della grecità antica.
Nel 1468 egli decise di donare i suoi libri a Venezia: ciò per la sua fiducia nel sistema costituzionale della Repubblica, per la stima ch'egli nutriva nei confronti dei maggiori uomini di governo, per l'affetto che l'aveva circondato durante i suoi soggiorni nella città. Venezia, in cui prosperava un'operosa colonia greca, gli appariva una seconda Bisanzio, erede della tradizione bizantina.
Essa era la sola potenza che si fosse assunta il compito di contrastare l'avanzata turca: dal 1463 era in corso una terribile guerra tra il Sultano e la Repubblica, che si concluse solo nel 1479.

Fu dunque a Venezia che Bessarione donò, nel 1468, la sua raccolta: circa 750 codici, cui egli aggiunse poi altri 250 manoscritti e alcune opere a stampa. Venezia accettò solennemente il dono: veniva così realizzato il disegno di una "pubblica Libreria" a Venezia; un disegno che già Francesco Petrarca aveva concepito e quasi attuato un secolo prima, nel 1362, senza peraltro poter condurre a termine il suo progetto, che pure tante speranze e tanto entusiasmo aveva suscitato.
Lo Stato Veneto si impegnò a collocare i volumi in una sede degna dell'importanza del dono; ma solo nel 1537 fu possibile iniziare la costruzione della Libreria, ideata da Jacopo Sansovino, che seppe mirabilmente armonizzare il più nobile stile classico della Rinascenza con il pittoresco ambiente veneziano.

La Biblioteca, dopo il suo trasferimento nell'edificio all'uopo predisposto, si arricchì soprattutto grazie a donazioni e a lasciti. Si ricordano, fra i più importanti, i seguenti: 1595, Jacopo Contarini da S. Samuele (divenuto operante solo nel 1713, all'estinzione della famiglia); 1734, G. B. Recanati; 1792, Tommaso Giuseppe Farsetti; 1797, Jacopo Nani; 1843, Girolamo Contarini.
La Marciana incrementò poi le sue raccolte grazie ad acquisti (come quello dell'importante collezione dell'antiquario Amedeo Svajer, 1794), al trasferimento ad essa di parte delle biblioteche di alcuni monasteri, come SS. Giovanni e Paolo di Venezia e S. Giovanni di Verdara di Padova (fine secolo XVIII), nonchè per effetto dell'obbligo imposto agli stampatori di depositarvi un esemplare di ogni libro pubblicato, come previsto da una legge veneta del 1603 (la prima in Italia in materia).

Dopo la caduta della Repubblica Veneta, la Biblioteca venne arricchita a seguito della concentrazione in essa di parte delle biblioteche degli enti religiosi soppressi in epoca napoleonica.
Essa rimase nella sua sede originaria fino al 1811; in quell'anno essa fu, per decreto del Regno Italico, trasferita nel Palazzo Ducale; nel 1904 fu spostata nell'edificio sansoviniano della Zecca.
Nel 1924 la Marciana riebbe, in aggiunta alla Zecca, anche il palazzo della Libreria, nonchèparte dell'edificio delle Procuratie Nuove. Ora essa occupa, pertanto, non solo la sua storica sede, la Libreria, ma altresì la severa fabbrica della Zecca, ove si coniavano le monete della Repubblica, edificata dal Sansovino tra il 1537 e il 1547.

La Marciana conta oggi circa un milione di volumi, di cui circa 13.000 manoscritti, molti dei quali ricchi di miniature. Gli incunaboli sono 2.883; le cinquecentine 24.055.
Ricchissima per quanto riguarda la cultura greca, la storia veneta, l'editoria veneta, la Libreria di San Marco, accresciuta in questo secolo da importanti donazioni (la raccolta Teza: circa 30 mila volumi, in buona parte relativi alle civiltà orientali; la raccolta Tursi, circa 15 mila volumi di viaggiatori stranieri in Italia), svolge una funzione importante nella vita culturale veneta e al servizio degli studiosi di tutto il mondo.

Marino Zorzi

Progetto GOLEM

Il progetto si propone di rendere disponibili in rete, in un data-base accessibile dall'OPAC di polo, le schede del catalogo per autori della Biblioteca relative alle pubblicazioni catalogate sino all'aprile 1990, data di inizio della catalogazione partecipata in linea all'interno del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN).

Approvato e finanziato dal Ministero per i Beni Culturali, il progetto, iniziato nell'estate del 1997, prevedeva inizialmente il recupero dei dati, da scheda, per le sole schede dattiloscritte ed a stampa. Successivamente si èdeciso di far catturare anche i dati presenti nelle schede manoscritte, decisione che ha comportato una riprogrammazione dei tempi previsti per il completamento del lavoro, ma che consentirà di rendere disponibile il catalogo per lotti completi, a condizione di poter disporre di personale sufficiente.

La scansione del catalogo, poi riprodotto in SBN, ha permesso di contare le schede, che sono risultate essere circa 632.000. L'intervento riguarda le sole schede principali, con esclusione delle schede di spoglio, per un totale previsto di circa 375.000 record bibliografici.
Dal progetto resta comunque esclusa la parte dei cataloghi a volume, manoscritti, dei cosiddetti Fondi Antichi (riprodotti in fotocopia da microfilm già quasi trent'anni fa e disponibili presso l'ICCU ed altre biblioteche italiane) che non è stata ancora rischedata e quindi confluita nel catalogo a schede, e cioè quella che copre le lettere dalla G alla Z ( circa 30.000 volumi).
Questa serie di dati viene recuperata direttamente in SBN antico per i libri pubblicati fino al 1830; per i libri posteriori a tale data (circa 5.000) si sta predisponendo un progetto di recupero in SBN.

La ditta cui è stato affidato il recupero provvede, lavorando sui CD-ROM del catalogo, alla digitazione dei dati bibliografici ed alla codifica in formato UNIMARC; per ogni dubbio di interpretazione, e quindi di relativa codifica, viene presentato alla Biblioteca un quesito; per ogni dato illeggibile (può trattarsi di un carattere dattiloscritto "mangiato" dal foro della scheda quanto di una intera scheda manoscritta) viene chiesta alla Biblioteca la lettura autentica. Successivamente la ditta aggiorna i nastri, che vengono prodotti in due serie distinte, una per i libri fino al 1830 ed una per i libri moderni.

Ogni addetto marciano tratta sia i quesiti che le trascrizioni relative ad un singolo cassetto, in modo da garantire la massima coerenza nelle risposte; ciò permette di uniformare anche la forma delle intestazioni delle voci oggetto di intervento, dopo averle controllate in SBN (gestionale) o in altre basi dati o repertori.
Oltre agli interventi capillari sui nomi degli autori personali, sono stati sinora necessari ed onerosi gli interventi su grosse voci quali BIBBIA e CHIESA CATTOLICA e sulle intestazioni relative a componimenti, convegni, congressi, congregazioni.

Di fatto il tipo di intervento adottato si è allontanato sempre di più da un recupero da scheda "semplice", e si cerca costantemente di raggiungere un equilibrio tra le esigenze del progetto e la finalizzazione al riversamento in SBN; si sta inoltre valutando la possibilità di differenziare gli interventi e di procedere alla cattura delle registrazioni presenti in SBN, nel caso si trovino nel corso della ricerca per il controllo delle intestazioni.
Sono al momento disponibili per la consultazione sull'OPAC di Polo i primi 250 cassetti del catalogo, su un totale degli originari 938 (ora "allargati" a 1013), corrispondenti alla voci da A a COLONNA, ed il lavoro di revisione e correzione è già arrivato alla voce FONTANUS (attuale cassetto 381); si confida che la retroconversione venga completata entro il 2001.

Hanno sinora preso parte al progetto i colleghi: Maurizio Messina, Umberto Ciotola e Stefano Frassetto per gli aspetti informatici, Maria Grazia Negri e Renata Tiozzo, cui sono principalmente affidate le attività di controllo catalografico, con il supporto di Carla Viscusi, Paola Margarito, Dino De Marchi, Cristina Rumore. Ci si è inoltre avvalsi della collaborazione di volontari e della consulenza della CODESS.

Stefania Rossi Minutelli

Censimento Cinquecentine

Nel 1982 la Marciana ha aderito al progetto di Censimento Nazionale delle Edizioni Italiane del XVI secolo, promosso l'anno precedente dall'ICCU (Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche Italiane e per le Informazioni Bibliografiche, Roma) allo scopo di far seguito all'IGI (Indice Generale degli Incunaboli delle Biblioteche d'Italia, Roma 1943-1981) per la creazione di una bibliografia nazionale retrospettiva. A tutt'oggi sono stati restituiti all'ICCU i tabulati relativi agli Autori con lettere A-G, ed è in fase di controllo il tabulato della lettera H.

L'ICCU, dopo aver confrontato i dati inviati dalle biblioteche, pubblica periodicamente i volumi per ogni lettera (attualmente: A-C) in forma di Short-Title ed ha in programma per il futuro di riversare le notizie nell'archivio in linea del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN).
Di pari passo con il Censimento, la Biblioteca ha avviato la catalogazione delle proprie cinquecentine con il metodo ISBD (A) (International Standard Bibliographic Description for Older Monographic Publications, Antiquarian), operando il recupero e l'identificazione degli esemplari attraverso le vecchie schede dei Cataloghi Topografico ed Autori, e le indicazioni manoscritte che si trovano nei registri del Fondo Antico.

Parallelamente, sono in corso di allestimento due Cataloghi speciali: Cinquecentine e Tipografi. Tutto il lavoro viene svolto dal Gruppo Catalogazione Libro Antico e Censimento.

Marialuisa Corsa

Periodici

Il settore periodici, che comprende circa 3500 titoli di cui 900 correnti, è da tempo in via di revisione e di riordino. Più della metà è già stata inserita nel circuito del Servizio Bibliotecario Nazionale; l'inserimento totale dei dati e la stesura di un elenco cartaceo aggiornato sono previsti entro breve.
Tramite librerie antiquarie si cerca di completare le raccolte lacunose; per il futuro l'indirizzo è naturalmente quello di privilegiare lèacquisto di CD-ROM, come è già stato fatto per molti repertori come per esempio IBZ, IBR, MLA, BNF, NOSP, BNI.

La Biblioteca possiede ora la raccolta completa del GAZZETTINO. Nel 1998 èstato infatti concluso l'acquisto del microfilm (fino al 1981), che supplisce alle lacune della copia cartacea.
Il microfilm è già a disposizione dei lettori che ne possono ottenere facilmente copia. E' inoltre allo studio un progetto per digitalizzare in sede giornali quali L'ADRIATICO (1887 - 1917) e LA GAZZETTA DI VENEZIA - già Urbana Veneta, Veneta Privilegiata, Urbana Privilegiata - (1788 - 1866), di grande interesse locale.

Marica Michieli

Ufficio Accessioni

Nel 1998 è stata catalogata e messa a disposizione degli studiosi gran parte della raccolta casanoviana appartenuta a Ulrich Middeldorf, acquistata dalla Biblioteca nel 1997. Ad essa si sono aggiunti altri volumi sul medesimo argomento acquisiti nel 1998.

In occasione del 2. Salone dei Beni Culturali svoltosi a Venezia dal 3 al 6 dicembre 1998, è stato presentato il catalogo accompagnato da alcune originali illustrazioni scelte fra le più significative presenti nelle opere.

Il catalogo è disponibile nel sito della Biblioteca all'indirizzo:

Patrizia Bravetti

Nuova donazione

La Marciana si è arricchita recentemente di un'importante raccolta di libri francesi donata da un amico di Venezia, Jean-Pierre Selz. Si tratta della biblioteca dello zio Léon Pierre Quint (1895-1958), raffinato letterato e scrittore, amico di Proust, Gide, Malraux, Aragon, Eluard, Montherlant, e di molti altri tra i maggiori scrittori del nostro tempo; a molti di essi egli dedicò studi critici di grande acutezza. Fondò inoltre la casa editrice "Sagittaire". Il fondo donato contiene molte opere degli scrittori ora ricordati in rare edizioni: esso verrà catalogato al più presto e posto a disposizione del pubblico.

La donazione è stata presentata il 27 ottobre 1998 ad una riunione organizzata presso il Consolato di Francia, grazie alla cortesia del Console onorario Frédéric Bouilleux, nel corso della quale Jean-Pierre Selz, ricordando la figura di Léon-Pierre Quint, ha detto: "Questo uomo curioso, pieno di spirito, refrattario alle convenzioni, sarebbe stato felice che il suo tragitto intellettuale sboccasse in una città che è un miracolo per la sua concezione, la sua storia, la sua bizzarria intrinseca. Léon-Pierre Quint era il prototipo dell'umanista, pronto ad esplorare tutte le piste del pensiero.

Figlio di banchieri ebrei tedeschi, con relazioni nel mondo della finanza, il suo destino sarebbe stato di perpetuare la tradizione famigliare. Il suo carattere, i suoi gusti, le sue frequentazioni letterarie gli fecero scegliere una strada assai diversa. Cacciatore di idee, scopritore di talenti, esploratore di testi, mio zio braccava gli aspetti nascosti delle opere che leggeva con la sicurezza di un rabdomante armato della sua bacchetta di nocciolo."

A.B.

Novità
  • Dal 1. marzo, nella sala cataloghi, sono a disposizione degli utenti alcune postazioni di personal computer per la consultazione in linea del catalogo del Polo veneziano SBN (Servizio Bibliotecario Nazionale) e dell'Indice SBN di Roma.
  • I MUSEI DI PIAZZA S. MARCO - Percorso integrato - biglietto unificato
    Palazzo Ducale, Museo Correr, Museo Archeologico Nazionale di Venezia,
    Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana

    Cuore pulsante della vita politica e religiosa della Serenissima, San Marco continua ad essere ancor oggi irrinunciabile polo d'attrazione, fondata su una compatta qualita culturale, su una rendita storico-artistica di immenso valore e significato. In questo contesto, offrire in un unico percorso le diverse e complementari realtà museali affacciate sulla piazza assume il carattere di una scelta strategica, oltre ad essere il primo esperimento in Italia di una fertile sinergia tra Musei dello Stato e della città.
Trasparenze imperiali Vetri romani dalla Croazia

Trasparenze imperiali Vetri romani dalla Croazia3 dicembre 1998 - 21 febbraio 1999
Più di trecento sono stati i preziosi e delicati oggetti esposti in questa mostra, che hanno ripercorso le principali tipologie e i metodi di lavorazione del vetro dal I secolo a.C. al IV secolo d.C.: grandi olle cinerarie trasparenti, presentate insieme con altri elementi del corredo funerario, e poi vetri d'uso comune e vetri pregiati, bottiglie, ampolle per olii, fiale, balsamari, piatti, coppe e bicchieri da tavola, presentati in alcuni esemplari rarissimi, e infine oggetti curiosi quali i tiralatte per nutrici o i raffinati contenitori di prodotti di bellezza alcuni dei quali di importazione egizia.

Vasi e bottiglie colorate La mostra, curata da Carla Alfano e organizzata dall'Istituto Scambi Culturali Italia Croazia (ISCIC), è giunta nelle sale della Libreria Sansoviniana dopo essere stata ospitata a Roma, a Palazzo Barberini e in Portogallo.

Per il 1999 è prevista una tappa ad Ancona, mentre sono in programma, per il futuro, altri allestimenti in diverse città italiane e straniere. Il catalogo è stato pubblicato da Skira.

A.B.

Jorge Luis Borges 1899-1999

Jorge Luis Borges 1899-199931 marzo - 30 aprile 1999
Nell'ambito dei rapporti di cooperazione culturale tra l'Italia e l'Argentina, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Ufficio Centrale per i Beni Librari, le Istituzioni Culturali e l'Editoria) ha promosso, d'intesa con la Presidenza della Repubblica Argentina (Segreteria della Cultura) e la Fondazione Internazionale Borges, la mostra "Jorge Luis Borges 1899 - 1999", in occasione del centenario della nascita del grande scrittore. Jorge Luis Borges Alla cerimonia inaugurale, il 31 marzo (Sala del Piovego di Palazzo Ducale) sono intervenuti il Presidente della Repubblica Argentina, Carlos Menem, l'on. Giovanna Melandri, Ministro per i Beni e le Attività Culturali, il prof. Francesco Sicilia, Direttore Generale per i Beni Librari, le Istituzioni Culturali e l'Editoria, il Sindaco di Venezia, prof. Massimo Cacciari e Maria Kodama de Borges, Presidente della Fondazione Internazionale Jorge Luis Borges e vedova dello scrittore.

In mostra sono stati esposti i libri e le riviste appartenute a Borges ed a cui collaborò, prime edizioni delle sue opere, oggetti personali, premi, onorificenze, diplomi, manoscritti autografi, tra cui quello del Manuale di zoologia fantastica. La mostra, ideata per essere itinerante, dopo Venezia sarà allestita, nel 1999, a Parigi, Madrid, Buenos Aires e Berlino; nel 2000, a Barcellona, Valencia, Ginevra, Palma di Majorca, Città del Messico e New York.
L'originale struttura espositiva, un labirinto su due piani, è stata realizzata grazie alla collaborazione tra gli architetti argentini Fornari e Bobrowicki e la Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici di Venezia (arch. Stefano Filippi).

Il catalogo della mostra, curata da Irma Zangara, è stato pubblicato dall'editore Franco Maria Ricci.

A.B.

Celebrazioni per il Polifilo

Il 31 ottobre scorso la Biblioteca Marciana ha celebrato il quinto centenario della Hypnerotomachia in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura della Città di San Donà di Piave e con lo Harry Ransom Humanities Research Center.

Articolato nei due momenti della giornata di studi e della mostra biblio-iconografica e documentaria (Verso il Polifilo 1499-1999. Catalogo della mostra, a cura di D. Casagrande e A. Scarsella, "Miscellanea Marciana" XIII, 1998), il progetto "Verso il Polifilo (1499-1999)" ha inteso attirare l"attenzione sul duplice nodo costituito dall"esistenza problematica del romanzo, attribuito tradizionalmente (e non senza ambiguità) a Francesco Colonna, e dalla sua presenza ufficiosa ma significativa nel catalogo di Aldo Manuzio.

Mentre tra i rari pezzi esposti va sottolineata la presenza finora inedita di un esemplare aldino degli Asolani, proveniente dalla collezione della Cassa di Risparmio di Venezia e miniato dalla mano finissima di Benedetto Bordon (per cui vedi il contributo di Susy Marcon in catalogo), meritano menzione la sagacia dei curatori (quasi registi si direbbe, sulla base della sceneggiatura costituita dalla più difficile materia rinascimentale) nella preparazione delle schede di accompagnamento e nell'allestimento dei ricchi pannelli espositivi, realizzati grazie alla competenza tecnica del dr. Giancarlo Verdica.

Pur non deludendo le attese del folto pubblico, prevalentemente di bibliofili e storici dell'arte, accorso a San Donà per l'occasione, le relazioni di Giovanni Pozzi e di Maurizio Calvesi hanno percorso binari tradizionalmente paralleli, per rigore e fascino dell'argomentazione, ma assolutamente divergenti in quanto ai contenuti: il primo con un ampio excursus metodologico ha escluso la possibilità di rovesciare il fondamento filologico dell'attribuzione a Fra Francesco Colonna veneziano; il secondo ha preannunciato la produzione di documenti nuovi relativi alla ricezione del Polifilo presso la famiglia Colonna di Roma.

Secondo le conclusioni tracciate da Feliciano Benvenuti dopo la lunga giornata di lavori (di cui sono in preparazione gli atti) il piatto della bilancia non sembra pendere decisamente più da parte veneziana che da parte romana. Urge quindi un successivo rinvio a giudizio relativo al misterioso addebito di paternità dell'opera che, consegnato ad un acrostico, non cessa di appassionare.

Chiara Callegari

Sito Internet

Dal novembre 1998 la Biblioteca Marciana ha aperto il proprio sito Internet ufficiale, all'indirizzo: <https://bibliotecanazionalemarciana.cultura.gov.it/>

Al suo interno si possono trovare tutte le informazioni utili, dalla storia alla descrizione dell'edificio, dagli orari agli ultimi servizi offerti, dalla bacheca con le iniziative e avvenimenti alla versione on-line della Newsletter, dalle pagine mirate alle ricerche in Internet alla consultazione del catalogo tramite l'OPAC (On line Public Access Catalog).

Dopo aver "navigato" per qualche anno nei vari siti di biblioteche, università ed altri enti pubblici, si è arrivati alla conclusione che quelli "migliori", cioè quelli rivisitati più volentieri, risultavano quelli che favorivano la leggibilità e la velocità di accesso; si è deciso allora di creare un sito semplice, che non rincorresse tutte le innovazioni tecnologiche, ma che permettesse anche a quelli che fossero in possesso di vecchi strumenti di navigazione (e sono molti), di accedere con facilità alle informazioni ivi contenute.
Al suo interno ad esempio, non vi sono i frame. I frame sono quegli utili riquadri che dividono lo schermo in più finestre che interagiscono tra di loro; utili ma anche famosi per creare dei rallentamenti a catena, tanto che è nato un Club internazionale chiamato: "Io odio i frames".

L'architettura delle pagine non è basata su Javascript o su compilazioni di programmi, in quanto questi non sono supportati da tutti i computers; non si troveranno neanche scritte in movimento od elementi multimediali (suoni, filmati, ecc.) perchè abbisognano di molta memoria e causano, purtroppo, ulteriori rallentamenti nella fruizione delle pagine.
Le immagini non sono molte e sono presenti soltanto nelle pagine che illustrano la storia della Biblioteca e degli edifici che la ospitano, mentre sono state bandite nelle pagine di lavoro, quelle che servono davvero per fare ricerche e navigare per il mondo.

Si è voluto inoltre pensare anche a chi, per diversi motivi, non può usufruire delle immagini, e che lavora soltanto con dei browsers che supportano solo testo; si è cercato quindi di attenersi il più possibile al "Progetto per l'accesso al Web" del NCAM (National Center for Accessible Media) di Boston, che propone uno standard internazionale per l'accesso ad Internet per i disabili. Per questo motivo non vi sono, tra l'altro, tabelle incorniciate; ad ogni immagine, dove è stato possibile, oltre ad esserci la normale riga di testo alternativo (quella che appare se si disabilita la lettura delle immagini nel browser), c'è un link (cioè l'immagine è cliccabile sullo schermo) ad un testo che ne illustra il contenuto. Presto sarà in rete anche la versione completa in lingua inglese, che per ora è limitata alla versione on-line della Newsletter.

Maurizio Vittoria

Il volontariato in Biblioteca

Tra le molteplici attività della biblioteca, una è particolarmente rivolta alla formazione. Grazie alla legge quadro n. 266/91 sul volontariato - convertita nella legge n. 433/92 che valorizza questa forma di scambio tra istituzione e privati come espressione di "partecipazione, solidarietà e pluralismo [...] e ne favorisce l'apporto originale per il conseguimento delle finalità di carattere sociale, civile e culturale individuate dallo Stato" - la Biblioteca Marciana ha stipulato, il 15 luglio 1993, una convenzione con l'Associazione "Amici dei Musei e Monumenti Veneziani", che da molti anni svolge attività di volontariato culturale a Venezia.

Questa organizzazione, aderente al Centro Nazionale per il Volontariato, si è impegnata a fornire a titolo gratuito la propria collaborazione tramite i suoi soci, secondo le modalità concordate in un programma articolato di attività (catalogazione corrente e retrospettiva, esposizioni bibliografiche, fruizione da parte del pubblico sia tramite la lettura in sede che tramite il prestito, ecc.) .

Da parte sua la Marciana si è impegnata a inserire il volontario in una realtà operativa che preveda momenti di formazione finalizzati alla migliore conoscenza delle procedure di lavoro e del patrimonio culturale cui l'attività si riferisce. Si è ritenuto, a sei anni di distanza dal varo di questa iniziativa, di presentarne un bilancio, sia per valutarne i risultati, sia per divulgarne l'esistenza, forse ancora non troppo nota al pubblico.

Dal 1993 al 1999 (dati aggiornati all'aprile di quest'anno) si sono avvicendati in Biblioteca 32 volontari, per l'85% donne, mediamente 5 ogni anno. L'età media si attesta sui 29 anni. A questa attività si rivolgono quindi per la maggior parte laureati (pari all'87%; solo 3 in possesso del diploma di scuola superiore e 1 della licenza media). Di questi tuttavia solo 5 (il 18%) avevano conseguito il titolo specifico in Conservazione dei Beni Culturali, mentre la maggioranza (pari al 68%) proveniva dalla facoltà di Lettere; rappresentate anche le lauree in lingue e letterature straniere (3), e in storia (1). Il periodo medio di permanenza in biblioteca è di sei mesi, che comunque rappresenta il periodo minimo per ottenere un apprendimento soddisfacente. Si sono verificati tuttavia casi, non infrequenti, di volontari che hanno chiesto di prolungare il loro servizio fino a 12 e 15 mesi.

Per quanto riguarda la provenienza geografica, solo il 34 % proveniva da Venezia centro storico, mentre il 40% abitava in Terraferma e nella provincia di Venezia (Mestre, Marghera, Mira, Jesolo, Portogruaro, Spinea, Oderzo, Adria); quattro volontari risiedevano in altre provincie del Veneto (Treviso, Verona, due a Belluno), tre in Friuli Venezia Giulia (due a Pordenone e uno a Trieste); una sola presenza dall'estero, e precisamente dalla Francia.

Per quanto riguarda gli uffici che hanno accolto i volontari si nota un maggiore interesse dei seguenti settori: Servizi al pubblico (8), Mostre (7), Catalogazione del libro moderno (6), Bibliografia dei manoscritti (5), ma sono stati interessati anche il Prestito interbibliotecario (2), l'Ufficio acquisizioni (2), l'Ufficio GOLEM (1). Un volontario, poi, ha seguito soltanto un breve corso di catalogazione e non è stato inserito in alcun servizio.

Un ultimo elemento interessante da valutare, infine, è la destinazione sul mercato del lavoro di coloro che hanno, finora, concluso il loro volontariato in Marciana. I dati sono incoraggianti: il 65% ha trovato un'occupazione. Quattro di loro hanno vinto un concorso come bibliotecari, mentre una decina svolge attività di catalogazione e/o di ricerca bibliografica in proprio o attraverso cooperative culturali; gli altri svolgono invece un impiego non pertinente al mondo bibliotecario.

Annalisa Bruni

2° Salone dei Beni Culturali

2° Salone dei Beni CulturaliVenezia, Centro Culturale Zitelle
3 - 6 dicembre 1998

Anche nel 1998 la Biblioteca Marciana ha partecipato all'importante appuntamento del Salone dei Beni Culturali di Venezia, all'interno dello Stand dell'Ufficio Centrale per i Beni Librari, le Istituzioni Culturali e l'Editoria, al quale ha collaborato attivamente.

Come momento autonomo di promozione delle proprie attività, nell'ambito del Salone, la Biblioteca ha organizzato sabato 5 dicembre, presso la Sala Coro, un incontro pubblico, condotto da Annalisa Bruni, nel corso del quale si sono succeduti gli interventi di Piero Falchetta, che ha illustrato i progetti in corso relativamente al settore delle carte geografiche; Maurizio Vittoria, che ha presentato il sito Internet della Biblioteca; Stefano Frassetto, che ha parlato dell'OPAC (On-line Public Access Catalog) del Polo SBN di Venezia; Susy Marcon, che ha illustrato il progetto HISTORIA e ha presentato le più recenti edizioni in facsimile di manoscritti marciani, mentre Alessandro Scarsella ha concluso relazionando relativamente alle attività culturali della biblioteca e ha presentato le più recenti pubblicazioni.

A.B.

Il volontariato in Biblioteca

Tra le molteplici attività della biblioteca, una è particolarmente rivolta alla formazione. Grazie alla legge quadro n. 266/91 sul volontariato - convertita nella legge n. 433/92 che valorizza questa forma di scambio tra istituzione e privati come espressione di "partecipazione, solidarietà e pluralismo [...] e ne favorisce l'apporto originale per il conseguimento delle finalità di carattere sociale, civile e culturale individuate dallo Stato" - la Biblioteca Marciana ha stipulato, il 15 luglio 1993, una convenzione con l'Associazione "Amici dei Musei e Monumenti Veneziani", che da molti anni svolge attività di volontariato culturale a Venezia.

Questa organizzazione, aderente al Centro Nazionale per il Volontariato, si è impegnata a fornire a titolo gratuito la propria collaborazione tramite i suoi soci, secondo le modalità concordate in un programma articolato di attività (catalogazione corrente e retrospettiva, esposizioni bibliografiche, fruizione da parte del pubblico sia tramite la lettura in sede che tramite il prestito, ecc.) .

Da parte sua la Marciana si è impegnata a inserire il volontario in una realtà operativa che preveda momenti di formazione finalizzati alla migliore conoscenza delle procedure di lavoro e del patrimonio culturale cui l'attività si riferisce. Si è ritenuto, a sei anni di distanza dal varo di questa iniziativa, di presentarne un bilancio, sia per valutarne i risultati, sia per divulgarne l'esistenza, forse ancora non troppo nota al pubblico.

Dal 1993 al 1999 (dati aggiornati all'aprile di quest'anno) si sono avvicendati in Biblioteca 32 volontari, per l'85% donne, mediamente 5 ogni anno. L'età media si attesta sui 29 anni. A questa attività si rivolgono quindi per la maggior parte laureati (pari all'87%; solo 3 in possesso del diploma di scuola superiore e 1 della licenza media). Di questi tuttavia solo 5 (il 18%) avevano conseguito il titolo specifico in Conservazione dei Beni Culturali, mentre la maggioranza (pari al 68%) proveniva dalla facoltà di Lettere; rappresentate anche le lauree in lingue e letterature straniere (3), e in storia (1). Il periodo medio di permanenza in biblioteca è di sei mesi, che comunque rappresenta il periodo minimo per ottenere un apprendimento soddisfacente. Si sono verificati tuttavia casi, non infrequenti, di volontari che hanno chiesto di prolungare il loro servizio fino a 12 e 15 mesi.

Per quanto riguarda la provenienza geografica, solo il 34 % proveniva da Venezia centro storico, mentre il 40% abitava in Terraferma e nella provincia di Venezia (Mestre, Marghera, Mira, Jesolo, Portogruaro, Spinea, Oderzo, Adria); quattro volontari risiedevano in altre provincie del Veneto (Treviso, Verona, due a Belluno), tre in Friuli Venezia Giulia (due a Pordenone e uno a Trieste); una sola presenza dall'estero, e precisamente dalla Francia.

Per quanto riguarda gli uffici che hanno accolto i volontari si nota un maggiore interesse dei seguenti settori: Servizi al pubblico (8), Mostre (7), Catalogazione del libro moderno (6), Bibliografia dei manoscritti (5), ma sono stati interessati anche il Prestito interbibliotecario (2), l'Ufficio acquisizioni (2), l'Ufficio GOLEM (1). Un volontario, poi, ha seguito soltanto un breve corso di catalogazione e non è stato inserito in alcun servizio.

Un ultimo elemento interessante da valutare, infine, è la destinazione sul mercato del lavoro di coloro che hanno, finora, concluso il loro volontariato in Marciana. I dati sono incoraggianti: il 65% ha trovato un'occupazione. Quattro di loro hanno vinto un concorso come bibliotecari, mentre una decina svolge attività di catalogazione e/o di ricerca bibliografica in proprio o attraverso cooperative culturali; gli altri svolgono invece un impiego non pertinente al mondo bibliotecario.

Annalisa Bruni