A cura di Annalisa Bruni
Hanno collaborato:
Stefano Frassetto, Patricia Labalme, Marion Leathers Kuntz, Tiziana Plebani, Marino Zorzi
Traduzioni: Gregory Downling
Edizione a stampa (su carta ecologica, biodegradabile e riciclabile):
progetto grafico: Massimo Grandese
stampa: Grafiche Liberalato s.n.c. Mestre-Venezia
Edizione on line: Maurizio Vittoria
La biblioteca Marciana oggi
La Biblioteca Nazionale Marciana, coi suoi cento dipendenti, fa fronte ad un afflusso annuale di circa 33.500 presenze (a cui vanno aggiunti i 30.000 visitatori delle mostre allestite nella Libreria Sansoviniana) movimentando 67.000 opere attraverso la consultazione diretta in sede, oltre a circa 7.000 tramite i servizi di prestito locale, interbibliotecario nazionale e internazionale (i dati si riferiscono al 1997).
Essa è organo periferico del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Ufficio Centrale per i Beni Librari, le Istituzioni Culturali e l'Editoria, diretto dal Professor Francesco Sicilia.
Con i suoi 13.000 manoscritti, 2.884 incunaboli, 24.000 cinquecentine, 3.731 periodici (di cui 1.248 correnti) e circa 900.000 volumi la Marciana rappresenta una realtà organizzativa e gestionale di estrema complessità che non si limita alla distribuzione dei libri in essa conservati, ma deve soddisfare le più diverse esigenze, che vanno dalla richiesta di fotocopie, microfilm e riproduzioni fotografiche, all'informazione tramite l'accesso a banche dati su CD-Rom e in linea, dalla divulgazione e conoscenza del materiale in essa conservato tramite esposizioni interne ed esterne alla conservazione e tutela del materiale stesso, dalla catalogazione dei nuovi acquisti e dei fondi antichi allo studio dei medesimi attuato con la pubblicazione della rivista "Miscellanea Marciana", senza dimenticare l'attività d'incremento delle proprie collezioni che permette di arricchire ogni anno il patrimonio, già vasto, di circa 4.000 volumi, oltre ad un certo numero di manoscritti d'interesse veneziano e opere d'antiquariato.
Le possibilità offerte poi dalle nuove tecnologie informatiche stanno cambiando rapidamente il volto della biblioteca, che ha colto l'importanza di acquisire sempre maggiore confidenza con strumenti innovativi che permettono una gestione più rapida ed efficace del prezioso materiale in essa conservato, consentendo contemporaneamente una maggiore tutela degli originali.
La Biblioteca Nazionale Marciana, ad un osservatore poco informato, potrebbe in questo senso riservare molte sorprese: entro le nobili ed antiche architetture sansoviniane, infatti, la Marciana ospita da qualche anno una vasta serie di progetti ed iniziative informatiche tra le più innovative e moderne.
Progetti attuali
Il primo progetto realizzato è il Servizio Bibliotecario Nazionale (meglio noto con la sigla SBN): un sistema che intende creare una sorta di unità virtuale, in rete, tra tutte le biblioteche d'Italia. La catalogazione partecipata degli acquisti, a partire dal 1990, permette attualmente di consultare in linea un indice nazionale del patrimonio librario nazionale posseduto, consentendo all'utente, in tempo reale, di conoscere presso quale biblioteca è conservato il volume che gli interessa. Attraverso il prestito interbibliotecario quello stesso volume può essere richiesto e quindi consultato.
La Marciana è a capo del polo veneziano SBN, cui partecipano tutte le biblioteche cittadine: essa gestisce il centro elaborazione dati, sito nell'Isola di S. Giorgio, coordina e sostiene l'azione dei membri partecipanti. Attualmente il polo veneziano immette nel sistema nazionale circa 30.000 titoli all'anno.
E' stato avviato il 30 giugno 1997 anche il recupero informatico del catalogo cartaceo alfabetico per autore attraverso il progetto GOLEM (riproduzione e riconversione retrospettiva su nastro magnetico in formato UNIMARC di parte del catalogo per autori a schede) che mira a mettere a disposizione degli utenti su supporto magnetico e attraverso una facile interfaccia di ricerca (OPAC) l'intero materiale a stampa della Marciana antecedente a quello gestito nell'ambito del progetto SBN, compresi quindi i fondi antichi.
E' previsto anche il riversamento dei dati nell'archivio nazionale SBN, la consultazione in biblioteca tramite un numero sufficiente di terminali a diretta disposizione del pubblico e l'accessibilità remota tramite la rete Internet. La biblioteca in un quadro del Canaletto
Particolare attenzione è riservata anche ai progetti europei, che la Marciana sta realizzando assieme ad altri partners stranieri. Altamente innovativo è il progetto HISTORIA (Heraldic Images Storing Applications. New Tools for Historical Research.
The Venetian contribution). Si tratta di un importante e utile strumento di lavoro offerto agli studiosi: testi e blasoni di genealogia e araldica veneziana sono stati digitalizzati ad alta definizione e inseriti in un programma di ricerca intelligente, con riconoscimento delle immagini.
In questo modo si intende creare una banca dati formata da opere di araldica e di storia di Venezia, manoscritti, documenti aventi per oggetto le famiglie veneziane, al fine di rendere agevole la ricerca sulle vicende di queste casate che tanto hanno contribuito alla storia europea. In questo progetto, che riserva grande spazio alle immagini, soprattutto stemmi, la Marciana è associata alle Università di Westminster, di Londra e al Benaki Museum di Atene.
Sempre in ambito europeo si è costituito il CERL (Consortium of European Research Libraries), cui la Marciana partecipa insieme alle maggiori biblioteche del vecchio continente con lo scopo di istituire una banca dati per il libro antico a stampa anteriore al 1830, che dovrebbe raccogliere complessivamente quattro milioni di registrazioni. Sono già stati caricati i dati della Bayerische Staatsbibliothek di Monaco e, nel novembre 1996,
erano in corso di inserimento quelli relativi alla Biblioteca Reale di Stoccolma, alla Biblioteca Nazionale di Slovenia e all'Istituto Centrale del Catalogo Unico.
Sono prossimi al completamento i "files" forniti dalle Biblioteche Nazionali di Londra, Parigi, Madrid, Olanda, Portogallo.
Altro progetto europeo in cui è impegnata la Marciana è AIDA (Alternatives for International Document Availability) il cui obiettivo è la progettazione, la realizzazione e l'esercizio sperimentale di due reti telematiche (in Italia e in Portogallo) con lo scopo di fornire il supporto informativo, commerciale ed amministrativo all'organizzazione di un sistema di servizi di prestito interbibliotecario (ILL) e di circolazione dei documenti a livello nazionale ed allo stesso tempo interconnesso con le principali reti di biblioteche e di servizi di prestito internazionali.
Il progetto AIDA si è concluso il 31 dicembre 1995 dopo un periodo di sperimentazione delle procedure e del modello organizzativo. Per il 1996 si è stabilito di continuare la sperimentazione in attesa che vengano ultimate le procedure di acquisizione del software da parte dell'amministrazione, condizione necessaria per l'integrazione delle procedure con quelle di SBN e per la definitiva messa a regime.
Tra i progetti nazionali che vedono la Marciana protagonista "Carte geografiche" prevede la catalogazione e la digitalizzazione di circa 6800 pezzi; fa parte, insieme ai progetti paralleli "Casta" della Biblioteca Palatina di Parma e "Illustrium Imagines" della Biblioteca Angelica di Roma, del progetto generale relativo a questo tipo di materiale approvato e finanziato con D.M. 145/1992 e giunto nel 1996 alla fase operativa.
Il progetto VENIVA rientra invece nel programma Esprit della UE. Oltre alla Marciana, vi partecipano l'Archivio di Stato di Venezia, il Politecnico di Vienna, l'Archivio di Stato di Vienna, l'Università di Atene, oltre ai privati incaricati di sviluppare i contenuti tecnici del progetto.
L'intento è quello di creare un sistema di condivisione di dati relativi ai documenti cartografici riguardanti relazioni fra Venezia, Vienna e le isole Egee, utilizzando un modello distributivo articolato a più livelli (dall'accesso diretto alle informazioni negli istituti dove i documenti stessi sono conservati, a quello remoto tramite Internet, all'attivazione di servizi a valore aggiunto riguardanti ricerche, pubblicazioni, riproduzioni, ecc.).
Il progetto SBM (servizio bibliografico musicale) si propone invece di rendere disponibili per gli utenti, anche attraverso un'interfaccia specifica, i dati bibliografici relativi a documenti musicali già immagazzinati su nastro magnetico dal precedente Progetto A.CO.M. (Archivio computerizzato musicale Veneto) e di costituire una base dati musicale in architettura client-server integrata nel piano complessivo di informatizzazione della Marciana. Il progetto, avviato il 1 luglio 1996, si è concluso nel mese di giugno 1997.
Altri due archivi digitali sono stati programmati per l'immediato futuro: l'intero fondo delle opere di Vincenzo Maria Coronelli, cartografo e geografo della Repubblica di Venezia (1650-1718), e le opere di musica veneziana del 1700 verranno riversati su supporto magnetico al fine di permetterne la consultazione in linea evitando il deterioramento degli originali, molto richiesti.
Quest'ultimo progetto sarà attuato in collaborazione con la Discoteca di Stato di Roma e con la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino. Si continua poi la riproduzione, con mezzi non informatici, di volumi antichi e di altro materiale di pregio; si è quasi ultimata la riproduzione in microfilm dei manoscritti. Si è fatto inoltre un esperimento di riproduzione in CD-Rom del patrimonio manoscritto: è disponibile quello dell'atlante di Battista Agnese.
Annalisa Bruni
La Libreria Sansoviniana
L'edificio della Libreria, opera di Jacopo Sansovino, fu eretto dal 1537 al 1553, limitatamente alle prime sedici arcate. L'opera di decorazione si protrasse fino al 1560. Nel 1588 Vincenzo Scamozzi intraprese la costruzione delle ultime cinque arcate verso il molo. La costruzione è a un solo piano, oltre al terreno.
Le arcate del piano terreno sono di odine dorico; sopra, una trabeazione dorica alterna triglifi e metope; sopra ancora si apre l'ordine ionico del loggiato, sovrastato a sua volta da un ricco fregio in cui si susseguono putti e festoni di fiori e frutta.
Nei sottarchi, una ricca decorazione scultorea. Sul coronamento, una balaustra sormontata da statue di divinità classiche, opera di Alessandro Vittoria e di altri noti artisti. Dal portale, ornato da due cariatidi ideate dal Vittoria, si accede ad uno scalone decorato da stucchi del Vittoria e da pitture di Battista Franco e Battista Dal Moro.
All'interno della Libreria si accede per una nobile scala a due rampe, con soffitto a volta e ripiani a cupola. Nei riquadri della volta e nelle cupole dei pianerottoli si alternano rilievi a stucco, dovuti ad Alessandro Vittoria, e affreschi di Battista Franco (nella prima rampa) e di Battista del Moro (nella seconda).
L'opera risale ad anni intermedi tra il 1553 (data che si è di recente trovata incisa in un riquadro) e il 1559; quindi anteriore alla Scala d'Oro di Palazzo Ducale. Vi si esprime un complesso disegno iconografico, che allude ad un processo ascensionale dello spirito, in una prospettiva neoplatonica; l'uomo condizionato dai pianeti e dagli elementi (prima rampa), giunge attraverso l'esercizio della virtù (seconda rampa) alla sapienza, raffigurata al culmine della scala, con il libro e il cerchio, simbolo dell'eternità.
Lungo la scala sono collocate sei colonne romane di marmi rari, provenienti dalla Basilica di S. Maria in Cannedolo di Pola. Al primo piano si nota nell'andito, a sinistra, uno dei rarissimi esemplari rimasti della magnifica veduta di Venezia a volo d'uccello di Jacopo de' Barbari (anno 1500), capolavoro d'arte e insieme riproduzione, di assoluta precisione, della reale forma della città.
Le rilevazioni e l'incisione furono eseguite da una squadra di tecnici, organizzata dal mercante tedesco Anton Kolb. Il pittore Jacopo de' Barbari curò la decorazione. Nella cupola del soffitto, stucchi e riquadri raffiguranti la musica, allusione all'armonia. Il Vestibolo venne concepito dal Sansovino come sala destinata a lezioni di materie umanistiche, rivolte a patrizi e cittadini.
Nel 1587 il patriarca di Aquileia Giovanni Grimani decise di donare alla Repubblica la sua raccolta di statue e rilievi antichi, soprattutto greci; e il luogo prescelto per riporre la preziosa collezione fu il Vestibolo, che venne così trasformato - su disegno del patriarca stesso e di Vincenzo Scamozzi - in Museo Statuario della Repubblica. Nella sala trovarono una pittoresca collocazione circa duecento pezzi marmorei, sistemati in modo da ricreare una sorta di foro antico.
Nel 1811, per volontà napoleonica, la sala fu sgomberata. Oggi rimangono sul posto solo pochi pezzi, tutti di arte romana. Gli altri sono conservati al Museo Archeologico di Venezia. Attraverso un nobile portale si accede alla sala della Libreria, il vero cuore dell'edificio, costruito appositamente per ospitare la raccolta libraria della repubblica.
Tale raccolta era costituita allora dalla biblioteca del cardinale Bessarione, da lui donata a Venezia nel 1468. I suoi preziosissimi codici (circa mille, in buona parte greci) vennero qui collocati nel 1560; nel periodo di attesa, tra la donazione e l'apertura al pubblico della Libreria, essi erano stati conservati nel Palazzo Ducale e poi nella Chiesa di S. Marco.
Il soffitto venne ornato di pitture tra il 1555 e il 1559: una decorazione a grottesche, su fondo oro, dovuta a Battista Franco e ventuno tondi, opera di sette diversi pittori, i più moderni del momento.
I primi tre tondi (a partire dall'ingresso), quelli di Giovanni De Mio detto Fratina sono i più lontani dalla pittura tradizionale veneziana, sia per la prevalenza del disegno, sia per il colore bruno e freddo. Giuseppe Porta detto il Salviati (seconda sequenza di tondi) e Battista Franco (terza sequenza di tondi) appaiono legati alla loro formazione romanistica. Giulio Licinio (quarta terna di tondi) subisce l'influenza di Tiziano e quella del Franco. Giovanni Battista Zelotti (quinta sequenza di tondi) tenta di misurarsi con il Veronese, ma questi (penultima sequenza di tondi) trionfa con la felicità dei suoi colori con cui, come scrive il Ridolfi "secondò la gioia, rese pomposa la bellezza, fece più festevole il riso".
La fluidità cromatica di suggestione tizianesca degli ultimi tre tondi di Andrea Meldolla detto lo Schiavone chiude il ciclo, il cui disegno iconografico richiama da una parte le possibili attività che si aprono al patrizio o al cittadino al servizio della Repubblica, dall'altra le discipline che rappresentano gli elementi costitutivi del sapere.
Due tondi, rovinati dalla pioggia, furono rifatti nel 1635: sono quelli del Padovanino e di Bernardo Strozzi. Gli artisti del soffitto, che erano stati scelti dai Procuratori di San Marco, d'accordo col Sansovino e con Tiziano, dichiararono unanimi che il migliore tra loro era stato il Veronese; e i Procuratori donarono a quest'ultimo, in segno di gratitudine, una catena d'oro: così narra il Ridolfi, che vide la catena in casa di un nipote del Veronese.
Alle pareti vennero collocati, tra il 1562 e il 1572, numerosi ritratti di antichi Filosofi per ricreare un ambiente simile a quello delle biblioteche dell'antichità. A questo ciclo partecipò anche il grande escluso dal ciclo del soffitto, Tintoretto, che peraltro era già stato attivo nella decorazione del Vestibolo, con tele oggi disperse in varie collezioni.
I due Filosofi al lato del portale sono di Paolo Veronese. Sulla sinistra, i primi due sono dello Schiavone. Seguono quattro Filosofi di Tintoretto (il più ammirato di essi era un tempo Diogene, il penultimo della parete). Del Tintoretto sono anche i due sulla parete di fondo (ma per quello di destra vi sono incertezze).
Sulla parete destra, verso la piazzetta: La Fede, di Benedetto Caliari; Prometeo, di Giuseppe Porta detto il Salviati (ma la testa rifatta da Pietro Vecchia); un Filosofo del Salviati; uno del Franco; uno di Lambert Sustris; La Carità di Benedetto Caliari.
Mostre
Lo Statuario Pubblico della Serenissima.
Due secoli di collezionismo di antichità: 1596-1797
La mostra "Lo Statuario Pubblico della Serenissima. Due secoli di collezionismo di antichità: 1596-1797", che si è tenuta a Venezia presso la Biblioteca Nazionale Marciana dal 6 settembre al 2 novembre 1997, ha voluto richiamare l'attenzione su di un avvenimento che ebbe larga eco nel mondo della cultura e che suscitò l'interesse di visitatori e studiosi da ogni parte d'Europa: l'apertura del primo museo pubblico di scultura antica.
Grazie alle donazioni del cardinale Domenico Grimani, nel 1523, e del nipote Giovanni, patriarca di Aquileia, nel 1587, più di 200 sculture antiche, tra le quali numerosi originali greci, vennero collocate con ricca scenografia, su progetto di Vincenzo Scamozzi e dello stesso Giovanni Grimani, nell'Antisala della Libreria di San Marco. Ingranditosi nel corso degli anni successivi con altre donazioni, lo Statuario venne visitato da una lunga serie di studiosi e di "turisti" di qualità (da Coryat a Montfaucon, da de Brosses a Winckelmann). I raffinati disegni di Anton Maria Zanetti il Giovane ci tramandano l'aspetto che la sala allora presentava. La caduta della Repubblica nel 1797 segnò la fine di questo gioiello di cultura e bellezza. Fu solo agli inizi del XX secolo che il Museo Archeologico Nazionale diede alle statue nuova e definitiva sistemazione.
La mostra ha illustrato la storia dello Statuario e ha riunito nella sede originaria opere d'arte greca e romana, assieme a dipinti, sculture moderne, documenti d'archivio, manoscritti, cataloghi illustrati utili a ricostruirne le vicende. Il visitatore ha potuto così, in un'unica e irripetibile occasione, ammirare l'allestimento museografico da Giovanni Grimani, collezionista e promotore dell'istituzione, ad Antonio Canova, ultimo progettista, nonché apprezzare i singoli componenti della collezione dello Statuario Pubblico: statue e ritratti antichi, gemme e cammei, bronzi antichi e rinascimentali, monete. Particolare attenzione è stata dedicata alle complesse e talora avventurose vicende che hanno portato a Venezia opere d'arte antica e all'impatto che esse hanno avuto nella cultura antiquaria veneziana, dando luogo a una particolare produzione di copie e imitazioni "all'antica".
L'importanza della presenza degli oggetti antichi a Venezia è sottolineata anche dalla fama degli artisti che nei due secoli di vita dello Statuario si dedicarono al restauro delle statue (da Tiziano Aspetti e Alessandro Vittoria ad Antonio Canova e Giuseppe Volpato), o che ne subirono il fascino e l'influenza (da Tiziano a Tintoretto e Canova).
Il percorso espositivo si è articolato nel riallestimento di due pareti dello Statuario Pubblico nell'Antisala della Libreria Marciana, seguendo i disegni settecenteschi di Anton Maria Zanetti il Giovane, per poi procedere nella sala della Libreria all'esposizione in vetrine del materiale non statuario.
Seta e oro La collezione di tessuti di Mariano Fortuny
16 novembre 1997 - 24 febbraio 1998
A pochi giorni di distanza dalla chiusura della mostra rievocativa dello Statuario Pubblico della Serenissima, la Biblioteca Nazionale Marciana ha riaperto i saloni rinascimentali della Libreria Sansoviniana con una nuova esposizione dedicata a Mariano Fortuny (1871 - 1949). Del poliedrico talento spagnolo è nota, in Italia e all'estero, la produzione pittorica, scenografica e, in particolare, di stampa su seta e di creazioni di moda: attività per le quali si ispirava largamente alla collezione di tessuti iniziata dai suoi genitori e da lui stesso incrementata e conservata nel palazzo veneziano Pesaro degli Orfei dove risiedeva, divenuto ora museo comunale a lui intitolato.
Nelle vetrine del Salone della Libreria Sansoviniana sono stati esposti per la prima volta, in questa eccezionale occasione, un centinaio di esemplari di stoffe, ricami e vesti selezionati dalla collezione Fortuny che fu acquistata nel 1965 dalla Cassa di Risparmio di Venezia e da allora gelosamente custodita nei forzieri della banca. La selezione di un così prezioso materiale, effettuata dalla curatrice della mostra Prof.ssa Doretta Davanzo Poli, ha permesso al visitatore di seguire l'evoluzione (dal Rinascimento all'Ottocento) delle più importanti tipologie decorative seriche prodotte non solo a Venezia, Firenze, Genova, ma anche in Francia, Spagna, Inghilterra e perfino in Oriente (Egitto, Persia, Turchia, India, Cina e Giappone).
Non si tratta di piccoli campioni, ma di drappi di notevoli dimensioni (utilizzati da Fortuny nel raffinato e decadente arredo della sua abitazione veneziana), di paramenti liturgici (pianete, tonacelle, piviali) e di vesti etnografico-aristocratiche di area asiatica, di grande spettacolarità, come viene testimoniato dall'immagine scelta per la copertina del catalogo e il manifesto dell'eposizione: una veste tessuta per il "piccolo imperatore", identificabile come tale dalla presenza di ben diciotto draghi a cinque artigli. Ai tessuti si è aggiunta un'importante rassegna di documenti inediti, foto, disegni, lettere e campioni tessili relativi alla vita e all'attività di Mariano Fortuny, provenienti dal Fondo Mariutti Fortuny conservato presso la Biblioteca Nazionale Marciana e finora mai portato a conoscenza del pubblico.
(A.B.)
La disinfestazione da tarli
Il rischio di un attacco biologico, da parte di insetti e microrganismi, è comune a tutte le biblioteche, archivi ed istituti museali; in genere non v'è luogo di conservazione che non mostri tracce di parziali od estese infestazioni. Fino ad oggi la lotta a questi insetti è stata effettuata ricorrendo ad insetticidi e pesticidi che comportano rischi per la salute degli operatori e del pubblico: infatti le sostanze assorbite dagli oggetti vengono poi lentamente rilasciate negli ambienti. La Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, che conserva circa un milione di volumi, si è trovata recentemente a fronteggiare una seria invasione di anobidi (gli insetti comunemente chiamati tarli) in un vasto deposito di libri che ospita, tra l'altro, la collezione degli esemplari aldini; ciò ha dato avvio ad un rigoroso progetto di intervento, effettuato a più livelli, per fermare il degrado biologico.
La crescente attenzione verso l'ambiente e la salvaguardia della salute ha reso urgente lo studio e l'adozione di nuovi metodi "più puliti" per proteggere e conservare il patrimonio artistico e culturale: il lavoro, in avanzato corso di realizzazione presso la Marciana, è stato concepito sulla base di queste considerazioni e prevede l'uso della atmosfera a bassissimo contenuto di ossigeno. Il principio dell'utilizzo di atmosfera priva di ossigeno non è completamente nuovo nel campo della disinfestazione di oggetti storici ed artistici: la letteratura riporta sperimentazioni in questo senso effettuate in Spagna, Svezia ed USA.
Queste esperienze sono state tuttavia condotte su scala di laboratorio con gas compressi, ricorrendo quindi a ingombranti apparecchiature e trasportando notevoli quantità di bombole per le quali devono essere previsti locali adatti. Per la prima volta al mondo alla Marciana si è invece lavorato su larga scala, trattando 200.000 volumi, con apparecchiature leggere e trasportabili e che non hanno bisogno di operatori specializzati. Il progetto ha previsto l'opera del personale della biblioteca, un'équipe di custodi formata e specializzata sotto la direzione dell'Ufficio Conservazione della Biblioteca e quindi, oltre a porre rimedio all'emergenza, esso ha il triplice obiettivo di qualificare e sensibilizzare il personale alle tematiche di conservazione e cura del materiale librario, di salvaguardare l'ambiente e di contenere le spese di gestione.
Nel progetto in corso le competenze di conservazione del personale della biblioteca si sono coniugate in modo complementare a quelle tecnico-scientifiche di una società di ingegneria con esperienza nel settore delle tecnologie avanzate e della meccanica dei fluidi che ha sviluppato il sistema elettromeccanico Veloxy, in grado di scindere l'aria nei suoi componenti per creare atmosfere praticamente anossiche.
La disinfestazione dei volumi è stata effettuata rinchiudendoli in contenitori stagni realizzati su misura mediante film plastico multistrato a barriera di gas, quindi da tali sacchi è stata eliminata ogni traccia di ossigeno; 15 giorni di permanenza dei libri, o altri oggetti, in una tale atmosfera sono in grado di garantire la totale eliminazione di ogni tipo di insetto ad ogni suo stadio di vita. È stato quindi dimostrato che è possibile evitare l'uso di gas tossici ed inquinanti, che lasciano tracce nei materiali cartacei e pergamenacei e comportano pericoli per la salute degli operatori e degli utenti della Biblioteca.
Un ulteriore livello di intervento si è ottenuto attraverso un'accurata spolveratura dei volumi e degli scaffali, operata dall'équipe della Marciana prima del trattamento, al fine di eliminare sporco e pulviscolo, ricettacoli di spore e uova di insetti. Nei volumi più danneggiati da anobidi è stata effettuata una aspirazione foglio per foglio del materiale di degrado provocato dall'attacco biologico.
Al tempo stesso si è provveduto ad attuare una campagna di disinfestazione ambientale di tutti i locali della biblioteca, utilizzando una gamma di prodotti a bassissima tossicità ed elevata efficacia, specificamente messi a punto per interventi su manufatti di interesse storico-artistico; la scelta delle formulazioni è stata correlata alle caratteristiche dei locali e dei materiali librari in essi conservati ed ha compreso formulazioni liquide specifiche per il legno, Permetar per il controllo degli stati larvali, generatori di fumi insetticidi e aerosol per il controllo delle fasi adulte sfarfallanti.
L'Istituto di Entomologia Agraria dell'Università di Bologna ha effettuato le analisi di laboratorio su insetti e larve per identificare con precisione la specie dannosa e ha provveduto ad esaminare un campione di libri trattati per verificare la buona riuscita della disinfestazione. Si può dunque definire l'innovativo progetto della Biblioteca Nazionale Marciana un efficace integrated pest management.
La Biblioteca Marciana si è avvalsa della consulenza e della tecnologia Veloxy della R.G.I. Resource Group Integrator di Genova. Il trattamento dell'ambiente è stato effettuato con la consulenza ed i prodotti di Phase Prodotti per il Restauro di Firenze.
Tiziana Plebani
Convegni
La vocazione inquieta di uno scrittore veneziano
Nei giorni 7 e 8 novembre 1997 la Biblioteca Marciana ha organizzato, insieme all'Ateneo Veneto, il convegno di studi "Ugo Facco De Lagarda. 1896-1982. La vocazione inquieta di uno scrittore veneziano", allo scopo di ricordare la figura e l'opera di questo scrittore nell'ampio ventaglio di attività che lo videro protagonista come poeta, narratore, storico e pubblicista di rilievo. Sono stati invitati a Venezia valenti studiosi di letteratura italiana contemporanea: tra gli altri Paolo Ruffilli, Cesare De Michelis, Antonia Arslan, Pietro Gibellini, Monica Farnetti, Paolo Puppa.
Per l'occasione gli eredi dello scrittore hanno depositato presso la Biblioteca il materiale documentario del suo archivio affinché fosse messo a disposizione dei relatori per facilitare le loro ricerche. Ricco di fotografie e documenti, il fondo comprende numerosi inediti (tra cui il romanzo di fantascienza Ignazio V, vincitore del premio Venezia nel 1950 ma mai pubblicato) e un ricco carteggio, in cui figurano i nomi di Ferdinando Martini, Lucio D'Ambra, Bontempelli, Palazzeschi, Vicari e altri. Significativo anche lo scambio di lettere con il regista Ettore Scola, che nel '66 trasse dal romanzo di Facco Il Commissario Pepe, l'omonimo film con Ugo Tognazzi che interpretò il protagonista.
Con parte di questo materiale è stata allestita, all'interno del convegno, presso una sala dell'Ateneo Veneto, una mostra bio-bibliografica.
Tavola rotonda:
Crisi e continuità del patriziato veneziano
dalla caduta della Repubblica alla vigilia del '48
La Biblioteca Nazionale Marciana, in collaborazione con l'Associazione Nobiliare Regionale Veneta, ha contribuito alle manifestazioni promosse per ricordare il bicentenario della caduta della Repubblica di Venezia organizzando il 5 dicembre 1997, all'Ateneo Veneto, una tavola rotonda dal tema: "Crisi e continuità del patriziato veneziano dalla caduta della Repubblica alla vigilia del '48". Sono stati invitati i maggiori specialisti in materia: Piero Del Negro e Giuseppe Gullino dell'Università degli Studi di Padova, Renzo De Rosas e Michele Gottardi dell'Università degli Studi di Venezia, Volker Hunecke dell'Università di Berlino, la studiosa israeliana Dorit Raines e lo scrittore Alvise Zorzi.
Nel corso dell'incontro, dedicato ai protagonisti sconfitti delle vicende che hanno portato alla caduta della Serenissima nel 1797, si è discusso sulla situazione del patriziato alla vigilia di quell'anno fatidico, sulla sua composizione, i suoi obiettivi ed i suoi comportamenti precedenti e successivi alla fine dell'indipendenza, nell'intento di comprendere come gli antichi governanti dello Stato Veneto reagirono al crollo del loro mondo e quale parte ebbero negli sviluppi politici successivi.
Seminario sul Libro Antico
Nel mese di maggio 1998 ha ripreso, con tre nuovi incontri, la sua attività il Seminario sul Libro Antico. L'iniziativa è curata da Alessandro Scarsella ed è promossa dalla Biblioteca Nazionale Marciana, dalla Sezione Veneto dell'Associazione Biblioteche Italiane e dalla Società Dante Alighieri. Avviato nel 1987 e giunto quindi al suo undicesimo anno di vita, il Seminario sul Libro Antico rappresenta ormai un appuntamento importante per i bibliotecari e i bibliofili veneti (e non solo) proponendo lezioni dei maggiori studiosi italiani e stranieri delle materie librarie. Questi gli incontri: 12 maggio, Lorenzo Baldacchini (Biblioteca Malatestiana, Cesena): Tipologie del libro italiano del Settecento: le prospettive di ricerca; 18 maggio, Simonetta Migliardi (ICCU), La catalogazione di bandi, manifesti e fogli volanti; 2 giugno, Attilio Mauro Caproni (Università di Udine), Il concetto di raro: archivi e biblioteche "d'autore". (A.B.)
(A.B.)
Novità
Convegno:
Giacomo Noventa (1898-1960). Poesia e dialogo nel centenario della nascita
Nel quadro di un progetto di approfondimento della storia della letteratura veneta del Novecento, l'Ateneo Veneto, in collaborazione con il Comune di Noventa di Piave e con la Biblioteca Nazionale Marciana, organizza un convegno di studi dedicato al poeta Giacomo Noventa, che si terrà nei giorni 6 e 7 novembre 1998 a Venezia (Ateneo Veneto, Campo S. Fantin n. 1897) e il giorno 8 novembre 1998 a Noventa di Piave (Sede Municipale). Per informazioni: tel. 041.5224459
Progetto nazionale "Buona lettura"
Anche per l'anno 1998 il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali ha promosso il progetto nazionale "Buona lettura" allo scopo di migliorare e incrementare i servizi al pubblico delle Biblioteche italiane.
Come lo scorso anno la Biblioteca Nazionale Marciana aderisce a questo progetto con il seguente prolungamento dell'orario di apertura: dal 13 giugno al 28 luglio e dal 15 settembre al 15 dicembre 1998 sarà effettuata apertura straordinaria il sabato pomeriggio dalle 14.00 alle 17.00 e il martedì sera dalle 19.00 alle 22.00.
Servizio Reference in Internet e su CD-Rom
Nell'ambito dell'adeguamento alle crescenti richieste del pubblico ed alla necessità di utilizzare con maggiore efficacia le opportunità offerte dalle nuove tecnologie, la Biblioteca Nazionale Marciana ha attivato, a partire dal 7 gennaio 1998, un nuovo servizio di reference.
Scopo di questo servizio è di fornire all'utenza la possibilità di effettuare ricerche bibliografiche su basi dati remote collegate ad Internet e sui CD-Rom posseduti dalla Biblioteca, integrando così il tradizionale servizio di informazioni su supporto cartaceo (cataloghi a schede, repertori, etc.).
Il servizio reference opera, inoltre in stretta collaborazione con l'ufficio prestito interbibliotecario, per offrire al lettore, oltre alla possibilità di trovare un particolare documento nella rete, anche quella di poterlo materialmente consultare in Biblioteca. La ricerca in Internet e su CD-Rom per il momento è svolta dal personale della Biblioteca, in un prossimo futuro è prevista l'installazione di terminali anche per la ricerca diretta da parte del pubblico.
Da ricordare, infine, i siti Internet presso i quali è possibile consultare in linea il catalogo della Biblioteca Marciana (per le opere dal 1990 in poi), fuso insieme agli altri dati del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN):
- luavbc .iuav. unive. it/easyweb/base_sbn. htm (OPAC del polo veneziano SBN)
- http://opac.sbn.it (OPAC dell'indice nazionale SBN)
- lcweb .loc. gov./ z3950/gateway. htm (Indice nazionale SBN consultato tramite gateway Z39.50 presso la Library of Congress di Washington)
Stefano Frassetto
Acquisti
La Biblioteca investe ogni anno circa 450 milioni per incrementare le proprie collezioni. Vengono effettuati anche acquisti d'antiquariato, relativamente ad opere d'interesse veneziano.
Quest'anno la Marciana ha comprato un considerevole fondo su Giacomo Casanova. La collezione, che apparteneva a Ulrich Middeldorf, ben noto studioso casanoviano, consta per la maggior parte di saggi su Casanova, alcuni dei quali sono rarità bibliografiche.
Alcuni volumi di questo fondo, già posseduti dalla Biblioteca, sono stati acquistati, in accordo con la Marciana, dall'Università di Venezia, con la quale si è creato un positivo rapporto di collaborazione.
(M.Z.)
Salone Beni Culturali
BBCC EXPO
Nel mese di dicembre 1997 si è tenuto a Venezia il primo Salone dei Beni Culturali, importante rassegna degli enti, istituti culturali e ditte commerciali che operano nell'ambito della gestione e della tutela del patrimonio culturale in Italia.
La Biblioteca Nazionale Marciana ha partecipato all'iniziativa, allestendo un proprio stand. Si è trattato di un'occasione per portare a conoscenza della cittadinanza e dei visitatori provenienti da altre città la molteplicità delle iniziative che questa Biblioteca, grazie all'appoggio del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, ha effettuato e sta tuttora compiendo.
All'interno dello stand sono stati esposti i cataloghi delle mostre più recenti e le pubblicazioni della Biblioteca, si sono divulgati gli interventi più significativi attuati sia nell'ambito della tutela del materiale (come ad esempio l'operazione antitarlo effettuata nel 1997) sia in relazione all'utilizzo delle nuove tecnologie per la gestione e la catalogazione del patrimonio librario e documentario (progetti europei).
(A.B.)
American Friends of the Marciana Library
- Lillian Armstrong
- William Barcham
- John W. Barker
- Franca R. Barricelli
- Anna A. Blake
- Vittore Branca
- T. Kimball Brooker
- Patricia Fortini Brown
- Van A. Burd
- Linda Carroll
- Stanley Chojnacki
- Dario A. Covi
- Blake De Maria
- John Dotson
- Eric Dursteler
- Robert F. Echols
- Rebecca A. Edwards
- Emlyn Eisenach
- Eleanor Selfridge Field
- Claire Fontijn
- Laura Giannetti
- Elisabeth Gleason
- Jonathan and Beth Glixon
- Rona Goffen
- James S. Grubb
- Wendy Heller
- Craig Kallendorf
- Paul Kaplan
- Margaret L. King
- Julius Kirshner
- Benjamin G. Kohl
- Marion Leathers Kuntz
- Patricia H. Labalme
- Stefanie Lew
- Thomas F. Madden
- John Martin
- Mary Jane Phillips Matz
- Angelo Mazzocco
- Sarah Blake McHam
- Joseph C. Mitchell
- John Monfasani
- Andrew Morrogh
- Edward Muir
- April Oettinger
- Edward J. Olszewski
- Debra Pincus
- Emil J. Polak
- Benjamin Ravid
- Dennis Romano
- David and Ellen Rosand
- Guido Ruggiero
- Catherine Sama
- Anne Jacobson Schutte
- Monika Schmitter
- Alan M. Stahl
- David and Deirdre Stam
- J. A. Wheelock, Jr.
- Rebecca Williamson
- Carolyn C. Wilson
- Marino Zorzi
L'associazione American Friends of the Marciana Library è stata costituita per fornire un supporto intelettuale, culturale e finanziario alla Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, in riconoscimento del ruolo della Biblioteca sia come depositaria di una importante parte dell'eredità culturale dell'Europa occidentale e sia come istituzione che così abilmente serve gli studiosi e la cultura che concerne Venezia.
Per informazioni e i privilegi connessi, si prega di scrivere all'ufficio di New YorK:
25 East End Avenue - Suite 15G, New York, New York 10028, U.S.A.





